Trump impone la tutela degli Stati Uniti sull'America latina

Diciassette paesi si sono adeguati alla coalizione anticartelli di Washington. Dal settembre 2025 gli Stati Uniti hanno condotto 63 raid nei Caraibi e nel Pacifico, causando oltre 200 morti.

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Trump impone la tutela degli Stati Uniti sull'America latina
Official White House Photo by Molly Riley

L'Amministrazione Trump sta rilanciando la tutela degli Stati Uniti sull'America latina, con minacce di sanzioni, ritiri di visti e operazioni militari illegali nei Caraibi e nel Pacifico. A sostenerlo è il quotidiano Le Monde. Dal 2 settembre 2025 gli Stati Uniti hanno condotto 63 raid contro imbarcazioni accusate, senza prove, di trasportare droga, causando più di 200 morti. Diciassette paesi del continente hanno aderito a marzo allo "Scudo delle Americhe", la coalizione anticartelli voluta da Washington, che si impegna, secondo le parole del presidente, a "ricorrere alla forza militare letale per distruggere una volta per tutte i cartelli e le reti terroristiche".

Venerdì 12 giugno il presidente ha annunciato sulla sua piattaforma Truth Social di aver dato l'ordine di un "attacco rapido e letale" nell'est del Venezuela per eliminare Niño Guerrero, capo dell'organizzazione criminale Tren de Aragua, classificata da Washington come "terroristica".

La nuova fase di interventi era stata annunciata nella strategia di sicurezza nazionale pubblicata dalla Casa Bianca a inizio dicembre 2025. Il testo dichiarava la volontà di un emisfero "i cui governi cooperino con noi contro i narcoterroristi, i cartelli e le altre organizzazioni criminali transnazionali" e di "garantire l'accesso continuo a siti strategici chiave". L'intervento militare a Caracas, il rapimento del presidente venezuelano Nicolas Maduro il 3 gennaio e la successiva presa di controllo del petrolio venezuelano ne sono stati l'illustrazione più evidente. Da mesi Washington minaccia un'azione simile a Cuba.

Davanti alle minacce della prima potenza mondiale, la maggior parte dei paesi del continente si è adeguata, per pragmatismo o per convinzione, come l'Argentina di Javier Milei, il Cile di José Antonio Kast e l'Ecuador di Daniel Noboa. All'appello mancano soltanto i tre paesi più grandi della regione, tutti governati a sinistra: Messico, Colombia e Brasile. "L'Amministrazione Trump vuole usare questa cooperazione come una leva per stabilire una relazione di alleanza, se non di dipendenza, con questi paesi", ha detto a Le Monde Tiziano Breda, coordinatore per l'America latina dell'ONG Acled, che monitora i conflitti armati nel mondo.

Lo Scudo delle Americhe — FocusAmerica
America Latina · La nuova Dottrina Trump

Lo Scudo delle Americhe: come Washington sta riprendendo in controllo del continente

Raid militari, minacce di sanzioni e ritiri di visti. In meno di un anno gli Stati Uniti hanno costruito una coalizione anti cartelli del narcotraffico che va da Panama al Venezuela. Solo i tre Paesi più grandi, tutti governati dalla sinistra, ancora resistono all'influenza americana.

Raid in mare
e
Vittime
63
 
200+
Attacchi contro imbarcazioni dal 2 settembre 2025
 
Morti, senza che siano state mostrate prove
Le imbarcazioni sono state colpite con l'accusa, mai dimostrata, di trasportare droga. Il Segretario di Stato Marco Rubio: «le abbiamo fatte saltare in aria, e lo rifaremo»
Esplora l'analisi
17 Paesi nella coalizione filo Usa

Quasi tutto il continente è tornato ad allinearsi con Washington

Di fronte all'asimmetria di potere, la maggior parte dei governi ha accettato la coalizione con gli Stati Uniti — per pragmatismo o per convinzione. A non aderire restano solo Messico, Colombia e Brasile. Tocca un Paese per i dettagli.

Allineato a Washington
Ancora resiste
Dicembre 2024 → giugno 2026

Diciotto mesi di pressione crescente

Dalla minaccia sul canale di Panama fino all'ordine di un attacco in Venezuela. Tocca un evento per i dettagli.

La forza al posto dell'intercettazione

Una strategia che agisce «anche per via illegale»

Washington ha sostituito le tradizionali intercettazioni con l'uso diretto della forza letale, in mare e a terra. Le conseguenze ricadono anche sui civili.

Prima
Intercettare
Fermare le imbarcazioni e sequestrare il carico, nel quadro della cooperazione bilaterale.
Ora
Far saltare in aria
Colpire con la forza letale, in mare e a terra, anche senza mostrare prove.
I numeri della nuova dottrina
Quattro fatti che la riassumono
3 gen
Il presidente venezuelano Maduro viene rapito a Caracas; gli USA prendono il controllo del petrolio.
4
Gli operai di una fattoria casearia in Ecuador, presa per un «campo» di addestramento e bombardata.
1914
L'anno da cui, fino al 1999, gli USA controllavano il canale di Panama, che Trump vuole «riprendere».
21 giu
Al ballottaggio in Colombia Trump appoggia l'estrema destra contro il candidato di sinistra.

«Le gang hanno reagito spostandosi e orientandosi verso forme di violenza selettive. La crescente volatilità alimenterà probabilmente una recrudescenza della violenza fino alla fine del mandato di Trump».

Rapporto Acled, l'ONG che monitora i conflitti armati nel mondo
Fonti Le Monde, New York Times, Acled. Dichiarazioni di Tiziano Breda (Acled) e John Feeley (ex diplomatico USA). Aggiornato al 12 giugno 2026.

L'ingerenza statunitense, che mira anche a contrastare l'influenza cinese, è cominciata in Panama prima ancora dell'inizio del secondo mandato di Trump. Nel dicembre 2024 il presidente eletto minacciava di "recuperare" il canale, sotto controllo americano tra il 1914 e il 1999. Nell'aprile 2025 un accordo ha autorizzato lo schieramento di soldati americani su tre vecchie basi per operazioni congiunte, scatenando proteste contro quella che i manifestanti hanno denunciato come una violazione della sovranità del paese. Nel gennaio 2026 la Corte suprema panamense ha annullato i contratti di gestione dei due porti situati alle estremità del canale, fino ad allora in mano a un gruppo di Hong Kong.

Il 28 maggio il New York Times ha rivelato che il Guatemala del presidente di sinistra Bernardo Arevalo aveva accettato interventi militari americani, compresi raid aerei. Arevalo si è affrettato a smentire, sostenendo di aver sollecitato soltanto una "cooperazione nel quadro di operazioni condotte dalle forze di sicurezza guatemalteche". Pur non allineato a Trump, Arevalo ha comunque dovuto aderire allo "Scudo delle Americhe". "Questi paesi hanno fatto un calcolo semplice: di fronte all'asimmetria di potere, è meglio accettare ciò che gli Stati Uniti impongono loro", ha detto a Le Monde l'ex diplomatico americano John Feeley.

L'Ecuador di Daniel Noboa è stato il primo paese ad autorizzare azioni militari congiunte, lanciando il 3 marzo una vasta operazione contro "organizzazioni narcoterroristiche". Quito ha diffuso le immagini del bombardamento di un presunto campo di addestramento. "Sì, conduciamo anche raid aerei contro i narcoterroristi a terra", ha confermato su X il segretario alla difesa americano Pete Hegseth.

Il New York Times ha scritto che dopo l'Ecuador e il Guatemala anche l'Honduras, unico paese centroamericano con una base americana permanente, sta subendo le stesse pressioni. Il presidente Nasry Asfura è stato eletto a novembre 2025 con il sostegno di Trump, che aveva minacciato di tagliare gli aiuti in caso di vittoria della sinistra. Una minaccia ribadita in Colombia, dove il presidente americano sostiene l'estrema destra di Abelardo de la Espriella contro il candidato di sinistra al secondo turno delle presidenziali del 21 giugno.

Per ora resiste la presidente messicana Claudia Sheinbaum, che in nome della sovranità accetta una cooperazione sul terreno solo se rimane sotto la sua direzione. Per allentare le tensioni ha però accolto in modo discreto migranti di paesi terzi espulsi dagli Stati Uniti. "È evidente che gli americani vogliono mostrare a Sheinbaum che ha tutto l'interesse ad accettare anche lei truppe americane", ha detto Feeley.

In alcuni paesi come Giamaica e Honduras la violenza è diminuita, ma un rapporto di Acled segnala che "le gang hanno reagito spostandosi, riducendo le loro attività visibili e orientandosi verso forme di violenza selettive". Il documento prevede che "la crescente volatilità dell'ecosistema del crimine organizzato alimenterà probabilmente una recrudescenza della violenza fino alla fine del mandato di Trump".

Breda, uno degli autori del rapporto, attribuisce la situazione al clima di impunità verso le forze di sicurezza "che agiscono senza restrizioni e senza dover presentare molte prove durante gli interventi contro presunti criminali". Aumentano anche le "segnalazioni di abusi, violazioni, sparizioni da parte di alcune forze di sicurezza, oltre che di esecuzioni extragiudiziali".

I paesi latinoamericani non sono in grado di combattere da soli il crimine organizzato. A marzo la Bolivia, ammettendo la fragilità del proprio sistema carcerario, ha preferito estradare subito negli Stati Uniti il narcotrafficante uruguaiano Sebastian Marset, catturato dopo anni di ricerche. "La piaga del traffico di droga è stata tradizionalmente combattuta attraverso una collaborazione bilaterale e multilaterale", ha ricordato Feeley. "Ma la grande differenza con Trump è che gli Stati Uniti cercheranno di gestire il problema anche per via illegale". Nel settembre 2025, giustificando il primo raid in mare, il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva detto che le intercettazioni della droga non bastavano più: "Invece di intercettarla l'abbiamo fatta saltare in aria, e lo rifaremo".

Alla fine di marzo il New York Times ha rivelato che il "campo" bombardato in Ecuador era in realtà una fattoria casearia: quattro dipendenti sarebbero stati torturati dall'esercito ecuadoriano. "Con il clima che si sta creando e intensificando, questo tipo di episodi non potrà che moltiplicarsi", teme Breda.

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