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Trump valuta attacchi periodici contro l'Iran nello Stretto di Hormuz
Un F-35A Lightning II dell'U.S. Air Force viene rifornito in volo da un KC-135 Stratotanker, il 25 agosto 2026. Credito: Senior Airman Adriana Jordan-Alcañiz / U.S. Air Force via DVIDS — opera del governo degli Stati Uniti, pubblico dominio
Sicurezza e Difesa 20 min di lettura

Trump valuta attacchi periodici contro l'Iran nello Stretto di Hormuz

Il CENTCOM propone raid limitati per impedire a Teheran di ricostruire radar e missili antinave. Il piano, finora frenato dalla Casa Bianca, torna d'attualità dopo la nuova escalation di questi giorni

Donald Trump e i suoi principali collaboratori starebbero valutando una serie di attacchi limitati nello Stretto di Hormuz per impedire all'Iran di ricostruire i radar e i sistemi missilistici con cui finora avevano minacciato le navi in transito. Lo scrive Axios, citando tre funzionari statunitensi. Secondo le fonti del sito statunitense, il piano è stato elaborato nell'ultima settimana dal CENTCOM, il comando militare responsabile delle operazioni americane in Medio Oriente, e ha il sostegno del Segretario alla Difesa Pete Hegseth. Trump non lo aveva approvato prima dello scambio di attacchi con l'Iran dello scorso fine settimana, ma la nuova escalation potrebbe indurlo a dare il via libera.

L'obiettivo, ha spiegato uno dei funzionari, sarebbe quello di ridurre il rischio di attacchi iraniani contro le petroliere, le navi della Marina e gli aerei dell'Air Force. La fonte ha definito la strategia come "tagliare l'erba": colpire periodicamente le capacità militari iraniane per impedire a Teheran di ricostituirle. La Casa Bianca non ha confermato il piano, limitandosi a dichiarare: "Il presidente mantiene tutte le opzioni a sua disposizione. Gli iraniani vogliono un accordo, ma arrivano sempre con un giorno di ritardo e un dollaro in meno".

Iran · Stretto di Hormuz

«Tagliare l’erba»: il piano per colpire l’Iran ogni volta che ricostruisce

Il CENTCOM, il comando americano per il Medio Oriente, propone attacchi limitati e periodici nello Stretto di Hormuz. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha già dato il via libera, Trump non ha ancora firmato.

Lo Stretto oggi

Da due mesi la Marina americana scorta le petroliere lungo la costa dell’Oman. Dall’altra sponda, l’Iran rimette in funzione i radar.

IranOmanEmirati Arabi UnitiBandar AbbasQeshmLarakGolfo PersicoGolfo dell’OmanCorridoio scortato
dalla Marina americana
50 kmN
Corridoio scortato Sistemi iraniani in ricostruzione Larak, colpita nel fine settimana
Fase 1. L’Iran ricostruisce radar, difese aeree e missili antinave. Il ciclo in tre fasi: l’Iran ricostruisce radar e missili antinave, gli Stati Uniti colpiscono prima che tornino operativi, il corridoio resta aperto. Poi si ricomincia.
15Transiti al giorno nello Stretto in agosto.Su circa 130 al giorno prima della guerra
50Le navi che Washington vuole far passare ogni notte entro metà settembre.Su circa 130 al giorno prima della guerra
91,52Dollari al barile toccati dal Brent lunedì, in rialzo del 2%.Sul picco di 126 dollari raggiunto in primavera
La dottrina

Un attacco non chiude la partita: la riapre ogni volta

Il piano del CENTCOM non punta a un colpo decisivo, ma a un intervento che si ripete a intervalli regolari.

Fase 1

Gli Stati Uniti degradano le difese iraniane

Due mesi di raid, sminamento e convogli scortati hanno ridotto la capacità iraniana di colpire le petroliere.

Fase 2

L’Iran le ricostruisce

Per il CENTCOM Teheran sta rimettendo in funzione radar, difese aeree e missili antinave per tornare a colpire con precisione.

Fase 3

Gli Stati Uniti colpiscono di nuovo

Attacchi limitati e ripetuti, per continuare a far uscire dal Golfo decine di petroliere al giorno.

Poi si ricomincia: è il ciclo che un funzionario americano ha definito «tagliare l’erba».

Come ci siamo arrivati

I cinque passaggi che hanno riportato il piano sul tavolo di Trump

Tocca una voce per aprire il dettaglio.

Raid contro le capacità militari iraniane, sminamento condotto con scarsa visibilità e convogli accompagnati lungo la rotta. Il traffico è risalito, ma resta a 15 transiti al giorno contro i circa 130 di prima della guerra.

Il caccia era di scorta alle navi nello Stretto. Il missile non si è avvicinato abbastanza da rappresentare una minaccia, ma per i funzionari americani dimostra che Teheran sta ricostituendo il proprio apparato militare.

Secondo il CENTCOM le forze iraniane si preparavano a lanciare razzi con mine navali dentro lo Stretto.

Otto missili contro basi che ospitano forze statunitensi. Né le autorità americane né quelle giordane hanno segnalato danni significativi.

Lo ha detto a Fox News. Il Brent è salito del 2%, fino a 91,52 dollari al barile. Il piano del CENTCOM, fermo alla Casa Bianca, torna sul tavolo.

La catena decisionale

Il piano ha attraversato tutto il Pentagono. Manca solo la firma del presidente

Fatto
CENTCOM

Ha elaborato il piano nell’ultima settimana: colpire radar, difese aeree e missili antinave.

Fatto
Pete Hegseth

Il segretario alla Difesa lo ha approvato e trasmesso alla Casa Bianca diversi giorni fa.

Frenata
Casa Bianca

Avvisata, con il capo di Stato Maggiore Dan Caine, che potrebbero servire attacchi periodici. La scorsa settimana era orientata al no, per non alimentare l’escalation.

In sospeso
Donald Trump

Non ha ancora firmato. Dopo i missili iraniani sulla Giordania potrebbe dare il via libera.

«Il presidente mantiene tutte le opzioni a sua disposizione»

La Casa Bianca ad Axios, 31 agosto 2026
FonteAxios (31 agosto 2026) per il piano e le dichiarazioni; Wall Street Journal e Lloyd’s List Intelligence per il traffico marittimo; Investing.com per il prezzo del Brent. Coste da Natural Earth.
NotaIl corridoio segue il canale meridionale lungo la costa dell’Oman ed è una rappresentazione schematica; le posizioni dei sistemi iraniani sono indicative.

Negli ultimi due mesi le Forze Armate statunitensi hanno progressivamente assunto il controllo di gran parte dello Stretto attraverso una campagna volta a degradare le capacità militari iraniane, un'operazione di sminamento condotta con scarsa visibilità e un sistema per accompagnare le navi lungo la rotta. Il dispositivo ha ridotto la capacità dell'Iran di colpire le petroliere e ha consentito il passaggio di più traffico e maggiori quantità di petrolio, indebolendo così la leva di Teheran sul passaggio attraverso cui, in condizioni normali, transitava una quota cruciale del greggio mondiale.

Il CENTCOM ritiene però ora che l'Iran stia ricostruendo radar, difese aeree e sistemi missilistici antinave per recuperare la capacità di colpire con precisione. A far aumentare la preoccupazione è stato, nei giorni scorsi, il lancio di un missile antiaereo iraniano contro un F-35 statunitense impegnato a proteggere le navi nello Stretto. Il missile non si è avvicinato abbastanza da rappresentare una minaccia per il velivolo, ma secondo i funzionari americani l'episodio dimostra che Teheran sta cercando di ricostituire il proprio apparato militare. Il CENTCOM ha quindi avvertito Hegseth, il capo di Stato Maggiore Dan Caine e la Casa Bianca che potrebbero essere necessari attacchi periodici per continuare a far uscire dal Golfo, con un livello di sicurezza accettabile, decine di petroliere al giorno.

Hegseth ha appoggiato il piano e lo ha trasmesso alla Casa Bianca diversi giorni fa. La scorsa settimana, però, l'Amministrazione era ancora orientata a non autorizzarlo, proprio per evitare una nuova escalation con l'Iran. Il quadro sarebbe cambiato nella notte tra domenica e lunedì, quando Teheran ha lanciato missili balistici contro basi statunitensi in Giordania in risposta ai raid americani sull'isola iraniana di Larak.

Gli Stati Uniti avevano colpito forze iraniane che, secondo il CENTCOM, si preparavano proprio a lanciare razzi con mine navali nello Stretto. Gli attacchi iraniani contro le basi in Giordania non hanno provocato danni significativi, secondo le autorità statunitensi e giordane. Il giorno dopo Trump ha dichiarato a Fox News che gli Stati Uniti risponderanno a questi ultimi attacchi e "colpiranno duro" le forze iraniane.

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