Trump nega di essere stato spinto da Israele nella guerra con l'Iran
Il presidente respinge su Truth Social le accuse di aver ceduto alle pressioni di Netanyahu per lanciare l'operazione Epic Fury e annuncia un possibile accordo di pace da firmare in Pakistan.
Il presidente Donald Trump ha respinto con forza le accuse di essere stato trascinato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nella guerra contro l'Iran. In un messaggio pubblicato lunedì mattina su Truth Social, Trump ha scritto di non essere mai stato costretto a lanciare l'operazione denominata Epic Fury.
Secondo quanto dichiarato dal presidente, la decisione di intervenire militarmente sarebbe maturata dopo l'attacco terroristico compiuto da Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023. In quell'occasione persero la vita circa 1.200 persone e centinaia di ostaggi vennero portati a Gaza. Trump ha affermato che quell'attacco ha soltanto rafforzato una convinzione che porta con sé da tutta la vita, ovvero che l'Iran non debba mai ottenere un'arma nucleare.

Nel suo messaggio il presidente ha attaccato anche i commentatori e i sondaggi pubblicati dai media, che ha definito falsi e manipolati. Trump ha sostenuto che il 90 per cento di quanto viene raccontato sarebbe inventato e ha paragonato i sondaggi a quelli che, a suo dire, avrebbero falsato le elezioni presidenziali del 2020. Il presidente ha poi previsto esiti definiti straordinari per il conflitto in Iran, paragonandoli a quelli ottenuti in Venezuela con la cattura di Nicolas Maduro, una vicenda che secondo lui la stampa tradizionale preferisce non raccontare. Nel messaggio Trump ha anche ipotizzato un cambio di regime a Teheran, aggiungendo che se i nuovi leader iraniani saranno intelligenti il paese potrà avere un futuro prospero.
Non è la prima volta che il presidente replica a chi sostiene che Israele abbia spinto gli Stati Uniti verso il conflitto. Il mese scorso, durante un'intervista con Rachel Scott della rete televisiva ABC, Trump aveva rovesciato l'accusa sostenendo di essere stato semmai lui a forzare la mano a Israele. In quell'occasione il presidente aveva spiegato che erano in corso trattative con quelli che ha definito dei folli, e che era sua convinzione che l'Iran fosse pronto ad attaccare per primo. Per questo, secondo il suo racconto, sarebbe stato necessario anticipare le mosse di Teheran.
Pochi giorni fa Trump aveva elogiato Israele sui social, definendolo un grande alleato. Il presidente aveva descritto il paese come coraggioso, audace, leale e intelligente, aggiungendo che a differenza di altri, che avrebbero mostrato il loro vero volto in un momento di conflitto e tensione, Israele combatte duramente e sa come vincere.