Leone XIV avverte la Fraternità San Pio X: "Fermatevi, rischiate lo scisma"
Il papa lancia un ultimo appello ai lefebvriani della Fraternità San Pio X, che mercoledì intendono consacrare quattro vescovi senza autorizzazione pontificia. Per il Vaticano si tratta di un atto scismatico che comporterebbe la scomunica immediata.
Papa Leone XIV ha rivolto un appello dell'ultima ora alla Fraternità San Pio X, il gruppo di cattolici tradizionalisti che mercoledì intende consacrare quattro nuovi vescovi senza l'autorizzazione del Pontefice. Procedere, ha scritto il Papa, significherebbe commettere "un peccato di estrema gravità".
A poco più di un anno dall'inizio del pontificato, Leone XIV affronta così la prima grande sfida del suo mandato. La Fraternità San Pio X rifiuta alcune delle principali riforme introdotte dalla Chiesa cattolica negli ultimi decenni, a partire da quelle del Concilio Vaticano II. Il gruppo prevede di celebrare la cerimonia nel seminario di Écône, in Svizzera, luogo simbolico della sua storia e della frattura con Roma.
Per il Vaticano, le consacrazioni senza mandato pontificio costituirebbero un atto "scismatico" a tutti gli effetti. Se la cerimonia si dovesse davvero svolgere, tutti i nuovi vescovi saranno scomunicati, cioè esclusi ufficialmente dalla piena comunione con la Chiesa e dai suoi sacramenti. "Vi supplico e vi chiedo con tutto il cuore: tornate indietro", ha scritto Leone XIV in una lettera inviata alla Fraternità nelle ultime ore.
"Prego per voi, perché lacerare la veste senza cuciture di Cristo è un peccato di estrema gravità. Che il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori".
La frattura con Roma
Nella dottrina cattolica, il legame tra i vescovi e il Papa è uno dei pilastri dell'unità della Chiesa e fin dalla sua elezione, Leone XIV ha fatto della coesione ecclesiale uno dei punti centrali del suo pontificato. Per questo la decisione della Fraternità di procedere senza il consenso del Pontefice viene considerata una violazione grave del diritto canonico e un attacco diretto alla comunione ecclesiale.
La Fraternità San Pio X fu fondata nel 1970 in Svizzera dall'arcivescovo francese Marcel Lefebvre. Cinque anni dopo venne soppressa ufficialmente dal vescovo di Friburgo. Nel 1988 Lefebvre consacrò quattro vescovi senza l'approvazione del papa, provocando una crisi che anche allora portò alla scomunica dei suoi protagonisti.
Alla base della rottura c'è l'opposizione di Lefebvre e dei suoi seguaci alle riforme introdotte negli anni Sessanta dal Concilio Vaticano II. I lefebvriani contestano in particolare l'insegnamento ufficiale della Chiesa sulla libertà religiosa, sull'ecumenismo – vale a dire il rapporto con le altre confessioni cristiane e con le altre religioni – e sulla riforma della liturgia cattolica. Tra le novità del Concilio vi fu anche la condanna di ogni forma di antisemitismo.
La Fraternità sostiene di dover consacrare nuovi vescovi senza autorizzazione perché la Chiesa si troverebbe in uno "stato di emergenza", causato, a suo giudizio, dalla diffusione di idee liberali e "moderniste". Nei giorni scorsi il gruppo ha pubblicato una "professione di fede cattolica" di 28 pagine, presentata come uno strumento per "illuminare le anime di fronte agli errori della modernità".
Una minoranza che preoccupa il Vaticano
La Fraternità San Pio X conta circa 700 sacerdoti e 600.000 fedeli nel mondo: numeri molto ridotti rispetto agli 1,4 miliardi di cattolici e ai circa 400.000 sacerdoti della Chiesa nel suo complesso. Ma per il Vaticano la questione resta seria, perché riguarda l'autorità del Papa e il rischio di creazione di una struttura ecclesiale parallela.
La Fraternità San Pio X è attiva anche negli Stati Uniti, dove ha una sede centrale nel Missouri e un seminario per la formazione dei sacerdoti a Dillwyn, in Virginia. Tra i quattro vescovi che dovrebbero essere consacrati mercoledì c'è padre Michael Goldade, che guida proprio quel seminario.
Il cardinale Blase Cupich di Chicago, vicino a Leone XIV, ha dichiarato alla CNN che "il pericolo" è proprio "la creazione di una struttura parallela all'interno del corpo ecclesiale della Chiesa". Cupich ha spiegato che il Papa ha rivolto alla Fraternità diversi inviti a riconsiderare i propri piani. "Sono un piccolo gruppo, ma utilizzano in modo improprio i riti della Chiesa quando si tratta di consacrare vescovi", ha detto. "Il Papa prende la questione molto sul serio, ed è per questo che è intervenuto più volte".
Negli ultimi decenni diversi papi hanno cercato inutilmente una riconciliazione con la Fraternità. Nel 2009 Benedetto XVI decise persino di revocare la scomunica ai quattro vescovi consacrati nel 1988. Uno di loro di nome Richard Williamson dichiarò poi apertamente che i nazisti non avevano usato le camere a gas durante l'Olocausto. Per questo motivo è stato processato e condannato da un tribunale tedesco, mentre la Fraternità lo espulse.
Nonostante gli appelli del Vaticano, per ora i preparativi per la cerimonia proseguono. Un sito dedicato descrive in dettaglio i quattro giorni di eventi legati alle consacrazioni, compresa la vendita di una confezione ricordo da quattro bottiglie di vino al prezzo di 75 franchi svizzeri. Il 16 giugno, parlando con i giornalisti, Leone XIV si era detto aperto al dialogo, ma consapevole dei limiti imposti dalle consacrazioni imminenti. "Se faranno questa scelta, mi dispiace, ma dovremo andare avanti", aveva dichiarato.