Licenziato il segretario della Marina John Phelan

Il finanziere e grande donatore di Trump lascia dopo mesi di scontri con Hegseth e Feinberg sui piani di costruzione navale. Al suo posto, ad interim, il veterano Hung Cao.

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Licenziato il segretario della Marina John Phelan
Cpl. Joshua Bustamante / Commandant of the Marine Corps

Il Pentagono ha annunciato mercoledì il licenziamento di John Phelan, segretario della Marina degli Stati Uniti. La decisione, comunicata con una nota stringata del portavoce Sean Parnell su X, è entrata in vigore con effetto immediato. Si tratta del primo capo di una forza armata a lasciare il suo ruolo nel secondo mandato del presidente Donald Trump e dell'ultimo di una lunga serie di avvicendamenti ai vertici della Difesa americana.

Al posto di Phelan assume l'incarico ad interim il sottosegretario Hung Cao, veterano della Marina con 25 anni di servizio e già candidato repubblicano al Senato in Virginia nel 2024, dove fu sconfitto dal democratico Tim Kaine. Cao, fuggito dal Vietnam con la famiglia negli anni Settanta, ha servito come ufficiale delle operazioni speciali con i SEAL in Iraq, Afghanistan e Somalia, ritirandosi con il grado di capitano. Vanta inoltre un master in fisica e borse di studio al Massachusetts Institute of Technology e a Harvard.

Secondo il New York Times, che per primo ha parlato dell'uscita come un vero e proprio licenziamento, Phelan se ne va dopo mesi di tensioni con i vertici del Pentagono e divergenze sul rilancio del programma di costruzione navale. Il quotidiano, citando fonti del Pentagono e del Congresso, indica come principali antagonisti il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il suo vice Stephen Feinberg. Feinberg, in particolare, era sempre più insoddisfatto della gestione della nuova iniziativa di costruzione navale e aveva progressivamente sottratto a Phelan alcune responsabilità sul progetto. Un funzionario dell'amministrazione ha riferito allo stesso New York Times che Hegseth ha informato Phelan della decisione presa insieme al presidente prima dell'annuncio ufficiale.

Hung Cao con il Capitano John Frye, comandante della Base Navale degli Stati Uniti a Guam, il 23 febbraio. Reynaldo Rabara / Joint Region Marianas

Phelan, prima della nomina, non aveva servito nelle forze armate né ricoperto ruoli civili nella Difesa. Era stato un importante donatore della campagna di Trump e aveva fondato il fondo di investimento privato Rugger Management LLC. In precedenza aveva contribuito alla gestione dell'ufficio investimenti familiare del miliardario Michael Dell. La sua principale esperienza in ambito militare derivava da un incarico consultivo presso Spirit of America, organizzazione non profit impegnata nel sostegno alla difesa di Ucraina e Taiwan. Il Senato lo aveva confermato a marzo 2025 con 62 voti favorevoli e 30 contrari, secondo quanto riportato dalla CBS News, con undici democratici schierati con i repubblicani.

Durante il suo mandato, Phelan aveva promosso la "Golden Fleet", un ampio piano di investimenti in nuove navi che comprendeva una classe di corazzate battezzate "Trump-class". Il progetto era stato annunciato a dicembre a Mar-a-Lago insieme al presidente, che in quell'occasione aveva definito Phelan "uno degli uomini d'affari di maggior successo" del paese. La CBS News riferisce che Trump puntava a far costruire fino a 25 nuove corazzate.

Bryan Clark, analista navale dell'Hudson Institute, ha spiegato al New York Times che Phelan stava portando la Marina in una direzione diversa da quella voluta da Hegseth e Feinberg. L'ex segretario, ha scritto Clark in una mail, sosteneva iniziative come la corazzata e la fregata che non si allineano con l'orientamento della leadership del Dipartimento della Guerra, come l'amministrazione chiama il Dipartimento della Difesa, indirizzato invece verso sommergibili, velivoli stealth, sistemi senza pilota e capacità software come guerra elettronica e cyber.

Hegseth aveva imposto ai segretari di forza armata di passare al setaccio gli account social dei candidati alla promozione a generale e ammiraglio per verificare che non fossero considerati troppo woke. L'autunno scorso Hegseth aveva già licenziato il capo di gabinetto di Phelan, Jon Harrison, in una mossa che all'epoca aveva evidenziato le frizioni.

L'uscita arriva in una fase delicata per la Marina. La Us Navy ha imposto un blocco dei porti iraniani e sta colpendo navi collegate a Teheran durante una fragile tregua nella guerra con l'Iran, tregua in vigore da circa due settimane. Tre portaerei sono dispiegate o in rotta verso il Medio Oriente, mentre l'amministrazione ha lasciato intendere la possibilità di scortare le petroliere nello Stretto di Hormuz. La Marina mantiene anche una forte presenza nei Caraibi, dove ha partecipato a una campagna di attacchi contro presunte imbarcazioni di narcotrafficanti e alla cattura dell'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, avvenuta all'inizio dell'anno secondo la CBS News e a gennaio secondo la Associated Press ripresa da NPR, con il leader poi trasferito su una portaerei statunitense. Il New York Times osserva che il licenziamento del segretario non dovrebbe avere effetti significativi sulla condotta del conflitto, ma potrebbe complicare il reintegro delle scorte di missili Tomahawk e dei sistemi di difesa aerea di fascia alta, usati intensamente in Iran.

La mossa ha colto di sorpresa anche per il tempismo. Martedì Phelan era intervenuto davanti a una folta platea di marinai e professionisti del settore alla conferenza annuale della Marina a Washington e aveva parlato con i giornalisti della sua agenda. Lo stesso giorno aveva ospitato i vertici della House Armed Services Committee per discutere la richiesta di bilancio e i programmi di costruzione navale. Mercoledì si trovava a Capitol Hill per incontri preparatori con i senatori in vista dell'audizione annuale.

Il senatore Jack Reed del Rhode Island, principale esponente democratico della Commissione Forze Armate, ha definito in una nota il licenziamento "preoccupante" e ha avvertito, in dichiarazioni al New York Times, che una simile discontinuità al vertice manda il segnale sbagliato a marinai, Marines, alleati e avversari, nel mezzo di quella che ha definito una guerra di scelta del presidente.

L'addio di Phelan si inserisce in una serie di avvicendamenti ai piani alti del Pentagono. A inizio aprile Hegseth aveva rimosso il capo di stato maggiore dell'Esercito, il generale Randy George, e altri ufficiali dell'Esercito al comando del Transportation and Training Command e del Chaplain Corps. A fine 2025 era andato in pensione il capo dello Us Southern Command, l'ammiraglio Alvin Holsey. Nel febbraio 2025 erano stati licenziati l'ammiraglia Lisa Franchetti, capo di stato maggiore della Marina, e il generale Jim Slife, numero due dell'Aeronautica, mentre Trump aveva rimosso il generale Charles "CQ" Brown Jr. dalla carica di presidente degli Stati Maggiori Riuniti. Il New York Times segnala che anche il segretario dell'Esercito Daniel P. Driscoll ha avuto contrasti con Hegseth su promozioni e altre questioni. La CBS News ricorda inoltre che negli ultimi mesi hanno lasciato l'incarico tre membri del gabinetto: la procuratrice generale Pam Bondi, licenziata, la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem e la segretaria al Lavoro Lori Chavez-DeRemer.

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