L'Amministrazione Trump ha annunciato lunedì nove nuovi accordi sui prezzi dei farmaci con case farmaceutiche di medie dimensioni, nonostante i timori di una parte dell'industria farmaceutica per l'impatto che le concessioni potrebbero avere sui conti delle aziende più piccole. Le intese estendono il regime della "nazione più favorita", ovvero il meccanismo con cui la Casa Bianca punta ad allineare i prezzi statunitensi a quelli più bassi praticati all'estero. Sommando i 17 accordi già conclusi con i grandi produttori, le aziende aderenti salgono così a 26.
I nove nuovi accordi riguardano Alcon, Astellas Pharma, BeOne Medicines, BridgeBio, CSL, Kyowa Kirin, Sun Pharma, Teva Pharmaceuticals e UCB. Come nelle intese precedenti, le aziende hanno accettato di applicare sconti a Medicaid, il programma sanitario pubblico rivolto alle persone a basso reddito, e si sono impegnate a lanciare i futuri farmaci negli Stati Uniti a prezzi allineati a quelli praticati all'estero. In cambio, contano di evitare i dazi e i nuovi modelli di prezzo allo studio per Medicare, il programma sanitario pubblico rivolto soprattutto agli anziani.
Nel complesso, il gruppo si è impegnato anche a investire almeno 19,6 miliardi di dollari nel breve periodo nella produzione di questi farmaci negli Stati Uniti, mentre alcune aziende doneranno i propri principi attivi a una riserva strategica del governo. Con le nuove intese, secondo l'Amministrazione Trump, l'89% del mercato dei farmaci di marca è ora coperto da accordi di questo tipo.
Le critiche e i dubbi sui risultati
I critici sostengono però che manchino ancora risultati concreti. Public Citizen, organizzazione per la tutela dei consumatori, osserva che non ci sono prove che le aziende abbiano rispettato l'impegno ad abbassare i prezzi di lancio negli Stati Uniti fino ai livelli praticati all'estero. I testi delle intese, inoltre, non sono mai stati resi pubblici, tanto che l'organizzazione ha fatto causa per ottenerli.
"I nuovi accordi sono una distrazione dal piano fallito dell'Amministrazione per portare i prezzi americani ai livelli pagati negli altri Paesi ricchi", ha detto Peter Maybarduk, direttore del programma Access to Medicines di Public Citizen. "Trump coccola Big Pharma e tiene alti i prezzi dei farmaci per gli americani".
Negli Stati Uniti, intanto, i prezzi dei farmaci da prescrizione stanno registrando il calo più forte da generazioni. L'Amministrazione Trump sta cercando in tutti i modi di attribuirsene il merito, ma gli esperti di politiche sanitarie riconducono gran parte della discesa alle dinamiche di mercato e alle negoziazioni sui prezzi condotte da Medicare.
