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La "prima libertà" americana: da John Adams al 250° anniversario della Dichiarazione
Società e Diritti 2 min di lettura

La "prima libertà" americana: da John Adams al 250° anniversario della Dichiarazione

Nel giorno del 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza, la libertà religiosa torna al centro del racconto sulle origini degli Stati Uniti. Prima ancora della Costituzione, John Adams la considerava uno dei pilastri dei diritti inalienabili.

La libertà religiosa è più antica degli Stati Uniti. Nel giorno del 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza, quel principio torna al centro del racconto sulle origini americane e riporta a uno dei Padri fondatori: John Adams.

Nel 1765, undici anni prima della Dichiarazione, Adams pubblicò A Dissertation on the Canon and Feudal Law, un saggio scritto contro lo Stamp Act e contro quelle che considerava le due grandi tirannie della storia: il potere ecclesiastico e quello civile quando diventano strumenti di oppressione.

Per difendere i propri diritti, sosteneva Adams, ai coloni servivano due strumenti essenziali: l'istruzione e la partecipazione alla vita pubblica. Solo studiando, informandosi e prendendo parte direttamente alla vita politica avrebbero potuto proteggere i propri diritti inalienabili, a cominciare dalla libertà di coscienza e di culto.

Il pulpito e la libertà

Adams si rivolse anche alle chiese. "Che il pulpito risuoni delle dottrine e dei sentimenti di libertà religiosa", scrisse. E ancora: "Ascoltiamo il pericolo della schiavitù per le nostre coscienze [...], in breve, della schiavitù civile e politica". Per Adams, la libertà di coscienza e la possibilità di professare liberamente la propria fede non erano questioni marginali, ma parte integrante della dignità della persona. Interferire con esse significava colpire il cuore stesso dei diritti fondamentali.

Quella libertà avrebbe poi trovato forma nella nascita degli Stati Uniti e, soprattutto, nella Costituzione degli Stati Uniti d'America. Oggi molti la definiscono la "prima libertà" americana. Ma prima del Primo Emendamento, un principio simile, scritto nella legge fondamentale di uno Stato, aveva pochi precedenti nella storia.

Una radice antica, una nazione nuova

Il principio si intreccia con un'idea molto più antica: la "doppia cittadinanza" formulata da Sant'Agostino ne La città di Dio. L'essere umano appartiene insieme a una dimensione terrena e a una spirituale, con obblighi distinti, non necessariamente in contrasto tra loro.

Questa idea di libertà di coscienza maturò poi nelle comunità "non conformiste" e "separatiste" dell'Inghilterra del Seicento. Furono i Padri Pellegrini del Mayflower e i loro discendenti a portarla nel Nuovo Mondo, dove trovò il terreno su cui sarebbe cresciuta la nazione americana.

Nel 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza, quella libertà continua ad attraversare la storia degli Stati Uniti come un filo profondo: dalle prime comunità della Nuova Inghilterra all'America contemporanea, dalle origini coloniali alla democrazia costituzionale.

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Domenico D'Elia
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Domenico D'Elia

Medico Chirurgo e presidente del Consiglio di Chiesa della Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Mottola (TA). Da oltre 40 anni si occupa del panorama Cristiano Evangelico degli Stati Uniti.

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