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Anche l'uomo ucciso dall'ICE in Maine non era l'obiettivo degli agenti
U.S. Immigration and Customs Enforcement, 2026, Flickr, Public Domain Mark 1.0
Cronaca 4 min di lettura

Anche l'uomo ucciso dall'ICE in Maine non era l'obiettivo degli agenti

Joan Sebastian Guerrero, colombiano di 26 anni, è stato ucciso mentre usciva di casa in auto. Il capo della sicurezza interna prima ha parlato di un mandato a suo carico, poi si è corretto

Per la seconda volta in sei giorni un agente dell'ICE, l'agenzia federale americana che si occupa dei controlli sull'immigrazione e delle espulsioni, ha ucciso un uomo alla guida della sua auto che non era l'obiettivo dell'operazione in corso. Joan Sebastian Guerrero, un colombiano di 26 anni, è stato colpito lunedì 13 luglio verso le 7 del mattino (le 13 in Italia) a Biddeford, una città costiera di circa 22mila abitanti nel Maine, nel nord-est degli Stati Uniti. Il 7 luglio a Houston, in Texas, era stato ucciso in circostanze simili Lorenzo Salgado Araujo, un messicano di 52 anni.

Il dipartimento della sicurezza interna, il ministero da cui dipende l'ICE, ha diffuso la sua versione solo dodici ore dopo i fatti. Gli agenti stavano sorvegliando l'ultimo indirizzo conosciuto di un immigrato irregolare destinatario di un ordine definitivo di espulsione, un uomo è uscito dalla casa in auto e gli agenti hanno tentato di fermarlo. A quel punto, secondo il comunicato, "il veicolo ha tentato di fuggire" e un agente, "temendo per la sicurezza pubblica", ha aperto il fuoco. Il conducente è stato colpito ed è morto per le ferite. Il comunicato non spiega perché l'uomo rappresentasse un pericolo per la sicurezza pubblica. In una comunicazione separata inviata ad alcuni membri del Congresso il dipartimento ha usato parole più nette, sostenendo che il conducente aveva usato il veicolo come un'arma contro le forze dell'ordine.

La comunicazione ufficiale è stata contraddittoria. Il senatore del Maine Angus King, un indipendente, ha riferito che il segretario alla sicurezza interna Markwayne Mullin gli aveva detto in un primo momento che l'uomo ucciso era destinatario di un mandato d'arresto e di un ordine di espulsione. Poche ore dopo Mullin lo ha richiamato per correggersi: Guerrero non era l'obiettivo dell'operazione. Secondo la Maine Immigrants' Rights Coalition, un'organizzazione per i diritti degli immigrati in contatto con la famiglia, Guerrero aveva un permesso di lavoro e un numero di previdenza sociale, un dato che le autorità federali non hanno confermato. Faceva il fattorino, era sposato e aveva una figlia piccola. L'ambasciata della Colombia sta assistendo la famiglia e ha chiesto chiarimenti al dipartimento sulle circostanze della morte.

Nessun video completo dei fatti è finora emerso e nessuno degli agenti indossava una telecamera, nonostante l'amministrazione si fosse impegnata a estenderne l'uso. I testimoni avevano descritto un'auto bianca speronata dai veicoli degli agenti e il conducente estratto dall'abitacolo mentre perdeva sangue dalla testa. L'inchiesta è affidata all'ispettore generale del dipartimento, il suo organo di controllo interno, insieme all'FBI. Anche il procuratore generale del Maine ha aperto un'indagine. L'agente che ha sparato è stato sospeso in attesa dei risultati.

Il caso ricalca quello di Houston. Gli agenti cercavano altre due persone e avevano scambiato il furgone di Salgado Araujo per quello dell'obiettivo. Secondo la versione ufficiale l'uomo aveva tentato la fuga e usato il mezzo contro gli agenti, ma i familiari che viaggiavano con lui la smentiscono e anche in quel caso non c'erano telecamere in funzione. Il procuratore della contea di Harris ha emesso una ventina di mandati di comparizione per raccogliere prove e testimonianze, lamentando che il governo federale non condivide le prove con i suoi investigatori. Il Senato del Messico ha condannato la morte di 17 cittadini messicani legata all'azione delle autorità americane dell'immigrazione durante il secondo mandato del presidente, chiedendo indagini approfondite su ogni caso.

La governatrice del Maine, la democratica Janet Mills, ha scritto che la correzione di Mullin "rende questa tragedia ancora più inquietante e rivoltante" e che mette in luce "il modo sconsiderato e disordinato in cui vengono condotte le operazioni di controllo dell'immigrazione nel Maine e in tutto il paese". Centinaia di persone hanno manifestato per le strade di Biddeford, anche davanti agli uffici della senatrice repubblicana Susan Collins, che ha chiesto un'indagine "completa e imparziale". Per King la sparatoria è il risultato della quota di 2.000 arresti al giorno imposta agli agenti dalla Casa Bianca: "È un modo terribile di dare istruzioni alle forze dell'ordine", ha detto alla CNN.

Guerrero è l'undicesima persona uccisa dagli agenti federali dell'immigrazione dal ritorno del presidente alla Casa Bianca, nel gennaio 2025, e la quinta colpita mentre era alla guida. Secondo un conteggio del New York Times, dall'anno scorso gli agenti federali hanno sparato contro più di 20 persone, in diversi casi con ricostruzioni ufficiali poi smentite dai video, mentre gli arresti giornalieri di immigrati sono raddoppiati nell'ultima settimana di giugno e continuano a crescere. Seth Stoughton, ex agente di polizia e professore di diritto all'Università della South Carolina, aveva spiegato a Mother Jones che da decenni le polizie americane addestrano gli agenti a non mettersi davanti a un veicolo in movimento e a non sparare ai conducenti, perché colpire chi guida non ferma l'auto: la trasforma "da missile guidato in missile senza guida".

Mullin è arrivato alla guida del dipartimento quest'anno, dopo la rimozione di Kristi Noem, criticata per la gestione delle operazioni in Minnesota, dove a gennaio gli agenti federali hanno ucciso due cittadini americani, Renee Good e Alex Pretti. Le loro morti, riprese in video e diffuse sui social, avevano innescato grandi proteste a Minneapolis e contribuito a rendere impopolare la politica anti-immigrazione del presidente. Anche nel Maine un'operazione su larga scala era iniziata a gennaio con centinaia di arresti: si chiamava "Operation Catch of the Day", un riferimento all'industria della pesca dello Stato, e da allora i residenti di Biddeford riferiscono una presenza frequente degli agenti nella zona.

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