Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rimosso martedì sera Oleksandr Syrskyi dall'incarico di comandante in capo delle forze armate, sostituendolo con il generale Mykhailo Drapatyi, finora a capo delle Forze congiunte. La decisione arriva dopo giorni di proteste di massa a Kyiv e in altre città ed è un'inversione di rotta per Zelensky, che la settimana scorsa si era schierato proprio con Syrskyi licenziando il ministro della Difesa Mykhailo Fedorov.
Fedorov, 35 anni, era stato licenziato il 15 luglio dopo soli sei mesi al ministero della Difesa, mentre l'Ucraina sembrava aver ritrovato l'iniziativa nella guerra grazie all'uso sempre più efficace dei droni a lungo e medio raggio contro obiettivi in Russia e in Crimea. Il ministro era diventato per molti ucraini il simbolo di una guerra combattuta con la tecnologia per risparmiare vite. Dopo il licenziamento ha accusato Syrskyi di bloccare le iniziative per modernizzare le forze armate e di aver manovrato dietro le quinte per conservare il proprio potere. Secondo Fedorov, il generale aveva posto a Zelensky un ultimatum: uno dei due doveva andarsene.
Da allora migliaia di persone sono scese in piazza ogni giorno con cartelli come "Fedorov è innovazione, i vecchi nonni sono degenerazione". Uno degli organizzatori, il veterano Dmytro Koziatynskyi, ha detto al Kyiv Independent che il movimento aveva due richieste: reintegrare Fedorov al ministero della Difesa e rimuovere Syrskyi dal comando. In un Paese dove le elezioni sono sospese per la guerra, le manifestazioni sono diventate una valvola di sfogo e un contrappeso al potere: l'anno scorso decine di migliaia di ucraini avevano protestato contro il tentativo di Zelensky di indebolire le agenzie anticorruzione, costringendo il governo a fare marcia indietro.
Syrskyi, 60 anni, guidava le forze armate dal febbraio 2024. Nato in Russia e formato nel sistema militare sovietico, ha avuto un ruolo centrale nella difesa di Kyiv nel 2022 e nella controffensiva di Kharkiv dello stesso anno e ha diretto l'incursione nella regione russa di Kursk, la prima invasione del territorio russo dalla Seconda guerra mondiale. La sua reputazione è però segnata dalla battaglia di Bakhmut del 2023: la tolleranza per le perdite elevate gli è valsa tra i soldati il soprannome di "macellaio", un'accusa che ha sempre respinto. I critici gli rimproveravano anche uno stile di comando rigido e accentrato, di stampo sovietico.
Lunedì, dopo giorni di silenzio, Syrskyi aveva pubblicato un intervento sul sito militare Militarnyi in cui si diceva sorpreso dell'esistenza di un conflitto con Fedorov e si scusava per eventuali offese. "L'Ucraina è più grande di Fedorov, di Syrskyi e di ognuno di noi", ha scritto. "Ridurre questa guerra a uno scontro tra due persone è il più grande favore che possiamo fare al nemico". Ha anche difeso il suo approccio alle nuove tecnologie: "Non posso convertire ai droni un esercito di un milione di persone in due mesi".
Drapatyi, 43 anni, appartiene a una generazione più giovane di ufficiali ed è molto rispettato sia tra i soldati sia tra i riformatori militari. Divenne noto nel 2014, quando circolò il video del suo blindato che sfondava le barricate filorusse a Mariupol. Dopo l'invasione su larga scala del 2022 ha contribuito a fermare l'avanzata russa su Kryvyi Rih ed è stato tra i comandanti della controffensiva che ha liberato Kherson. Nominato comandante delle forze di terra alla fine del 2024, ha organizzato la risposta all'offensiva russa nella regione di Kharkiv. Nel 2025 si è dimesso dopo un attacco russo su una base militare ucraina, dicendo di sentire una "responsabilità personale per la tragedia", ma è stato subito nominato comandante delle Forze congiunte.
La settimana scorsa Drapatyi si era schierato pubblicamente con Fedorov, scrivendo che "il silenzio non protegge l'esercito, permette solo agli errori di accumularsi". Nel fine settimana Zelensky aveva incontrato diversi alti ufficiali considerati candidati al comando, tra cui i generali Oleh Apostol e Volodymyr Horbatiuk, prima di scegliere Drapatyi, che tra manifestanti, soldati e veterani era considerato il favorito.
Zelensky ha ringraziato Syrskyi per i risultati ottenuti dicendo che "ogni soldato merita di essere trattato con dignità" e ha indicato le priorità del nuovo comandante: aggiornare la strategia di difesa, proseguire le riforme delle forze armate, presentare "una visione reale" per la mobilitazione e garantire le risorse per continuare gli attacchi a lungo e medio raggio contro la Russia. Il presidente ha nominato ministro della Difesa ad interim Yevhen Khmara, ex capo ad interim dei servizi di sicurezza, e ha offerto a Fedorov un incarico di vertice per coordinare lo sviluppo tecnologico del Paese. L'ex ministro non ha fatto sapere se accetterà.
Fedorov ha definito la nomina di Drapatyi "una boccata d'aria fresca e una nuova fonte di speranza nella lotta delle persone libere per la libertà e la giustizia" e "la voce del cambiamento che non poteva più essere ignorata". Il nuovo comandante ha promesso di lavorare "con responsabilità, concentrazione e rispetto per le persone che oggi difendono il nostro Stato" e ha ringraziato Syrskyi per aver rafforzato l'esercito ucraino: "Ci sono cresciuto".
