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I repubblicani che vivono in quartieri democratici sono i più soli d'America
Un piccolo gruppo di sostenitori di Donald Trump fuori dal tribunale penale di Manhattan, a New York, il 18 aprile 2024. Credito: Foto SWinxy/Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.
Società e Diritti 2 min di lettura

I repubblicani che vivono in quartieri democratici sono i più soli d'America

Uno studio condotto su 168 mila americani suggerisce che sentirsi politicamente fuori posto può incidere sulla salute mentale quasi quanto vivere in una zona povera

I repubblicani che vivono nei quartieri a maggioranza democratica sono più ansiosi, soli e depressi non soltanto degli altri elettori conservatori, ma persino dei loro vicini democratici. È quanto emerge da un sondaggio condotto su 168 mila americani, che ridimensiona una convinzione diffusa a destra: quella secondo cui sarebbero soprattutto i progressisti a non sopportare il confronto con idee politiche diverse dalle proprie. Da anni, del resto, il presidente Donald Trump e i suoi sostenitori si vantano di "far impazzire" i liberal.

Il divario rimane ampio anche dopo aver tenuto conto delle caratteristiche individuali degli intervistati, come il reddito e l'origine etnica, e di quelle del quartiere, tra cui il livello di ricchezza e la densità abitativa. La correlazione tra isolamento politico e disagio psicologico risulta forte quanto quella che, tra gli americani di qualunque orientamento, lega la salute mentale al fatto di vivere in una zona povera.

Come è stato condotto lo studio

Il sondaggio, realizzato tra maggio 2020 e dicembre 2022, ha raccolto le opinioni politiche degli intervistati e sottoposto loro una serie di domande utilizzate anche in ambito clinico per individuare possibili problemi di salute mentale. Un gruppo di ricercatori della UCLA, l'Università della California a Los Angeles, e di Harvard, coordinato da Ryan Baxter-King, ha trasformato le risposte in tre indici compresi tra zero e uno: più alto era il valore, maggiore risultava la vulnerabilità a depressione, ansia e solitudine. Lo studio è stato pubblicato a giugno sulla rivista scientifica PNAS e successivamente ripreso dall'Economist.

Nel complesso, e in tutti i gruppi demografici, i democratici dichiarano più problemi di salute mentale rispetto ai repubblicani. Proprio per questo, il dato relativo ai quartieri progressisti rappresenta un'eccezione significativa. Le giovani donne risultano tra le categorie più in difficoltà, o almeno tra quelle più propense a riferire un disagio: tra i 18 e i 24 anni il punteggio medio è di 0,4 sia per la depressione sia per l'ansia e di 0,48 per la solitudine. Tra gli uomini con più di 60 anni, invece, i valori scendono rispettivamente a 0,11, 0,12 e 0,16.

La solitudine politica dell'America

Secondo i ricercatori, a pesare è soprattutto la sensazione di trovarsi fuori posto sul piano politico, anche se non possono essere escluse altre cause individuali o legate al quartiere, come la scarsità di luoghi di incontro. Nelle zone a maggioranza democratica, i repubblicani affermano più raramente di potersi esprimere liberamente sulle questioni politiche e di avere accesso ad attività culturali vicino a casa. È anche possibile, osservano gli autori, che nel valutare la qualità del luogo in cui vivono gli elettori conservatori attribuiscano alla politica un'importanza maggiore rispetto ai democratici.

La segregazione sociale su base politica, intanto, sta aumentando e sembra riguardare soprattutto l'elettorato progressista. Uno studio dell'Università della California e di YouGov ha rilevato lo scorso anno che il 46% dei democratici aveva interrotto un rapporto con un amico, un familiare o un partner a causa di divergenze politiche, contro il 29% dei repubblicani. I democratici erano anche più numerosi nell'affermare di essere stati loro a chiudere la relazione. I ricercatori di UCLA e Harvard citano inoltre studi secondo cui i progressisti tendono a escludere più spesso gli avversari politici dalle occasioni sociali. Se chi esprime idee diverse viene trattato con maggiore ostilità, concludono, diventa più facile capire perché tanti repubblicani che vivono nelle zone democratiche mostrino livelli così elevati di disagio.

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