Trump vuole controllare anche la sua biblioteca presidenziale
Il presidente vuole decidere da solo quali archivi conservare o distruggere e progetta a Miami una biblioteca da un miliardo di dollari fuori dal controllo degli Archivi nazionali.
Il presidente Donald Trump vuole possedere e controllare ogni documento prodotto durante la sua presidenza, decidendo da solo quali conservare, distruggere o rendere pubblici. A riportarlo è il New York Times. La sua futura biblioteca presidenziale, una torre di vetro dorato progettata su un tratto di lungomare donato a Miami, dovrebbe costare un miliardo di dollari, la cifra più alta mai spesa per un'opera di questo tipo, e potrebbe ospitare anche un albergo e punti vendita di merchandising. Eric Trump, figlio del presidente e tra i promotori del progetto, l'ha definita "una testimonianza duratura di un uomo straordinario".
La pretesa di Trump rappresenta una rottura con ottant'anni di tradizione. Da otto decenni le biblioteche presidenziali sono centri di ricerca pubblici gestiti dagli Archivi nazionali (National Archives and Records Administration), l'agenzia che custodisce documenti che per legge appartengono ai cittadini americani. Trump, che al termine del primo mandato fu incriminato per aver nascosto documenti riservati nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida, considera invece quegli archivi una sua proprietà personale.
Dopo la vittoria alle elezioni del 2024 le accuse sono cadute. Poiché la politica del dipartimento di Giustizia vieta di processare un presidente in carica, il procuratore speciale Jack Smith ritirò le imputazioni per la cattiva gestione dei documenti classificati e per l'ostruzione ai tentativi del governo di recuperarli. L'anno scorso Trump ha riottenuto il controllo delle migliaia di oggetti che l'FBI gli aveva sequestrato a Mar-a-Lago nel 2022.
Lo scorso aprile Trump e il dipartimento di Giustizia hanno avanzato una rivendicazione legale di ampia portata, secondo cui i documenti appartengono a lui e non al pubblico. Un parere redatto da un fedelissimo del presidente all'interno dell'ufficio legale del dipartimento (Office of Legal Counsel) dichiara incostituzionale il Presidential Records Act del 1978, la legge varata dopo lo scandalo Watergate per imporre la conservazione di tutti i documenti che raccontano l'attività ufficiale dei presidenti. Il parere sostiene che la norma limita "l'indipendenza e l'autonomia costituzionale" del potere esecutivo.
Alcune organizzazioni di vigilanza hanno citato in giudizio la Casa Bianca per chiedere ai tribunali di preservare i documenti per il pubblico. Il 20 maggio il giudice federale John D. Bates ha respinto la posizione di Trump, aprendo la sua sentenza con una frase del romanzo distopico "1984" di George Orwell: "Chi controlla il passato controlla il futuro; chi controlla il presente controlla il passato". La portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson ha replicato via email che il presidente "è il più trasparente e accessibile della storia" e che, pur rispettando la decisione, presenterà appello. Una battaglia tanto dura per sottrarre allo sguardo pubblico le prove del funzionamento interno di un'amministrazione non si vedeva dai tempi del Watergate, quando il presidente Richard Nixon portò fino alla Corte Suprema la sua lotta per controllare i nastri registrati alla Casa Bianca.
Il modello immaginato da Trump rovescia quello inaugurato nel 1941 da Franklin D. Roosevelt, primo presidente a istituire una biblioteca, nella sua tenuta di Hyde Park, e affidata agli Archivi nazionali. L'agenzia conta circa 2.500 dipendenti e spende 92 milioni di dollari l'anno per gestire le 16 biblioteche presidenziali sotto la sua giurisdizione, conservando e mettendo a disposizione del pubblico i documenti prodotti da tutto il governo federale.
Il precedente a cui la fondazione di Trump si richiama è l'Obama Presidential Center, che aprirà a Chicago il mese prossimo. Si tratta di un edificio da 850 milioni di dollari, soprannominato "Obamalisk", con un campus di quasi otto ettari che ospiterà opere d'arte, una cucina didattica e un campo da basket, ma nessun documento presidenziale. Barack Obama è stato il primo ex presidente a separarsi dagli Archivi nazionali, anche per evitare l'obbligo, triplicato dal Congresso nel 2008, di raccogliere fondi pari al 60 per cento del costo della biblioteca. I suoi documenti, già digitalizzati, restano però accessibili tramite gli Archivi nazionali, conservati in una struttura federale a College Park, nel Maryland. Trump cita questo caso come precedente, ma vuole tenere per sé i documenti e scegliere quali distruggere o condividere.
La fondazione che realizzerà la biblioteca è un ente di beneficenza senza scopo di lucro tra i cui amministratori ci sono il figlio Eric e il genero Michael Boulos. Il progetto sarà finanziato interamente da privati, aziende e organizzazioni. A differenza dei predecessori, che raccoglievano la maggior parte dei fondi dopo aver lasciato la carica, Trump ha avviato la raccolta pochi giorni dopo il secondo insediamento. I primi 63 milioni di dollari sono arrivati da quattro aziende, ABC, Paramount, X e Meta, che avevano versato altrettanti risarcimenti per chiudere le cause intentate da Trump contro di loro dopo la vittoria elettorale.
Il terreno su cui sorgerà l'edificio è oggi un parcheggio del Miami Dade College. Si tratta di un lotto sul lungomare di circa un ettaro, valutato 67 milioni di dollari, donato alla biblioteca dallo Stato della Florida su impulso del governatore Ron DeSantis. Come struttura educativa, la biblioteca sarà esente da circa un milione di dollari l'anno di imposte sugli immobili, anche se Trump ha detto che l'edificio potrebbe "molto probabilmente" ospitare un albergo, la vendita di prodotti a marchio Trump e altre attività a scopo di lucro.
Un video realizzato con l'intelligenza artificiale, diffuso da Eric Trump a marzo, mostrava possibili esposizioni come una scala mobile dorata simile a quella che il presidente percorse per annunciare la candidatura nel 2015 e una statua dorata che lo ritrae con il pugno alzato. La struttura potrebbe in teoria custodire anche il Boeing 747 da 400 milioni di dollari che il Qatar sta regalando a Trump per sostituire l'attuale Air Force One. Secondo la domanda di esenzione fiscale presentata all'agenzia delle entrate, la fondazione curerà esposizioni permanenti e temporanee sulla presidenza di Trump, oltre a conferenze e laboratori per studenti, e conserverà le sue carte, senza alcun ruolo per gli Archivi nazionali. Lauren Harper, della Freedom of the Press Foundation, uno dei gruppi che hanno fatto causa all'amministrazione, ha definito il progetto "un santuario alla storia che lui vuole raccontare" e ha aggiunto: "La chiamerò semplicemente la torre di Miami di Trump, perché non è una biblioteca".
Gli Archivi nazionali sono diventati un bersaglio della rappresaglia del presidente, dato che fu proprio la loro richiesta di restituire i documenti portati in Florida a innescare il procedimento penale a suo carico. Appena tornato in carica Trump ha licenziato la capo archivista Colleen Shogan e ha messo a capo dell'agenzia il segretario di Stato Marco Rubio, che a febbraio ha delegato il controllo al suo consigliere James Byron. Byron, 33 anni, si era messo in aspettativa dal ruolo di amministratore delegato della Nixon Foundation, da anni in conflitto con gli Archivi per una mostra sul Watergate giudicata troppo critica verso Nixon. Nel maggio 2025 Byron ha scritto alle fondazioni presidenziali private per sollecitare proposte sull'assunzione di funzioni finora svolte dal governo, secondo una email ottenuta dal New York Times. Almeno quattro fondazioni, quelle di Nixon, Ronald Reagan, Jimmy Carter e John F. Kennedy, si sono dette interessate a gestire vendita dei biglietti, spazi per eventi e programmi educativi.
Jason R. Baron, ex direttore del contenzioso degli Archivi nazionali, ha avvertito che se Trump avrà la meglio potrà cercare di bloccare future indagini che richiedano i suoi documenti, rivendicandone la proprietà personale. In quel caso, ha detto, "non c'è alcuna garanzia che quei documenti vengano mai resi accessibili al pubblico".