In Virginia hanno già votato quasi 183.000 persone, più del doppio delle circa 74.000 che avevano votato allo stesso punto del calendario nel 2022. Mancano 38 giorni alle midterm del 3 novembre, ma negli Stati Uniti si vota già da settimane: per posta o di persona, con calendari che cambiano da stato a stato. Da oggi Focus America segue questo voto in una pagina dedicata, aggiornata due volte al giorno.
La pagina si apre con i numeri nazionali: quante schede sono state espresse finora in tutto il Paese, quante di persona e quante per posta. Al 26 settembre sono circa 327.000 in 22 stati. Sotto c'è una mappa che mostra dove il voto anticipato è già aperto, quanti hanno votato in ogni stato e quale sarà il prossimo ad aprire. Cliccando su uno stato si apre la sua scheda, con la curva giorno per giorno dei voti, la divisione tra voto di persona e voto per posta e, dove lo stato le pubblica, le schede per posta richieste dagli elettori.
Le schede richieste vanno lette con attenzione, perché il dato cambia significato da stato a stato. In Ohio e in Florida il numero pubblicato è quello delle schede già spedite dagli uffici, non quello delle domande. In nove stati, tra cui California, Colorado, Nevada e Washington, la scheda arriva a casa di ogni elettore senza bisogno di chiederla, quindi non esiste una curva delle richieste. Il Texas invece non pubblica il dato.
Ogni scheda mette la curva del 2026 accanto a quelle del 2022 e del 2024. Il 2022 è il confronto più utile, perché era anche quello un anno di elezioni di metà mandato. Il 2024 era un anno di elezioni presidenziali (con un'affluenza più alta) e serve come secondo riferimento. Il confronto si fa allo stesso numero di giorni dal voto: in Virginia i quasi 183.000 voti di oggi sono più del doppio del 2022 ma ancora meno dei circa 269.000 del 2024.
Negli stati che pubblicano i dati sui singoli elettori la pagina mostra anche chi sta votando. Il caso più completo è la North Carolina, dove si vede il partito di registrazione, l'età, il genere e l'etnia di chi ha già votato, con le differenze rispetto allo stesso punto del 2022 e del 2024. Oggi il 47,1 per cento delle schede arrivate agli uffici della North Carolina viene da elettori registrati come democratici, contro il 52,7 per cento del 2022. Altrove il dettaglio è minore: la Georgia ha età, genere ed etnia ma non il partito, perché lì gli elettori non si registrano per partito, mentre in Florida, in Maine e in Iowa c'è solo il partito. Altri stati non pubblicano nulla di tutto questo.
Per alcuni stati abbiamo ricostruito anche i dati delle singole contee, le unità amministrative in cui sono divisi gli stati americani. Quando in uno stato si superano i 50.000 voti, un grafico confronta la partecipazione di ogni contea con quella del 2022 o del 2024 e la mette in relazione con il risultato delle presidenziali. Così si vede se le contee dove aveva vinto Kamala Harris stanno votando più o meno di quelle dove aveva vinto Donald Trump.
Questi numeri dicono chi sta votando, non per chi. Il partito che compare nei dati è quello con cui l'elettore si è registrato nelle liste dello stato, non il candidato che ha scelto: un elettore registrato come democratico può votare un candidato repubblicano e viceversa. Una quota ampia di elettori poi non è registrata con nessun partito. Più schede di elettori democratici in North Carolina vogliono dire che in questa fase si stanno muovendo più democratici, non che i democratici prenderanno più voti. Anche la crescita rispetto al passato va presa con prudenza, perché può dipendere da elettori che quest'anno votano in anticipo invece che il giorno delle elezioni.
Mettere insieme questi dati è stato complicato. Negli Stati Uniti non esiste una raccolta nazionale del voto anticipato in un formato comune: ogni stato organizza il voto e pubblica i numeri a modo suo, con tempi e definizioni diversi e con un dettaglio che varia molto. Il punto di partenza è il lavoro dell'Election Lab dell'Università della Florida, che raccoglie ogni giorno i dati degli uffici elettorali statali. Lo abbiamo integrato con i file degli stati e delle contee e, per alcuni casi come la Virginia e l'Arizona, con le rielaborazioni di organizzazioni che lavorano sui file ufficiali.
Le curve giornaliere del 2022 e del 2024 non le pubblica nessuno. Le abbiamo ricostruite dagli archivi degli uffici elettorali, spesso recuperando i report di allora sulla Wayback Machine, l'archivio che conserva le vecchie versioni delle pagine web. In tredici stati la serie è quasi quotidiana, in una trentina abbiamo un dato ogni pochi giorni o ogni settimana, mentre per Alabama, Missouri e New Hampshire non esiste nessun dato intermedio. Dove mancano alcune giornate le abbiamo stimate a partire dalla forma della curva di elezioni simili. Nei grafici sono segnalate come stime.
La pagina crescerà nelle prossime settimane. Il voto di persona aprirà in molti altri stati (in North Carolina il 15 ottobre, in Florida il 24) e aggiungeremo i nuovi dati man mano che gli stati li renderanno disponibili. In fondo alla pagina una nota spiega nel dettaglio da dove viene ogni numero e come abbiamo costruito i confronti con il passato.
