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Trump vuole trasformare l'arco di trionfo che sta costruendo in una base per cecchini e droni
Daniel Torok, White House, 2025, Flickr, Opera del governo USA
Politica interna 2 min di lettura

Trump vuole trasformare l'arco di trionfo che sta costruendo in una base per cecchini e droni

Il presidente ha annunciato su Truth Social che il monumento alto 250 piedi ospiterà droni, tiratori scelti e munizioni. Il servizio dei parchi accelera verso l'approvazione di novembre.

Il presidente ha annunciato domenica mattina che l'arco di trionfo che vuole costruire a Washington sarà anche una struttura militare. Sul monumento e nel piazzale attorno dovrebbero trovare posto cecchini e droni, oltre ai depositi per le munizioni. L'opera, nata come celebrazione, viene adesso presentata come una questione di sicurezza nazionale.

"Su forte richiesta delle forze armate degli Stati Uniti e per ragioni di sicurezza nazionale, ho accettato di convertire il magnifico arco di trionfo, progettato fin dall'epoca della guerra civile molti anni fa, nel piazzale adiacente all'Arlington Memorial Bridge, in un complesso militare di primo livello e arco di trionfo, per ospitare, immagazzinare e avere la capacità di usare rapidamente grandi quantità di droni, più cecchini, sia sul tetto sia nelle aree del piazzale e inoltre avere e conservare grandi quantità di munizioni per cecchini", ha scritto il presidente su Truth Social, il social network che ha fondato. È il primo annuncio in cui descrive nel dettaglio la funzione militare dell'arco.

L'arco dovrebbe essere alto 250 piedi, circa 76 metri, e sarebbe uno dei monumenti di questo tipo più grandi al mondo. Le dimensioni hanno già sollevato timori che l'opera interferisca con altri simboli nazionali della capitale e che ne ostruisca le visuali. C'è anche chi teme che possa complicare gli atterraggi dei piloti negli aeroporti vicini. La posizione scelta è uno dei punti più delicati di Washington, all'imbocco del ponte che collega la città al cimitero nazionale di Arlington.

Il New York Times ha rivelato questa settimana che il National Park Service, l'agenzia federale che gestisce i parchi e i monumenti nazionali americani, sta accelerando la revisione finale del progetto. L'obiettivo è arrivare a un'approvazione probabilmente già a novembre. È l'ultimo passaggio prima che i lavori possano cominciare.

Lo stesso servizio dei parchi, in un documento pubblicato ad agosto, aveva indicato che la costruzione dell'arco avrebbe effetti negativi su molti monumenti e luoghi storici delle vicinanze. Il giudizio arriva dall'agenzia che dovrà dare il via libera definitivo. La revisione accelerata serve a superare quel passaggio in tempi rapidi.

La sicurezza nazionale è l'argomento che il presidente aveva già usato per la sala da ballo costruita al posto dell'ala Est della Casa Bianca, presentata anch'essa come un complesso militare oltre che come spazio di rappresentanza. Quel cantiere ha superato i ricorsi e i lavori sono andati avanti. Ora la stessa formula torna per l'arco, con una descrizione ancora più precisa: droni pronti all'uso, tiratori scelti sul tetto e sul piazzale, munizioni in deposito.

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