Infantino elogia Trump dicendo che il Mondiale senza di lui "sarebbe stato impossibile"

Il presidente della FIFA minimizza i visti negati ad arbitri e giocatori: "Rilassatevi". L'ONU chiede agli Stati Uniti di rivedere in profondità l'applicazione della politica migratoria

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Infantino elogia Trump dicendo che il Mondiale senza di lui "sarebbe stato impossibile"
Official White House Photo by Daniel Torok

Il presidente della FIFA Gianni Infantino ha elogiato Donald Trump alla vigilia del Mondiale di calcio 2026, che inizia oggi, giovedì 11 giugno, con Messico-Sudafrica allo stadio Azteca di Città del Messico. "Senza il suo impegno e il suo coinvolgimento sarebbe stato impossibile organizzare un Mondiale negli Stati Uniti", ha detto Infantino in conferenza stampa mercoledì. "Ha capito subito la portata del Mondiale e il suo impatto e ha dato istruzioni all'amministrazione di aiutarci". Il torneo è ospitato da Stati Uniti, Canada e Messico, ma la maggior parte delle partite si gioca su suolo americano.

Il caso più clamoroso degli ultimi giorni riguarda l'arbitro somalo Omar Artan, respinto sabato all'aeroporto di Miami dopo un interrogatorio di 11 ore e poi escluso dal torneo dalla FIFA. Il dipartimento di Stato, il ministero degli Esteri americano, ha sostenuto che l'arbitro è "legato a persone sospettate di appartenere a organizzazioni terroristiche". La Somalia, i cui cittadini sono colpiti da un divieto di viaggio verso gli Stati Uniti deciso dall'amministrazione Trump, ha difeso "l'integrità" del suo arbitro e ha assicurato che il suo visto era regolare. Artan, considerato il miglior arbitro africano, ha dichiarato al New York Times che "il più grande sogno" della sua vita è andato in frantumi.

Infantino ha definito la vicenda "un peccato". "Non controlliamo tutto", ha detto. "Ci proviamo, discuteremo, parleremo, vedremo. Forse a volte è bene anche stare tranquilli, rilassarsi". Poi ha precisato: "Quando dico di stare tranquilli non intendo non fare nulla. Lavoriamo dietro le quinte. Non siamo i re del mondo che possono comandare su governi e forze di polizia: siamo un'organizzazione sportiva".

L'attaccante iracheno Aymen Hussein è stato trattenuto per quasi sette ore all'aeroporto di Chicago, mentre il fotografo ufficiale della nazionale irachena, Talal Salah, è stato respinto nonostante un visto valido. L'attaccante svizzero Breel Embolo, privato la settimana scorsa dell'autorizzazione a entrare negli Stati Uniti per una condanna giudiziaria, ha poi ottenuto il visto e raggiungerà i compagni venerdì.

L'Iran ha ricevuto i visti per i giocatori e per lo staff tecnico, che disputeranno le prime tre partite negli Stati Uniti, ma la squadra dovrà avere la sua base in Messico ed entrare e uscire dal territorio americano entro 24 ore per ogni gara. Diversi accompagnatori si sono visti negare il visto, tra cui il presidente della federazione iraniana Mehdi Taj. La federazione ha inoltre accusato gli Stati Uniti di averle tolto la quota di biglietti riservata ai suoi tifosi. Infantino ha presentato la vicenda come un successo: "Quando dicevano che sarebbe stato impossibile per l'Iran venire al Mondiale, ho promesso che sarebbero venuti, anche se avessi dovuto guidare io l'autobus da Teheran", ha detto secondo The Athletic.

Mercoledì l'alto commissario dell'ONU per i diritti umani, Volker Türk, ha chiesto a Washington di rivedere "in profondità" l'applicazione della sua politica migratoria. "Spero davvero che ci sia una riflessione profonda su come l'applicazione delle politiche migratorie tocca i diritti umani e la dignità umana", ha detto in una conferenza stampa a Ginevra. La FIFA ha spiegato in un comunicato, Le Monde, che "non interviene nelle procedure di immigrazione del paese ospitante, compreso il rilascio dei visti".

In passato la FIFA si è comportata diversamente, ha ricordato la BBC: nel 1966 il governo britannico valutò di negare l'ingresso alla Corea del Nord, ma fece marcia indietro dopo che la federazione calcistica inglese lo avvertì che il paese rischiava di perdere il Mondiale, mentre nel 2023 l'Indonesia perse l'organizzazione del Mondiale Under 20 per essersi rifiutata di far entrare Israele.

Infantino ha difeso anche i prezzi dei biglietti, oggetto di indagini avviate dai procuratori generali di California, New Jersey, New York e Texas con l'accusa di essere stati gonfiati artificialmente. Il presidente della FIFA ha liquidato le inchieste come basate su "tre, non 3.000" reclami e ha difeso il sistema dei prezzi dinamici, che variano in base alla domanda, sostenendo che la richiesta di biglietti è stata "senza precedenti, di un fattore dieci o più".

Trump, che ha detto di voler assistere ad alcune partite, non sarà presente venerdì a Los Angeles alla prima gara giocata su suolo americano, tra Stati Uniti e Paraguay: accanto a Infantino in tribuna d'onore ci sarà il segretario di Stato Marco Rubio. Infantino, che conosce il presidente americano dal suo primo mandato e ha partecipato alla sua cerimonia di insediamento nel gennaio 2025, gli ha consegnato a dicembre un "premio per la pace" creato per l'occasione dalla FIFA. "Non rimpiango nulla", ha risposto a chi gli chiedeva della scelta degli Stati Uniti come principale paese ospitante. "Ho un ottimo rapporto con il presidente Trump e ne sono molto felice".

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