Trump cancella i dazi sul whisky scozzese dopo la visita di re Carlo III

Il presidente americano ha annunciato la rimozione delle tariffe del 10% sugli alcolici britannici al termine della visita di Stato dei reali, ma restano dubbi sulla portata effettiva del provvedimento.

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Trump cancella i dazi sul whisky scozzese dopo la visita di re Carlo III
Official White House Photo by Daniel Torok

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato giovedì 30 aprile la rimozione dei dazi sul whisky scozzese, motivando la decisione come un omaggio alla visita di Stato di re Carlo III e della regina Camilla alla Casa Bianca. L'annuncio chiude una controversia commerciale che durava da oltre un anno e che aveva pesantemente danneggiato uno dei settori di esportazione più importanti del Regno Unito.

"In onore del re e della regina del Regno Unito, che hanno appena lasciato la Casa Bianca e presto faranno ritorno nel loro meraviglioso Paese, rimuoverò i dazi e le restrizioni sul whisky relative alla capacità della Scozia di lavorare con il Commonwealth del Kentucky su whisky e bourbon", ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social. Il presidente ha aggiunto che i sovrani britannici "mi hanno fatto fare qualcosa che nessun altro era riuscito a ottenere, senza nemmeno chiedermelo".

Il messaggio del presidente lascia però aperti alcuni interrogativi. Non è chiaro se la rimozione delle tariffe riguardi le bottiglie di whisky importate negli Stati Uniti o soltanto le materie prime usate per la produzione di alcolici nei due Paesi, in particolare le botti di rovere. La Casa Bianca, come riferito da Associated Press, non ha risposto alle richieste di chiarimento. Il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, ha precisato in un comunicato che Washington concederà "un accesso tariffario preferenziale al whisky prodotto nel Regno Unito", senza specificare se ciò significhi un'eliminazione totale o una semplice riduzione dei dazi.

Il governo britannico, secondo quanto riferito da BBC, ha confermato che la misura si applica a tutti i dazi sul whisky, incluso quello irlandese. Interpellato dai giornalisti nello Studio Ovale, Trump ha spiegato che la rimozione punta a rilanciare il commercio di botti tra la Scozia e il Kentucky, Stato che produce quasi tutto il bourbon mondiale. Le botti, dopo essere state usate per invecchiare il bourbon, vengono rivendute ai distillatori scozzesi per maturare il loro whisky. "Ho semplicemente tolto tutte le restrizioni perché Scozia e Kentucky possano ricominciare a commerciare", ha detto il presidente, precisando di "non essere un grande bevitore". Come ricordato da Politico, la legge americana impone che il bourbon del Kentucky sia invecchiato in botti nuove di rovere tostato, che vengono poi rivendute ai produttori scozzesi.

L'amministrazione Trump aveva raggiunto nel 2025 un accordo commerciale quadro con il Regno Unito che imponeva un dazio del 10% sulla maggior parte delle merci importate dalla Gran Bretagna. Secondo la Scotch Whisky Association, dopo l'introduzione delle tariffe il volume delle esportazioni di whisky scozzese verso gli Stati Uniti era crollato del 15%. Politico riporta inoltre che le esportazioni americane di whisky sono diminuite del 19% nel 2025, secondo i dati del Distilled Spirits Council, anche se il calo è dovuto soprattutto alla perdita del mercato canadese.

Il primo ministro scozzese John Swinney ha interpretato l'annuncio come una rimozione completa dei dazi sul whisky scozzese, definendola un "successo straordinario" per il suo Paese. "Erano in gioco posti di lavoro. Milioni di sterline venivano perdute ogni mese dall'economia scozzese", ha dichiarato Swinney, che si era recato personalmente alla Casa Bianca nel settembre 2025 per chiedere l'abolizione delle tariffe. Anche un portavoce di Buckingham Palace, citato da BBC, ha trasmesso "la sincera gratitudine" del re a Trump, aggiungendo che il sovrano "alzerà un bicchiere alla premura del presidente".

Graeme Littlejohn, direttore strategico della Scotch Whisky Association, ha dichiarato a BBC Scotland News che il settore stava perdendo circa 4 milioni di sterline a settimana di esportazioni verso gli Stati Uniti, per un totale di 150 milioni di sterline nell'ultimo anno. Mark Kent, amministratore delegato della stessa associazione, ha definito a Politico l'accordo "una spinta significativa per l'industria del whisky scozzese nel nostro mercato di esportazione più importante". Chris Swonger, presidente del Distilled Spirits Council statunitense, ha interpretato anch'egli il messaggio di Trump come una cancellazione integrale del dazio del 10%, parlando in un comunicato di un "modello collaudato di scambi commerciali equi e reciproci, basato sul principio dello zero per zero".

Trump ha utilizzato più volte il settore degli alcolici come leva nelle sue minacce tariffarie. L'anno scorso aveva ipotizzato un dazio del 200% sul vino europeo, che avrebbe colpito duramente i vigneti francesi e italiani, ma la misura non è stata attuata. Diversi Paesi avevano risposto minacciando ritorsioni sul bourbon e su altri prodotti americani. Alla fine, l'amministrazione ha esentato il sughero dai dazi, un sollievo per il Portogallo, principale fornitore mondiale del materiale usato per tappare le bottiglie di vino. Secondo Politico, i rapporti tra Stati Uniti e Regno Unito si erano raffreddati dall'inizio della guerra con l'Iran, e l'annuncio sul whisky arriva come segnale di disgelo all'interno del più ampio Economic Prosperity Deal tra i due Paesi, che prevede un accesso preferenziale anche per carne bovina, prodotti farmaceutici ed etanolo.

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