Trump vuole vincere le midterm cambiando le regole

Il presidente chiede ai repubblicani di lasciar perdere l'inflazione e puntare sul SAVE America Act, sul ridisegno dei collegi e sulle accuse di brogli ai democratici.

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Trump vuole vincere le midterm cambiando le regole
Official White House Photo by Daniel Torok

Donald Trump pensa che i repubblicani stiano perdendo tempo a parlare di prezzi e inflazione. Per vincere le elezioni di medio termine di novembre, che a metà mandato presidenziale rinnovano il Congresso, il presidente vorrebbe che il partito puntasse su tutt'altro: ridisegnare a proprio vantaggio i collegi elettorali, smantellare alcune regole del Senato e approvare una legge che stringe le maglie del voto. A scri

Il piano, secondo quanto riporta New York Magazine, si riassume in quattro mosse: ridisegnare i collegi ovunque possibile, eliminare il filibuster, licenziare il funzionario che vigila sul rispetto delle regole del Senato e approvare il SAVE America Act. Il filibuster è la regola che di fatto impone una maggioranza di sessanta voti su cento per approvare gran parte delle leggi al Senato, mentre il ridisegno dei collegi, noto come gerrymandering, consiste nel tracciare i confini delle circoscrizioni per gonfiare i seggi di un partito. È un'agenda che guarda al voto come a una battaglia su chi controlla il campo di gioco, più che su cosa dire agli elettori indecisi per convincerli.

I repubblicani vorrebbero invece un'agenda capace di far scendere il costo della vita e di riportare a casa parte degli elettori persi dopo il voto del 2024. C'è la possibilità che venga approvata una legge sulla casa, anche se nessuno crede che avrà effetti immediati sul prezzo degli alloggi. L'accordo di pace con l'Iran, se reggerà, potrebbe alleggerire la pressione sui prezzi dell'energia e in particolare della benzina, che i politici americani seguono con attenzione ossessiva. Ma il meccanismo legislativo e comunicativo del partito è nel caos e ormai è probabilmente troppo tardi per costruire un messaggio credibile sui prezzi.

Alla base della strategia c'è la convinzione, vera o soltanto dichiarata, che i democratici proveranno a falsare le elezioni con milioni di voti illegali. La risposta del presidente è contro-falsare il risultato e ostacolare in ogni modo il voto democratico, che a suo dire è in larga parte fraudolento. Trump è irritato dal fatto che il suo stesso partito tenga a tradizioni come il filibuster o la Byrd Rule, la norma che limita quali misure possono passare con la procedura a maggioranza semplice e su cui si fonda l'obiezione del funzionario del Senato ad approvare per quella via il SAVE America Act.

Per il presidente l'unico motivo per cui i repubblicani hanno ancora qualche possibilità di mantenere il controllo della Camera è la campagna di ridisegno dei collegi che lui stesso ha lanciato la scorsa estate. Un aiuto decisivo è arrivato dalla Corte Suprema, che con una sentenza di fine aprile, nota come caso Callais, ha aperto la strada a nuovi ridisegni di parte negli Stati del Sud. I repubblicani di quegli Stati però non hanno sfruttato l'occasione fino in fondo e per ora hanno lasciato intatti i collegi a maggioranza afroamericana in Alabama, Georgia, Louisiana e South Carolina.

Il SAVE America Act è il cuore del piano. A febbraio la Camera ne ha approvato una versione più limitata, che obbliga a dimostrare la cittadinanza per potersi registrare nelle liste elettorali. La versione completa, quella voluta dal presidente, vieta il voto per corrispondenza che oggi non richiede di indicare un motivo e aggiunge alcune norme ostili alle persone transgender. Perché diventi legge dovrebbe approvarla anche il Senato. È qui che si gioca lo scontro interno ai repubblicani.

Se il leader repubblicano al Senato, John Thune, cedesse alle pressioni della Casa Bianca e la legge superasse le inevitabili cause legali, il risultato sarebbe, secondo un'analisi del New York Magazine, la vigilia elettorale più caotica dal XIX secolo. I sistemi di registrazione degli elettori andrebbero riscritti da cima a fondo per applicare i nuovi requisiti. Milioni e milioni di cittadini potrebbero vedersi contestare il diritto di voto, mentre i repubblicani avvierebbero cancellazioni di massa dalle liste per eliminare gli elettori giudicati non in regola. I 37 Stati che oggi permettono il voto per corrispondenza senza dover indicare un motivo, tra cui 13 dei 14 più popolosi, dovrebbero rivoluzionare i loro piani elettorali da un giorno all'altro. Per i sette Stati in cui si vota quasi solo per corrispondenza, il passaggio sarebbe devastante.

Se invece il SAVE America Act fallisse o restasse impigliato nei tribunali, il presidente ha un piano B: farne comunque il tema della campagna, insieme alla tesi di fondo del mondo MAGA, il movimento che fa capo a Trump, secondo cui il vero problema del paese non è il caro vita ma un presunto complotto dei democratici per importare criminali da tutto il mondo e farli votare illegalmente.

Per gli elettori indecisi, soprattutto quelli che nel 2024 hanno votato Trump per insofferenza verso l'inflazione o verso un'amministrazione democratica giudicata inefficace, è un messaggio rischioso, perché chiede in sostanza di sposare per intero la causa MAGA. Ha però il vantaggio di entusiasmare la base più fedele, a cui promette di non scendere a compromessi con l'avversario. I professionisti e i candidati repubblicani nei territori in bilico non sembrano convinti, eppure hanno poca scelta, perché quasi tutti hanno legato la propria carriera al presidente, che ricorda loro spesso di dovergli il potere che oggi hanno. Se a novembre non dovesse funzionare, resta lo scenario di un contenzioso dopo il voto come quello che Trump mise in piedi nel 2020 e nel 2021.

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