Un sondaggio che dava la sindaca di Los Angeles Karen Bass largamente in vantaggio sulla sua rivale, la consigliera comunale Nithya Raman, era falso. Lo ha ammesso lunedì la stessa società che lo aveva diffuso, dopo le ripetute domande del Los Angeles Times. Quella di Median Strategies non era affatto una rilevazione: "Median Strategies è stata creata come esperimento sociale di breve durata per esaminare come informazioni presentate come sondaggi possano entrare e diffondersi nell'ecosistema dell'informazione politica senza verifiche indipendenti", ha scritto la società in un'email al quotidiano. Median ha aggiunto di non voler rendere pubblica l'identità delle persone coinvolte e di non essere disponibile per interviste.
Il falso sondaggio era corredato di tutti i dettagli tipici di una rilevazione autentica. Bass risultava avanti di quasi 12 punti percentuali in vista del ballottaggio del 3 novembre, sulla base di un presunto campione di 560 elettori di Los Angeles intervistati tra il 30 luglio e il 5 agosto, con un margine di errore del 4,1%. Secondo i dati pubblicati, il 16% degli intervistati aveva votato alle primarie per Spencer Pratt, il repubblicano ed ex volto del programma televisivo "The Hills" eliminato il 2 giugno dopo una campagna incentrata sulle critiche a Bass per la gestione degli incendi. Di questi elettori, circa l'85% sarebbe pronto a votare per Bass al ballottaggio e solo il 7% Raman. "Di fronte alla scelta tra la sindaca in carica e una sfidante vicina ai Democratic Socialists of America, la maggior parte degli elettori di Pratt sembra considerare Bass l'opzione più conosciuta e moderata, anziché restare a casa", sosteneva Median nella propria falsa analisi.
Dal titolo di un giornale all'account della sindaca
Da quel passaggio era nato un titolo del California Post: "Gli elettori di Spencer Pratt potrebbero essere decisivi nella corsa a sindaco di Los Angeles, secondo l'ultimo sondaggio". Anche lo staff elettorale di Bass aveva rilanciato il dato, citando Median Strategies come fonte. Il post è stato poi cancellato. "Questo sondaggio era stato ripreso da una testata giornalistica", ha spiegato un portavoce della campagna elettorale. "Qualsiasi tentativo in malafede di influenzare le elezioni dovrebbe essere indagato e perseguito con tutto il rigore della legge".
Il dato era stato invece accolto con scetticismo da Kenneth Mejia, revisore dei conti della città, che a metà luglio aveva appoggiato Raman. Mejia aveva ricordato su X che, prima della sua elezione, i sondaggi davano perdente anche lui, ma che aveva poi vinto con un ampio margine. Bass e Raman sono entrambe democratiche ed ex alleate: la consigliera è arrivata al ballottaggio sfidando da sinistra la sindaca uscente.
Il precedente del Wisconsin
Median aveva cominciato a pubblicare i propri sondaggi sui social il 9 agosto. L'account contava circa 20 follower e, nel post di presentazione, prometteva "sondaggi affidabili, ripensati", senza clienti di parte né finanziamenti da campagne o partiti. Due giorni dopo aveva pubblicato una prima rilevazione sulle primarie democratiche per il governatore del Wisconsin che dava la socialista democratica Francesca Hong avanti di oltre 20 punti. A vincere era stato invece, a sorpresa, David Crowley, presidente della contea di Milwaukee.
Quel risultato, tuttavia, non era apparso implausibile: anche le altre rilevazioni autentiche davano Hong largamente in vantaggio, ad esempio al 44% contro il 22% di Crowley in un sondaggio condotto tra il 3 e il 6 agosto. La sua sconfitta ha poi aperto negli Stati Uniti un dibattito sulle ragioni per cui i sondaggi avevano sbagliato la corsa del Wisconsin. Median aveva riconosciuto l'errore il 12 agosto e il giorno successivo aveva pubblicato il falso sondaggio sulle elezioni di Los Angeles.
In poco più di una settimana, dunque, un account appena creato e seguito da una ventina di persone è riuscito a far circolare due sondaggi completamente inventati. Il primo è passato quasi inosservato perché sembrava confermare le rilevazioni autentiche, prima di essere smentito dal risultato delle urne. Il secondo è stato invece ripreso nel titolo di un giornale e rilanciato dall’account ufficiale della campagna di una sindaca, senza che nessuno verificasse chi avesse realizzato il sondaggio, con quali risorse e secondo quale metodologia. È bastata, insomma, una veste grafica credibile perché dati privi di qualunque fondamento venissero trattati come una notizia.
