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Un impostore si è spacciato per Susie Wiles e ha scritto al premier britannico
Il primo ministro britannico Andy Burnham in un ritratto ufficiale realizzato il 13 luglio 2026, una settimana prima del suo insediamento a Downing Street. Credito: House of Commons / UK Parliament — CC BY 3.0.
Politica estera 1 min di lettura

Un impostore si è spacciato per Susie Wiles e ha scritto al premier britannico

Il primo ministro britannico si è insospettito dopo pochi messaggi. Londra ha segnalato l'episodio alla Casa Bianca, temendo una nuova violazione del telefono del capo di gabinetto della Casa Bianca.

Il primo ministro britannico Andy Burnham ha scambiato alcuni messaggi con una persona che si è spacciata per Susie Wiles, capo di gabinetto della Casa Bianca di Donald Trump e una delle consigliere più vicine al presidente. Burnham si è poi insospettito e ha scoperto che il contatto non era autentico. Lo hanno riferito quattro funzionari a Politico. Non è chiaro di che cosa abbiano parlato Burnham e l'impostore, né quando siano stati inviati i messaggi. L'episodio è stato mantenuto strettamente riservato.

Downing Street si è limitata a dichiarare che "non commentiamo questioni di sicurezza nazionale", ma una persona informata sui fatti ha riferito a Politico di "pochi messaggi", inviati dopo l'insediamento di Burnham come primo ministro, e li ha definiti "privi di qualsiasi rilevanza". L'ambasciata britannica a Washington ha tuttavia considerato l'episodio abbastanza serio da segnalarlo alla Casa Bianca, secondo due dei funzionari. All'interno del governo britannico si è quindi temuto che il telefono di Wiles fosse stato violato una seconda volta.

Il precedente e i timori di Londra

L'anno scorso la Casa Bianca e l'FBI avevano già aperto un'indagine dopo che senatori, governatori e dirigenti d'azienda statunitensi avevano ricevuto messaggi e telefonate da una persona che si era presentata falsamente come la capo di gabinetto del presidente. Il Wall Street Journal aveva riferito che Wiles aveva raccontato ai suoi interlocutori di aver subito una violazione della rubrica del cellulare. Chi vi aveva avuto accesso aveva così ottenuto i numeri di telefono di alcune delle persone più influenti del Paese.

Burnham si è insediato a Downing Street il 20 luglio, ma già il 18 giugno, quando aveva vinto l’elezione suppletiva nel collegio di Makerfield, era apparso chiaro che avrebbe sostituito Keir Starmer alla guida del governo. L’impostore, dunque, non ha contattato un politico qualunque, ma l’uomo destinato a diventare di lì a poche settimane il nuovo primo ministro britannico. Un episodio che mostra quanto a lungo possano protrarsi le conseguenze di una compromissione informatica e quanto in alto possano arrivare i tentativi di manipolazione costruiti sfruttando i contatti sottratti.

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