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Tucker Carlson presenta un manifesto in dieci punti e alimenta le voci su un terzo partito
The Tucker Carlson Show, X, 2026, Screenshot
Politica interna 16 min di lettura

Tucker Carlson presenta un manifesto in dieci punti e alimenta le voci su un terzo partito

L'ex conduttore di Fox News ha esposto in diretta la visione dei MAGA delusi dal presidente, senza annunciare la nascita di un partito. I suoi alleati vorrebbero candidarlo nel 2028.

Tucker Carlson ha presentato mercoledì sera una visione dell'America in dieci punti che mette nero su bianco la piattaforma del mondo MAGA in rotta con il presidente Donald Trump. L'ex conduttore di Fox News ha parlato in una diretta annunciata da giorni, alle 18 della costa est (mezzanotte in Italia), senza però annunciare la nascita di un partito. Ha presentato il documento come la base di "qualunque cosa venga dopo", un nuovo ordine politico che secondo lui potrà "trovare ogni tipo di espressione".

Il mese scorso Carlson aveva promesso di voler "aiutare a costruire un terzo partito" e nel fine settimana ha ospitato nella sua casa nel Maine i dissidenti del movimento, che sabato hanno annunciato la nascita del loro movimento e hanno provato a convincerlo a candidarsi alla presidenza nel 2028. Carlson ha detto che qualsiasi cosa succeda al posto del sistema politico americano, che considera in crisi, deve partire da un'idea condivisa di quello che il paese "dovrebbe essere". I dieci punti sono la sua risposta.

Il manifesto dei MAGA in rotta di collisione con Trump

Tucker Carlson ha messo per iscritto in dieci parole per spiegare l’America che vorrebbe

Nella diretta di mercoledì sera l’ex conduttore di Fox News non ha annunciato la nascita di alcun partito. Ha però presentato dieci punti come la base di «qualunque cosa possa venire dopo»: tre di questi criticano direttamente scelte di Donald Trump da presidente.

L’America che Carlson vorrebbe, in dieci parole

Tre delle dieci parole attaccano una scelta di Donald Trump: il dossier Epstein, la guerra contro l’Iran e il nuovo Dipartimento della Guerra.

I dieci punti

Che cosa c’è scritto nel manifesto

Tocca ogni parola per leggere il punto. Il filtro separa i punti che colpiscono Trump da quelli che restano dentro l’agenda MAGA.

Attacca una scelta di Trump Resta dentro l’agenda MAGA
Chi c’è dietro

Il gruppo che ha cenato a casa di Carlson, nel Maine

Accusano il presidente di aver abbandonato l’agenda America First con la guerra all’Iran, il caso Epstein e il peso di Israele sulle scelte americane.

La Casa Bianca ha liquidato il gruppo come un’«accozzaglia di traditori piagnucolosi» e ha definito Trump come il leader indiscusso del Partito Repubblicano.
Che cosa manca

Un manifesto senza partito, senza candidato e senza accesso al voto

I tre passaggi che separano il documento di Carlson da diventare una forza politica vera e propria.

Fonte Diretta di Tucker Carlson del 5 agosto 2026; sintesi dei dieci punti nella ricostruzione di Axios. Dichiarazioni di Joe Kent al podcast The Young Turks, di Mark Halperin e Megyn Kelly al podcast di Megyn Kelly, di Marjorie Taylor Greene sui social. La distinzione tra punti che attaccano Trump e punti in continuità con l’agenda MAGA è un’elaborazione di FocusAmerica.

Il primo riguarda l'uguaglianza davanti alla legge: le stesse regole devono valere per i presidenti, per gli agenti federali e per le élite come Jeffrey Epstein. La sua impunità è per Carlson il simbolo di una "classe Epstein" che si arricchisce grazie a un sistema corrotto. Il secondo punto è la sovranità nazionale: Carlson ha sostenuto che Israele ha spinto gli Stati Uniti nella guerra contro l'Iran con "corruzione o minacce o entrambe" e ha descritto le lobby straniere, il controllo delle aziende sul governo e il debito ad alto interesse come forme di "schiavitù".

Carlson chiede poi un paese "produttivo", che ricostruisca agricoltura, industria manifatturiera e artigianato. L'America dovrebbe rifiutare un'economia dominata dalla finanza, dalla speculazione immobiliare, dai sistemi di sorveglianza e dalle armi. Un altro punto è dedicato alla bellezza: secondo Carlson gli urbanisti hanno imbruttito di proposito le città americane e l'architettura brutalista, i graffiti, il consumo di droga in strada e i reati violenti sono attacchi deliberati contro i cittadini.

Nel punto sulla salute Carlson ha fatto propria l'agenda alimentare di Robert F. Kennedy Jr, ha chiesto la sobrietà per tutti e ha detto che l'uso diffuso di farmaci come Xanax, Adderall e gli antidepressivi ha lasciato gli americani "mezzi intontiti". Sull'onestà ha chiesto che i funzionari pubblici siano puniti quando mentono ai cittadini e che venga aperta la maggior parte degli archivi segreti, compresi quelli sull'assassinio di John Fitzgerald Kennedy e sull'11 settembre.

Avere figli è per Carlson un imperativo biologico e la base di qualsiasi ragionamento di lungo periodo, mentre le élite anziane e senza figli sono responsabili di scelte che ignorano le generazioni future. Sulla scuola ha chiesto che si insegni come funziona davvero il mondo fisico e quelle che ha chiamato verità immutabili sulla natura umana, comprese le differenze innate tra uomini e donne, al posto dei titoli di studio, degli schermi e delle mode tecnologiche.

Carlson ha chiesto anche che gli Stati Uniti si scusino e paghino risarcimenti per l'uccisione di civili e che venga annullato il cambio di nome del Dipartimento della Difesa in Dipartimento della Guerra deciso da Trump. Il Paese dovrebbe inoltre smettere di finanziare gli alleati che a suo giudizio commettono un genocidio, ha detto citando Israele. Sull'immigrazione ha chiesto di fermare gli ingressi finché non saranno chiari gli effetti dell'intelligenza artificiale, di eliminare i sussidi per gli immigrati irregolari e di rendere l'inglese l'unica lingua dei documenti federali e delle schede elettorali.

Carlson è diventato il punto di riferimento intellettuale di un gruppo piccolo ma rumoroso di ex sostenitori di Trump, che accusano il presidente di aver abbandonato l'agenda "America First" lanciando la guerra contro l'Iran, gestendo male i documenti su Epstein e permettendo a Israele di condizionare troppo la politica americana. Ne fanno parte l'ex deputata Marjorie Taylor Greene, il deputato Thomas Massie e Joe Kent, che a marzo si è dimesso da capo dell'antiterrorismo dell'Amministrazione Trump per protestare contro la guerra. Divisioni analoghe hanno già investito la Heritage Foundation, il centro studi conservatore che ha scritto il programma Project 2025.

La Casa Bianca ha liquidato il gruppo come una "imbarazzante accozzaglia di traditori per lo più piagnucolosi che sopravvalutano enormemente la propria influenza e rilevanza". Nella stessa risposta ha definito Trump "leader indiscusso" del Partito Repubblicano.

Joe Kent ha raccontato martedì nel podcast "The Young Turks" che tutti i partecipanti alla cena nel Maine hanno provato a convincere Carlson a candidarsi e che lui ha sempre risposto pubblicamente di no. "Gli abbiamo esposto tutti le nostre ragioni per cui dovrebbe correre e spero che un giorno si svegli e dica che lo farà", ha detto Kent al conduttore Cenk Uygur.

Il giornalista conservatore Mark Halperin ha detto mercoledì nel podcast di Megyn Kelly che una candidatura di Carlson sarebbe "la rovina del Partito Repubblicano. Inequivocabilmente", se riuscisse ad arrivare sulle schede delle elezioni generali e sul palco dei dibattiti televisivi. Halperin ritiene però improbabile che accada e ha ricordato quanto sia difficile costruire una campagna da terzo partito negli Stati Uniti, "quasi impossibile nel nostro sistema", nonostante ci siano "decine di milioni di persone" che condividono quel punto di vista.

Far comparire il proprio nome sulle schede è il primo ostacolo, perché negli Stati Uniti l'accesso al voto si conquista Stato per Stato con regole e scadenze diverse. Anche definire un metodo per scegliere il proprio candidato è complicato, ha detto Halperin, che ha aggiunto di non sapere per cosa sia quel gruppo: ha molte lamentele ed è contro molte cose, ma non si fonda un partito senza qualcosa da rappresentare. Megyn Kelly ha replicato che dieci o venti milioni di voti restano dieci o venti milioni di voti e che nessun partito può permettersi di perderli in un'elezione generale.

Marjorie Taylor Greene ha scritto sabato che il gruppo aveva detto "niente più guerre all'estero" e che aveva sostenuto Donald Trump perché aveva fatto quella promessa. "Ma ci ha traditi tutti", ha aggiunto, dicendo che l'impegno del nuovo movimento è "America First per tutti gli americani, di destra, di sinistra e di centro". "Il movimento è cominciato", ha concluso.

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