Trump pensa a un piano per cancellare i due impeachment del primo mandato
Una risoluzione repubblicana punta ad annullare gli impeachment del 2019 e del 2021, ma non avrebbe valore legale: la Costituzione non prevede come cancellarli.
Il presidente Donald Trump e i suoi alleati stanno discutendo un piano per spingere il Congresso ad approvare una risoluzione che annulli i due impeachment subiti durante il suo primo mandato. Lo ha rivelato il Wall Street Journal, a cui lo stesso presidente ha confermato di volerlo fare. "Andrebbe fatto perché non ho fatto nulla di sbagliato", ha detto in una telefonata al giornale. "Era un imbroglio, tutta una situazione truccata".
La risoluzione avrebbe però un valore soltanto simbolico, perché la Costituzione americana non prevede alcuna procedura per annullare un impeachment già votato, come spiegano i giuristi. Per Trump sarebbe comunque una vittoria d'immagine e un tassello di un'operazione più ampia per ripulire la propria eredità presidenziale. Difficilmente la misura arriverà in aula prima delle elezioni di metà mandato di novembre, le consultazioni che a metà del mandato presidenziale rinnovano il Congresso, e anche in seguito raccogliere i voti necessari resterebbe complicato.
L'impeachment è la procedura con cui la Camera dei rappresentanti, una delle due aule del Congresso, mette in stato d'accusa il presidente, mentre il Senato fa da giudice. Trump è l'unico presidente nella storia americana a esserne stato colpito due volte. Nel dicembre 2019 la Camera, allora a maggioranza democratica, lo accusò per le pressioni esercitate sull'Ucraina affinché aprisse un'indagine su Joe Biden, all'epoca tra i suoi possibili rivali alle presidenziali. Nel gennaio 2021, pochi giorni prima della fine del mandato, approvò un secondo capo d'accusa per "istigazione all'insurrezione", in relazione all'assalto al Campidoglio da parte dei suoi sostenitori. In entrambi i casi il Senato lo assolse.
Sul fatto che un impeachment possa davvero essere cancellato gli esperti non concordano. Michael Gerhardt, docente di diritto all'università del North Carolina a Chapel Hill, ha definito l'ipotesi "un'idea assurda" e ha spiegato al giornale che storicamente nessuno ha mai pensato che il Congresso avesse questo potere, perché non ce l'ha. I processi di impeachment, ha aggiunto, sono atti ormai chiusi e definitivi.
Più possibilista è Alan Dershowitz, professore emerito di diritto a Harvard e tra i consiglieri legali del presidente. In un processo ordinario, ha spiegato al giornale, un'accusa può cadere se la pubblica accusa non fornisce informazioni decisive. Secondo Dershowitz si starebbe tentando qualcosa di simile per gli impeachment di Trump, anche se lui stesso ha ammesso di non sapere se uno di essi possa essere annullato: "Nessuno conosce la risposta".
Il tentativo di cancellare gli impeachment rientra in una campagna più ampia del presidente per eliminare le macchie dal suo passato giudiziario. I suoi avvocati cercano di ribaltare la condanna penale per aver falsificato documenti contabili allo scopo di nascondere una somma pagata per il silenzio di un'attrice di film per adulti e puntano a rovesciare alcune sentenze civili a lui sfavorevoli.
Il presidente della Camera, il repubblicano Mike Johnson, ha detto di aver discusso la risoluzione direttamente con Trump e di aver avuto colloqui più dettagliati con alcuni suoi consiglieri legali, tra cui lo stesso Dershowitz e Jay Sekulow, l'avvocato conservatore che difese Trump nel primo processo di impeachment. Le conversazioni si sono intensificate circa un mese fa. "Penso abbia molto senso: più emergono le prove, più sappiamo che furono davvero degli impeachment farsa", ha dichiarato Johnson, parlando di "un attacco iperpartitico". La questione, ha precisato, non è la sua priorità assoluta, ma resta nella sua agenda: "È una priorità e qualcosa a cui il Congresso dovrebbe porre rimedio".
L'idea di cancellare gli impeachment circola a Washington da alcuni anni. Nel 2023 l'allora deputata della Georgia Marjorie Taylor Greene e la deputata Elise Stefanik, dello Stato di New York, avevano spinto per annullarli con un atto del Congresso, ma il tentativo si arenò. La proposta ha ripreso forza ad aprile, dopo che l'amministrazione Trump ha tolto il segreto su alcuni materiali relativi all'indagine sul primo impeachment, che secondo i sostenitori del presidente metterebbero in dubbio la credibilità di testimoni importanti. Su quei documenti ha scritto il giornalista conservatore John Solomon e a metà aprile Trump ne ha rilanciato il lavoro su Truth Social, il social network di sua proprietà.
Ad aprile il deputato della California Darrell Issa ha presentato una proposta per cancellare i due impeachment, raccogliendo 23 firme di sostegno, tutte di repubblicani. Il testo chiede che entrambi vengano "cancellati, come se quegli articoli non fossero mai stati approvati dalla Camera". La parte sul primo impeachment si fonda sul lavoro di Solomon contro l'attendibilità dei testimoni, mentre quella sul secondo, legato all'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, sostiene che la procedura fu troppo affrettata.
Il presidente ha intanto ridimensionato il proprio ruolo nell'operazione. "Se vogliono farlo, ne sono onorato", ha detto. Trump non sta spingendo il Congresso a votare prima delle elezioni di metà mandato. Pur sotto la pressione dei consiglieri che lo vorrebbero concentrato sull'economia, dedica attenzione ad altri temi per lasciare un segno prima della fine del mandato. Alla Casa Bianca è in costruzione una sala da ballo e il presidente ha annunciato il progetto di un arco di trionfo alto circa 76 metri.
Trump ha un indice di gradimento debole e il suo partito si prepara a perdere consensi alle elezioni di metà mandato, soprattutto alla Camera. Gli elettori sono preoccupati per il prezzo elevato della benzina e per l'impopolare guerra in Iran, due fronti di cui ritengono responsabile il partito del presidente. Dopo una lunga fase di compattezza attorno a Trump, tra i repubblicani sono emersi nelle ultime settimane segnali di malumore.
Don Bacon, deputato centrista del Nebraska che non si ricandiderà, ha criticato l'iniziativa. "È una sciocchezza. Quel che è successo è storia", ha detto al giornale, chiedendosi se i repubblicani non abbiano ormai rinunciato a difendere la maggioranza.