Trump estende a tempo indeterminato il cessate il fuoco con l'Iran

Il presidente americano accoglie la richiesta del Pakistan e sospende gli attacchi, mentre il blocco navale sui porti iraniani prosegue e i negoziati restano in bilico

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Trump estende a tempo indeterminato il cessate il fuoco con l'Iran
Official White House Photo by Molly Riley

Il presidente Donald Trump ha annunciato l'estensione a tempo indeterminato del cessate il fuoco con l'Iran, che era in scadenza nelle ore successive. La decisione è stata comunicata su Truth Social, dove il presidente ha spiegato di aver accolto la richiesta avanzata dal Pakistan, paese che sta cercando di mediare la fine del conflitto. Contestualmente, il blocco navale americano sui porti iraniani resterà in vigore.

Nel suo messaggio, Trump ha scritto: «Sulla base del fatto che il governo dell'Iran è seriamente diviso, cosa non inaspettata, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif, del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere il nostro attacco contro l'Iran finché i loro leader e rappresentanti non saranno in grado di presentare una proposta unitaria. Ho quindi ordinato alle nostre forze militari di proseguire il blocco e, per tutto il resto, di restare pronte e preparate, ed estenderò pertanto il cessate il fuoco fino a quando la loro proposta non sarà presentata e le discussioni non saranno concluse, in un modo o nell'altro».

L'annuncio arriva al termine di una giornata segnata da forte incertezza diplomatica. Poche ore prima, in un'intervista alla CNBC, Trump aveva mantenuto un tono molto più aggressivo, minacciando un nuovo attacco militare se Tehran non avesse accettato le condizioni americane. «Mi aspetto di bombardare», aveva detto il presidente, aggiungendo che «i militari sono pronti a partire». Nella stessa intervista aveva anche dichiarato di non voler prolungare il cessate il fuoco senza un accordo di più lungo periodo, pur esprimendo ottimismo sulla possibilità di una ripresa dei colloqui.

La svolta è maturata dopo il congelamento del viaggio del vicepresidente JD Vance a Islamabad, dove era atteso per un secondo round di trattative con la delegazione iraniana. Secondo quanto riferito al New York Times da un funzionario americano a conoscenza diretta della situazione, il viaggio è stato sospeso perché Tehran non ha risposto alle posizioni negoziali presentate da Washington. Anche l'inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente, sono rimasti negli Stati Uniti, come confermato da un funzionario della Casa Bianca.

Sul fronte iraniano, il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei ha dichiarato all'emittente di stato IRIB che Tehran non ha ancora deciso se inviare una delegazione in Pakistan, attribuendo l'incertezza a «messaggi contraddittori, comportamenti incoerenti e azioni inaccettabili da parte americana». Alla BBC, lo stesso Baghaei ha aggiunto: «Siamo andati a questo negoziato con buona fede e senso di serietà, ma avete una controparte negoziale che ha mostrato la sua mancanza di serietà, mancanza di buona fede». Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un messaggio pubblicato su X, ha definito il blocco navale americano «un atto di guerra e dunque una violazione del cessate il fuoco».

Secondo il Wall Street Journal, Tehran aveva inizialmente comunicato ai mediatori che avrebbe inviato una delegazione in Pakistan, salvo poi condizionare la partenza alla revoca del blocco navale. Un funzionario americano ha riferito alla stessa testata che al momento non sono previste modifiche al blocco. La tregua era iniziata l'8 aprile, mentre il blocco dei porti iraniani è in vigore dal 13 aprile. Il Comando Centrale statunitense ha reso noto che la Marina americana ha respinto 28 navi dirette verso o in partenza dai porti iraniani da quando il blocco è in vigore.

Nel frattempo proseguono le operazioni militari legate al conflitto economico. Il Pentagono ha comunicato che nella notte le forze americane hanno fermato e abbordato nell'Oceano Indiano una petroliera sotto sanzioni, la M/T Tifani, che trasportava petrolio iraniano. È la prima operazione di questo tipo condotta fuori dal Medio Oriente dall'inizio del conflitto. Il ministero del Tesoro ha inoltre annunciato nuove sanzioni contro quattordici persone, entità e aeromobili con sede in Iran, Turchia ed Emirati Arabi Uniti, accusati di fornire armamenti al regime iraniano.

Sul fronte libanese, il cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele ed Hezbollah, iniziato la scorsa settimana, regge solo parzialmente. L'esercito israeliano ha accusato Hezbollah di aver lanciato razzi contro le proprie truppe nel sud del Libano, e il gruppo sciita ha poi confermato l'attacco, descrivendolo come una risposta alle violazioni israeliane della tregua. Secondo fonti ufficiali libanesi, nel conflitto sono state uccise circa 2.300 persone.

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