Trump attacca i critici dei negoziati con l'Iran: "Non faccio accordi cattivi"

Il presidente difende su Truth Social l'intesa in via di definizione e definisce "losers" gli scettici. Tra le voci critiche i senatori repubblicani Ted Cruz e Lindsey Graham.

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Trump attacca i critici dei negoziati con l'Iran: "Non faccio accordi cattivi"
White House

Donald Trump ha attaccato i critici dei negoziati in corso con l'Iran in un messaggio pubblicato domenica 24 maggio su Truth Social, definendo "losers" chi muove obiezioni a un accordo che non è stato ancora finalizzato. "Non faccio accordi cattivi", ha scritto il presidente, sostenendo che chi commenta dovrebbe "aspettare e vedere quale sarà l'intesa prima di stroncarla". Lo stesso giorno, in un post precedente, Trump aveva descritto il rapporto fra Washington e Teheran come diventato "molto più professionale e produttivo", precisando però che l'Iran "deve capire di non poter sviluppare o procurarsi un'arma nucleare".

Il presidente contrappone il negoziato in corso a quello concluso da Barack Obama nel 2015, denunciato dallo stesso Trump nel 2018 durante il primo mandato alla Casa Bianca. "Il nostro accordo è l'esatto opposto" di quello di Obama, ha scritto sul social, accusando l'intesa precedente di aver consegnato all'Iran "enormi quantità di contanti" e una "via chiara e aperta verso un'arma nucleare". La nuova trattativa, sostiene Trump, garantirebbe invece che Teheran non abbia accesso al nucleare militare.

I termini concreti dell'accordo restano riservati. Secondo uno scoop del New York Times, l'intesa prevederebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz, il braccio di mare tra il Golfo Persico e il Golfo dell'Oman attraverso cui transita una quota rilevante del greggio mondiale. La firma non è però attesa nell'immediato: secondo quanto riferito dal giornalista Barak Ravid su Axios, restano "diversi dettagli" da chiudere e nessun annuncio era previsto per la giornata di domenica. Lo stesso Trump ha riconosciuto che l'intesa "non è ancora stata negoziata fino in fondo".

Le obiezioni più rumorose arrivano dall'interno del Partito Repubblicano. I senatori Ted Cruz, del Texas, e Lindsey Graham, della South Carolina, hanno espresso scetticismo sulla trattativa. Trump non ha citato nominalmente nessun critico, ma il bersaglio del suo affondo è apparso chiaro: chi attacca un'intesa "di cui nessuno conosce i contenuti". Il presidente ha aggiunto che a suo avviso furono proprio i predecessori alla Casa Bianca a "dover risolvere questo problema molti anni fa".

Sabato, alla vigilia dell'attacco agli scettici, il presidente aveva preannunciato che l'intesa sarebbe arrivata "a breve", dopo colloqui con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e con i leader di diversi paesi a maggioranza musulmana coinvolti nel dossier iraniano. L'accordo, ha promesso, sarà "buono e adeguato".

Trump ha aperto anche allo scenario di un ingresso dell'Iran negli Accordi di Abramo, l'intesa di normalizzazione tra Israele e alcuni paesi arabi avviata nel 2020 durante il primo mandato del presidente. "Chissà, forse anche la Repubblica Islamica dell'Iran vorrà unirsi", ha scritto su Truth Social, ringraziando "tutti i paesi del Medio Oriente" per il sostegno e la cooperazione, che a suo dire saranno "ulteriormente rafforzati" proprio dall'eventuale allargamento del perimetro degli accordi.

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