Più di un quarto degli americani tra i 18 e i 34 anni, il 27%, ritiene di aver perso il lavoro perché il proprio datore lo ha sostituito con l'intelligenza artificiale, oppure di conoscere qualcuno a cui è successo. È quanto emerge da un sondaggio di Axios e Generation Lab, che fotografa una percezione del fenomeno molto più ampia di quanto suggeriscano le ricerche disponibili sull'effettiva perdita di posti di lavoro causata dall'automazione.
Il timore, però, convive con un utilizzo sempre più diffuso degli stessi strumenti: il 71% afferma di sentirsi a proprio agio con l'intelligenza artificiale quanto o più di un anno fa, il 61% ha utilizzato ChatGPT nell'ultimo mese, il 48% Gemini e il 20% Claude. La sfiducia si estende anche alla politica. Alla domanda su quale partito sia più affidabile per ridurre il costo della vita, la risposta più frequente è stata "nessuno dei due", scelta dal 36% degli intervistati, contro il 26% che indica i democratici e il 22% i repubblicani.
"I giovani bocciano un po' tutto: come sta lavorando il presidente, come va l'economia, entrambi i partiti", ha spiegato ad Axios Cyrus Beschloss, amministratore delegato di Generation Lab. "L'intelligenza artificiale è un fattore di rottura piuttosto grosso, ed è facile indicare una cosa senza volto come la causa di tutto". Ne emerge così una generazione che utilizza quotidianamente gli strumenti ai quali attribuisce una parte della propria insicurezza lavorativa, non si fida di nessuno dei due grandi partiti per affrontare il carovita e guarda ormai al socialismo con molta meno diffidenza di quanta ne riservi al capitalismo.
I giovani americani non si fidano né dell’intelligenza artificiale, né dei partiti, né del capitalismo
Un sondaggio Axios e Generation Lab su 1.075 americani tra i 18 e i 34 anni fotografa una generazione schiacciata dal carovita, che usa ogni giorno gli strumenti ai quali attribuisce la propria insicurezza sul lavoro.
- 27%
- Ritiene di aver perso il lavoro perché sostituito dall’intelligenza artificiale, oppure conosce qualcuno a cui è successo.
- 61%
- Ha usato ChatGPT nell’ultimo mese. Gemini 48%, Claude 20%. Il 71% si sente a proprio agio con l’intelligenza artificiale quanto o più di un anno fa.
- 96%
- È preoccupato per affitto, spesa, benzina o utenze; il 40% si dice estremamente preoccupato. Il 48% giudica pessima l’economia nazionale e il 78% pensa che oggi sarebbe difficile trovare lavoro.
- 36%
- Non si fida di nessuno dei due partiti per ridurre il costo della vita, contro il 26% che indica i democratici e il 22% i repubblicani. Il 66% disapprova l’operato di Donald Trump.
- 68% contro 47%
- Giudica il socialismo in modo positivo o neutro; sul capitalismo dice lo stesso solo il 47%.
Temono l’intelligenza artificiale e la usano ogni giorno
Le due percentuali arrivano dallo stesso campione: chi teme di essere sostituito dall’intelligenza artificiale è anche chi la usa tutti i giorni.
Ogni punto è un giovane americano su 100.
Le ricerche disponibili sull’automazione misurano una perdita di posti di lavoro molto più contenuta di quella percepita.
Tre giovani su cinque hanno usato ChatGPT nell’ultimo mese
si sente a proprio agio con l’intelligenza artificiale quanto o più di un anno fa.
Il costo della vita preoccupa quasi tutti
Affitto, spesa, benzina, utenze: la preoccupazione è quasi unanime e per due su cinque è estrema.
Per abbassare i prezzi non si fidano di nessun partito
Risposte alla domanda: quale partito è più affidabile per ridurre il costo della vita?
Il socialismo convince più del capitalismo
Quota di intervistati che associa alla parola un giudizio positivo o neutro.
A novembre 2025 una rilevazione sui soli studenti universitari dava 67% contro 40%. La nuova indagine include anche chi ha finito gli studi da tempo, chi si è fermato al diploma e chi non lo ha conseguito: il quadro non cambia.
Il carovita domina le preoccupazioni
Il 96% dei giovani intervistati si dice preoccupato per il costo dell'affitto, della spesa, della benzina o delle utenze e il 40% si definisce "estremamente" preoccupato. Il 48% giudica "pessima" la situazione dell'economia nazionale. Anche il mercato del lavoro viene percepito con forte pessimismo: se dovessero cercare oggi un impiego, il 35% ritiene che sarebbe "molto difficile" trovarlo e il 43% "abbastanza difficile". Più della metà considera l'acquisto di una casa tra i propri principali obiettivi, ma soltanto circa uno su due pensa che riuscirà a realizzarlo nel prossimo decennio, mentre il 28% lo considera molto improbabile.
Il giudizio sul presidente è altrettanto severo: il 66% disapprova l'operato di Donald Trump, il 54% con forte convinzione. Il 64% boccia inoltre la sua gestione della guerra con l'Iran, con il 50% che esprime un giudizio molto negativo, mentre due terzi degli intervistati ritengono che il conflitto abbia lasciato gli Stati Uniti in una situazione peggiore rispetto a quella precedente. In vista delle presidenziali del 2028, a pesare sembra essere soprattutto la notorietà dei possibili candidati.
Tra i democratici Kamala Harris guida con il 28,7%, davanti a Michelle Obama al 14,9% e ad Alexandria Ocasio-Cortez all'11,7%. Gli indipendenti preferiscono Michelle Obama, all'11,4%, seguita da Ocasio-Cortez al 9,2% e da Bernie Sanders al 7,4%. Tra i repubblicani invece JD Vance domina con il 31,5%, molto distante da Donald Trump Jr., al 10,7%, e Marco Rubio, al 9,7%.
Il socialismo convince più del capitalismo
Il dato forse più significativo riguarda però il giudizio sui sistemi economici. Il 68% dei giovani intervistati esprime un'opinione positiva o neutra del socialismo, contro appena il 47% che dice lo stesso del capitalismo. I giudizi negativi sul capitalismo sono inoltre più del doppio di quelli espressi sul socialismo. Un sondaggio dello scorso novembre aveva rilevato numeri simili tra gli studenti universitari, 67% contro 40%, un risultato che allora era stato spiegato soprattutto con l'orientamento politico più a sinistra dei campus.
La nuova rilevazione comprende invece anche giovani che hanno terminato gli studi da tempo, che si sono fermati al diploma o che non lo hanno conseguito, senza che il quadro cambi in maniera sostanziale. "Non credo che i giovani se ne stiano seduti a ragionare su quale modello economico sia più utile alla società, o a leggere la Repubblica di Platone riflettendo sulla teoria economica", ha osservato Beschloss. "Probabilmente vedono il socialismo come un modo radicale di scuotere le cose, di dare qualcosa alla classe lavoratrice, una cosa antisistema più che il funzionamento concreto del socialismo".
Il sondaggio è stato condotto tra il 29 luglio e il 4 agosto 2026 su un campione rappresentativo di 1.075 adulti tra i 18 e i 34 anni, con un margine di errore di 3,01 punti percentuali: il 37% degli intervistati si è dichiarato democratico, il 26% repubblicano e il 29% indipendente.
