Il direttore dell'FBI fa causa all'Atlantic e chiede 250 milioni di dollari
Il capo della polizia federale statunitense ha depositato una denuncia per diffamazione contro la rivista e la giornalista Sarah Fitzpatrick, che nell'articolo ha raccolto testimonianze di assenze ingiustificate e ubriachezza.
Il direttore del Federal Bureau of Investigation Kash Patel ha fatto causa alla rivista Atlantic e alla giornalista Sarah Fitzpatrick, chiedendo 250 milioni di dollari di risarcimento per un'inchiesta che a suo dire lo descrive in modo diffamatorio come un dirigente inadatto al ruolo a causa di un presunto abuso di alcol. La denuncia è stata depositata lunedì 20 aprile presso la corte distrettuale federale del distretto di Columbia.
L'articolo contestato, pubblicato il 17 aprile dall'Atlantic, cita sei funzionari in carica o ex funzionari oltre ad altre persone a conoscenza dell'agenda di Patel. Il pezzo sostiene che, nei primi mesi del suo mandato alla guida dell'FBI, diverse riunioni e briefing sarebbero stati rinviati a orari più tardi a causa di nottate segnate dal consumo di alcolici. Fitzpatrick scrive di aver intervistato più di due dozzine di persone, tra cui funzionari attuali ed ex dell'FBI, personale di agenzie di polizia e di intelligence, lavoratori del settore dell'ospitalità, membri del Congresso, operatori politici, lobbisti ed ex consiglieri. Le fonti hanno ottenuto l'anonimato per poter parlare di informazioni sensibili e conversazioni private. Secondo la loro ricostruzione, il mandato di Patel sarebbe un fallimento gestionale e il suo comportamento personale una vulnerabilità per la sicurezza nazionale.
Nella denuncia, i legali di Patel definiscono l'articolo "un attacco generalizzato, malevolo e diffamatorio". Sostengono che Fitzpatrick non sia riuscita a trovare una sola persona disposta a mettere la propria firma sotto quelle che chiamano accuse scandalose, affidandosi interamente a fonti anonime descritte come altamente di parte e non in condizione di conoscere i fatti. I difensori respingono l'idea che il direttore beva in modo eccessivo e negano che chiunque nel governo sia preoccupato per questo aspetto. Nel testo della causa si legge che non si tratta di negligenza ma di una campagna denigratoria deliberata e dolosa.
La denuncia elenca nel dettaglio le affermazioni contestate. Secondo i legali di Patel, l'articolo lascerebbe intendere falsamente che il direttore sia un alcolista abituale, incapace di svolgere le sue funzioni, una minaccia per la sicurezza pubblica, vulnerabile a pressioni straniere, che abbia violato le regole etiche del dipartimento di Giustizia, che sia irraggiungibile nelle emergenze, che sia stato necessario l'uso di attrezzature da sfondamento per farlo uscire da stanze chiuse e che il suo comportamento comprometta la sicurezza nazionale.
Il nodo centrale della causa è il concetto di actual malice, lo standard legale che negli Stati Uniti i personaggi pubblici devono dimostrare per vincere una causa per diffamazione. Significa che l'autore sapeva che un'affermazione era falsa o ha mostrato un totale disinteresse per la sua veridicità. I legali di Patel sostengono che l'Atlantic abbia ignorato le smentite ricevute prima della pubblicazione, non abbia compiuto i passi investigativi di base che avrebbero facilmente smentito le accuse e abbia mostrato un'evidente ostilità editoriale nei confronti del direttore. Nella denuncia si contesta anche il fatto che la rivista avrebbe dato all'FBI meno di due ore per rispondere alla richiesta di commento prima di pubblicare online l'articolo.
La rivista ha respinto le accuse. Un portavoce ha dichiarato che l'Atlantic sostiene il proprio lavoro giornalistico su Patel e difenderà con vigore la testata e i suoi giornalisti da quella che definisce una causa infondata. Jeffrey Goldberg, direttore dell'Atlantic, ha ribadito in un comunicato nel fine settimana la fiducia nel pezzo. La stessa Fitzpatrick, intervenuta sul canale MS NOW nella trasmissione condotta da Jen Psaki, ha affermato di sostenere ogni parola dell'inchiesta, ricordando che la redazione dispone di ottimi avvocati ed editor.
Lo stesso Patel, già prima dell'uscita del pezzo, aveva anticipato l'azione legale. Citato nell'articolo, aveva avvertito la giornalista di stampare pure tutto, ma di prepararsi a vederlo in tribunale con il libretto degli assegni. Su X ha poi scritto che dimostrare l'actual malice sarebbe a suo parere un'impresa facile. Una valutazione diversa è arrivata da Adam Steinbaugh, avvocato esperto di Primo Emendamento alla Foundation for Individual Rights and Expression, che su X ha giudicato le accuse contenute nella denuncia del tutto inconsistenti. Secondo il legale la causa raggiungerà però un obiettivo collaterale, quello di indurre le testate che valutano un'inchiesta simile a considerare i costi legali necessari per far archiviare una denuncia priva di fondamento.
Lee Levine, avvocato difensore di lungo corso specializzato in cause per diffamazione che ha rappresentato grandi organi di stampa, ha spiegato alla CNN che se il procedimento superasse le fasi preliminari si aprirebbe la cosiddetta discovery, in cui le parti si scambiano le prove e raccolgono testimonianze giurate. In quel caso anche l'Atlantic avrebbe la possibilità di raccogliere elementi per confermare l'accuratezza delle sue fonti, ascoltando sotto giuramento non solo Patel ma anche altre persone a conoscenza dei fatti.
La vicenda si inserisce in un rapporto sempre più conflittuale tra l'amministrazione del presidente Trump e la stampa, segnato da azioni legali reciproche. Patel è stato accusato di aver condotto un'epurazione politica all'interno dell'FBI, anche nei confronti di chi aveva partecipato alle indagini sul miliardario repubblicano, sospettato tra l'altro di aver tentato di ribaltare illegalmente il risultato delle presidenziali del 2020 perse contro Joe Biden. Dal fronte democratico, il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer ha citato il pezzo dell'Atlantic per chiedere le dimissioni immediate del direttore, scrivendo su X che gli americani meritano una guida sobria dell'FBI e che ogni giorno di permanenza di Patel al suo posto rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale.