Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha chiesto alle compagnie telefoniche i tabulati di diversi giornalisti del New York Times e dei loro familiari, compresa la madre di un reporter, per risalire alle fonti riservate degli articoli sui problemi di sicurezza del nuovo Air Force One, l'aereo presidenziale donato dal Qatar al presidente Donald Trump. Il giornale ha chiesto a un giudice federale di annullare le richieste, definendole un "tentativo in malafede di intimidire i giornalisti e frenare la loro capacità di raccontare l'amministrazione".
Il dipartimento, che corrisponde al ministero della Giustizia americano, ha informato il giornale alla fine della settimana scorsa di aver inviato delle subpoena, gli ordini con cui la giustizia americana obbliga a consegnare documenti o a testimoniare, agli operatori telefonici per ottenere i registri delle chiamate e dei messaggi dei giornalisti. Le richieste si aggiungono a quelle del 10 luglio con cui il governo vuole costringere i reporter a testimoniare davanti a un gran giurì, l'organo composto da cittadini che negli Stati Uniti decide se formalizzare le accuse penali. Tra i tabulati richiesti ci sono anche quelli dei coniugi di due giornalisti.
L'indagine sulla fuga di notizie è iniziata pochi giorni dopo che il giornale aveva scritto, l'8 e il 9 luglio, che diversi funzionari federali avevano forti dubbi sulla sicurezza del nuovo aereo presidenziale. La notizia aveva fatto infuriare il presidente e la Casa Bianca aveva affidato la supervisione dell'inchiesta al direttore dell'FBI Kash Patel. Trump aveva usato il nuovo aereo per volare in Turchia, mostrando ai giornalisti gli interni dorati, ma era poi ripartito con il vecchio Air Force One su richiesta del Secret Service, l'agenzia che protegge il presidente. Domenica Trump ha detto che l'aereo sarà pronto tra circa un mese.
Le nuove richieste sono descritte in un ricorso depositato sabato dagli avvocati del giornale e reso pubblico lunedì dal giudice Arun Subramanian del tribunale federale di Manhattan. Tutte le subpoena sono sospese finché il giudice non deciderà sul ricorso: un'udienza è fissata per giovedì a Manhattan.
Secondo il New York Times, il Dipartimento di Giustizia ha violato le sue stesse linee guida sulle richieste rivolte ai media, perché ha aspettato una settimana prima di avvisare il giornale delle richieste dei tabulati. Due delle subpoena riguardano inoltre i tabulati a partire dal 1° gennaio, molti mesi prima degli articoli sull'Air Force One: per il giornale questo dimostra che il governo non sta indagando sulla fuga di notizie di luglio, ma sta cercando informazioni sui rapporti dei giornalisti con le loro fonti in generale.
Il giornale contesta anche il coinvolgimento dei familiari: la madre di uno dei reporter è una professionista della salute mentale e il coniuge di un altro ha un ruolo di alto livello in un grande studio legale. In un caso, inoltre, il dipartimento ha inviato una richiesta di tabulati dopo che il giornale aveva già presentato il ricorso contro le subpoena per le testimonianze davanti al gran giurì e ha chiesto a un altro giudice federale di vietare a una compagnia telefonica di informare il giornale della richiesta. "Questa sequenza di eventi e la tempistica delle comunicazioni del governo sono profondamente preoccupanti per ragioni evidenti", hanno scritto gli avvocati nel ricorso.
Una portavoce del Dipartimento di Giustizia, Kiersten Pels, ha detto che ogni subpoena è stata emessa "nel pieno rispetto della legge federale e delle regole interne del dipartimento".
