Virginia, un giudice blocca la certificazione del referendum sulla nuova mappa elettorale
Il tribunale di Tazewell ha dichiarato incostituzionale il voto che dava ai Democratici quattro seggi in più alla Camera. Il procuratore generale ha annunciato ricorso immediato e Trump parla di elezione truccata.
Un giudice della Virginia ha bloccato la certificazione del referendum che martedì aveva approvato la nuova mappa dei collegi congressuali dello Stato, dichiarando incostituzionale la consultazione e la legge che l'aveva indetta. La decisione arriva a meno di 24 ore dal voto che aveva dato ai Democratici la possibilità di conquistare dieci degli undici seggi della Virginia alla Camera dei Rappresentanti, contro gli attuali sei.
Il giudice Jack Hurley della Tazewell Circuit Court ha emesso l'ordinanza mercoledì, stabilendo che tutti i voti espressi a favore o contro l'emendamento costituzionale del 21 aprile sono "inefficaci". Hurley ha definito il quesito sottoposto agli elettori "palesemente fuorviante". L'ordinanza include un'ingiunzione permanente che impedisce ai funzionari elettorali statali di certificare i risultati e di compiere qualsiasi azione per attuare la nuova mappa. Il giudice ha anche respinto la richiesta di sospendere la decisione in attesa del ricorso.

La decisione si fonda su argomentazioni procedurali e costituzionali relative all'iter di approvazione dell'emendamento. La costituzione della Virginia prevede che il parlamento statale approvi un emendamento proposto, che si tenga poi un'elezione intermedia con il rinnovo della Camera dei Delegati e che la nuova assemblea riapprovi il testo identico. Ken Cuccinelli, ex procuratore generale repubblicano della Virginia e presidente della Election Transparency Initiative dell'American Principles Project, ha spiegato alla CNN il nodo della controversia. La prima approvazione dell'emendamento è avvenuta ad Halloween, ma il voto anticipato per l'elezione intermedia era già iniziato il 19 settembre 2025, con oltre un milione di persone che avevano votato prima della prima approvazione. Secondo Cuccinelli i Democratici avranno difficoltà a sostenere che si sia trattato di una vera elezione intermedia. Ha aggiunto di attendersi una sentenza definitiva entro maggio.
Il procuratore generale della Virginia Jay Jones, democratico entrato in carica dopo aver sconfitto il repubblicano Jason Miyares a novembre, ha annunciato ricorso immediato. In una dichiarazione riportata da più testate, Jones ha affermato che gli elettori della Virginia si sono espressi e che un giudice attivista non dovrebbe avere potere di veto sul voto del popolo. Andrea Gaines, portavoce del Dipartimento delle Elezioni della Virginia, ha fatto sapere alla CNN che i funzionari statali stanno valutando l'impatto dell'ordinanza sulla certificazione dei risultati da parte del Consiglio di Stato.
La vicenda giudiziaria è complessa. La Corte Suprema della Virginia aveva già ribaltato due precedenti ordinanze della Tazewell Circuit Court che avevano tentato di bloccare il referendum, permettendo così lo svolgimento del voto di martedì. I ricorsi sul merito restano pendenti davanti alla Corte Suprema statale, che avrà l'ultima parola. Cuccinelli ha indicato che ci sono quattro impugnazioni costituzionali contro il referendum in corso nei tribunali, tre delle quali contestano il processo di approvazione dell'emendamento.
Il presidente Donald Trump ha reagito al risultato del referendum con un messaggio su Truth Social, definendo il voto "truccato". Trump ha scritto che per tutta la giornata i Repubblicani erano in vantaggio fino a un presunto "massiccio arrivo di schede per corrispondenza" alla fine dello spoglio, ripetendo accuse simili a quelle rivolte alla sconfitta del 2020 contro Joe Biden. Il presidente ha sostenuto che la formulazione del quesito referendario era deliberatamente incomprensibile e ingannevole, chiedendo ai tribunali di intervenire. In realtà, come riportato dal New York Times, il sì ha superato il no nella tarda serata di martedì perché diverse roccaforti democratiche densamente popolate hanno riportato i risultati più tardi rispetto ad altre giurisdizioni, un fenomeno comune in Virginia.
Il referendum è stato approvato con il 51,5% contro il 48,5%, un margine di circa tre punti percentuali. La nuova mappa trasformerebbe l'attuale equilibrio di sei seggi democratici e cinque repubblicani in una configurazione con dieci seggi favorevoli ai Democratici e uno solo solido per i Repubblicani. Secondo i dati di AdImpact riportati da Newsweek, sulla campagna sono stati spesi oltre 80 milioni di dollari, con i sostenitori del sì che hanno investito 56,4 milioni contro i 24,6 milioni dei contrari.
Il Comitato Nazionale Repubblicano, parte ricorrente nella causa decisa da Hurley, ha accolto con favore la sentenza. Un portavoce del RNC ha dichiarato all'ABC News che i Democratici sono riusciti a ottenere solo una vittoria di tre punti nonostante abbiano speso decine di milioni di dollari e manipolato gli elettori con un linguaggio fuorviante sulla scheda. Il portavoce ha definito l'operazione di ridisegno dei collegi un tentativo palese di conquista del potere.
Il politologo Larry Sabato ha commentato a Newsweek definendo i risultati un disastro per Trump. Ha dichiarato alla testata che non si tratta solo della guerra con l'Iran e che il presidente non è riuscito a prevedere le conseguenze delle proprie azioni, illudendosi che i Democratici si sarebbero disarmati unilateralmente. Stephen Farnsworth, professore di scienze politiche all'Università di Mary Washington, ha detto a Newsweek che il ridisegno a metà decennio non ha ottenuto nulla per Trump e che questa sconfitta potrebbe costare ai Repubblicani la maggioranza alla Camera in autunno. Jeremy Mayer, professore di scienze politiche alla George Mason University, ha spiegato alla stessa testata che la Virginia resta uno Stato conteso ma diventa blu quando il tema è Trump, aggiungendo che la guerra alla burocrazia federale ha reso il presidente inviso in gran parte dello Stato, in particolare nella Virginia del Nord.
La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha spiegato a Newsweek perché Trump non abbia fatto una campagna più attiva contro il referendum, affermando che il presidente ha molti impegni ma ha comunque ospitato una telefonata la sera prima del voto. Il leader democratico alla Camera Hakeem Jeffries, deputato di New York, ha dichiarato che i Democratici non hanno fatto un passo indietro ma hanno reagito con forza, aggiungendo che quando gli avversari colpiscono basso il suo partito risponde duramente.
La battaglia legale procederà rapidamente. Il ricorso di Jones andrà verso la Corte d'Appello e potrebbe arrivare in tempi brevi alla Corte Suprema della Virginia. La mappa deve superare il vaglio giudiziario prima che le schede per le elezioni di novembre vengano finalizzate.
