Colloqui segreti a L'Avana tra Stati Uniti e Cuba mentre Trump aumenta la pressione

Una delegazione di alto livello del Dipartimento di Stato ha incontrato funzionari cubani sull'isola. Washington chiede riforme economiche, liberazione dei prigionieri politici e apertura a Starlink di Musk.

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Colloqui segreti a L'Avana tra Stati Uniti e Cuba mentre Trump aumenta la pressione
COP28 / Mahmoud Khaled

Una delegazione di alto livello del Dipartimento di Stato americano ha incontrato nelle scorse settimane funzionari del governo cubano a L'Avana, in uno dei contatti diplomatici più significativi tra i due paesi dell'ultimo decennio. L'incontro è avvenuto mentre l'amministrazione del presidente Donald Trump intensifica la pressione economica sull'isola e ventila l'ipotesi di un intervento militare. La notizia, anticipata dal sito americano Axios, è stata confermata dal governo cubano attraverso il quotidiano di Stato Granma.

Alejandro Garcia del Toro, vicedirettore generale per le relazioni con gli Stati Uniti del ministero degli Esteri cubano, ha riferito al giornale che la delegazione americana era composta da sottosegretari di Stato, mentre quella cubana includeva funzionari a livello di viceministri degli Esteri. Il diplomatico ha definito lo scambio rispettoso e professionale, smentendo la versione di alcuni media americani secondo cui Washington avrebbe imposto ultimatum o scadenze perentorie. Garcia del Toro ha anche sottolineato che la priorità assoluta per la delegazione cubana è stata ottenere la fine del blocco energetico imposto da tre mesi dagli Stati Uniti, definendolo una punizione ingiustificata per l'intera popolazione cubana e un ricatto globale contro gli Stati sovrani che intendono esportare combustibile a Cuba.

Secondo quanto riportato da Axios, i funzionari americani hanno incontrato il 10 aprile a L'Avana diversi responsabili cubani, tra cui Raul Guillermo Rodriguez Castro, nipote dell'ex leader Raul Castro. Pur non avendo incarichi ufficiali di governo, il nipote ricopre il ruolo di capo della sicurezza del nonno ed era già stato citato da media americani come interlocutore di funzionari vicini al segretario di Stato Marco Rubio in precedenti conversazioni riservate. Un funzionario del Dipartimento di Stato ha dichiarato a CNN che si tratta della prima volta che un aereo del governo americano atterra a Cuba dal 2016, anno della visita dell'allora presidente Barack Obama, escludendo gli scali alla base di Guantanamo.

Il funzionario ha riferito a CNN che la delegazione ha insistito sulla necessità per Cuba di avviare riforme economiche e di governance significative per aumentare la competitività, attrarre investimenti stranieri e consentire una crescita trainata dal settore privato. Tra le proposte sul tavolo, secondo CNN e Reuters, ci sarebbero l'introduzione a Cuba del servizio internet satellitare Starlink di Elon Musk e un meccanismo di compensazione per cittadini e aziende americane per i beni confiscati dopo la rivoluzione del 1959, misura che potrebbe trovare il favore della diaspora cubana negli Stati Uniti. Washington avrebbe inoltre chiesto la liberazione dei prigionieri politici, la fine della repressione politica e un aumento delle libertà individuali, esprimendo preoccupazione per la presenza di gruppi di intelligence, militari e terroristici stranieri operativi con il permesso del governo cubano a meno di 160 chilometri dal territorio americano.

Il contesto in cui si svolgono i colloqui è segnato da forti tensioni. Oltre all'embargo in vigore dal 1962, da gennaio l'amministrazione Trump impone restrizioni drastiche alle importazioni cubane di petrolio, aggravando la crisi energetica ed economica dell'isola. A fine marzo una petroliera battente bandiera russa è stata tuttavia autorizzata a entrare nelle acque cubane: la Casa Bianca ha motivato la decisione dicendo che i cubani devono sopravvivere, precisando che non si tratta di un cambio di politica. Il presidente americano ha più volte evocato un'azione militare contro L'Avana, richiamando quella che ha descritto come una vittoria contro Nicolás Maduro in Venezuela. In un intervento di venerdì, Trump ha affermato che a gennaio i militari americani erano entrati nel cuore della capitale venezuelana per catturare il dittatore fuorilegge Maduro e portarlo davanti alla giustizia americana, annunciando una nuova alba per Cuba.

Dal canto suo il presidente cubano Miguel Diaz-Canel ha assunto toni sempre più duri. Nel corso delle celebrazioni per il 65esimo anniversario della vittoria cubana sulla Baia dei Porci contro le forze esuli addestrate dalla Central Intelligence Agency, ha promesso di aprire il fuoco contro qualsiasi nuovo tentativo di invasione. Domenica la televisione di Stato lo ha mostrato mentre firmava, insieme ad altri funzionari, una dichiarazione in cui si impegnava a non negoziare mai i principi della rivoluzione cubana. Giovedì Mariela Castro, figlia di Raul Castro, ha dichiarato ai giornalisti che il padre partecipa alle analisi per le decisioni legate ai negoziati.

Il percorso diplomatico va avanti da mesi. Trump aveva parlato di discussioni in corso a metà gennaio, mentre Diaz-Canel ha confermato i colloqui due mesi dopo. Alla vigilia di quell'annuncio L'Avana aveva reso nota la liberazione di 51 detenuti come segnale di buona volontà verso il Vaticano, mediatore storico tra i due paesi, a cui è seguita il 4 aprile la grazia per oltre 2.000 prigionieri in occasione della settimana santa. L'organizzazione per i diritti umani Cubalex, con sede a Miami, ha però denunciato la scarsa trasparenza del processo, precisando di aver potuto confermare soltanto la liberazione di 24 prigionieri politici e che nessun detenuto per motivi politici è stato graziato. A metà marzo L'Avana ha inoltre aperto agli investimenti dei cubani residenti all'estero in numerosi settori, compresi agricoltura e banche. Il segretario di Stato Rubio, di origini cubane e storico oppositore del regime comunista, ha giudicato queste misure lontane dall'essere sufficienti, chiedendo un cambiamento economico e politico radicale.

Sul piano internazionale, i leader di Messico, Spagna e Brasile hanno espresso sabato preoccupazione per la drammatica situazione cubana, sollecitando un dialogo sincero e rispettoso. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato lunedì che non esiste alcuna giustificazione evidente per un attacco americano a Cuba, aggiungendo che la capacità di difendersi non implica il diritto di intervenire militarmente in altri Stati quando i loro sistemi politici non corrispondono a quelli auspicati da altri.

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