Tre uomini condannati a morte sono stati giustiziati con un'iniezione letale giovedì 13 agosto in Oklahoma, Tennessee e Alabama. Non succedeva dal 7 gennaio 2010, quando Louisiana, Ohio e Texas misero a morte tre detenuti nello stesso giorno. La coincidenza nasce dal calendario dei singoli Stati, ma arriva mentre negli Stati Uniti il numero delle esecuzioni continua a salire.
Carlos Cuesta-Rodriguez, 70 anni, è stato dichiarato morto alle 10:13 del mattino nel penitenziario di McAlester, in Oklahoma (le 17:13 in Italia). Mezz'ora dopo, alle 10:43, è toccato ad Anthony Darrell Hines, 66 anni, nel Tennessee. In Alabama Jeremy Williams, 42 anni, è stato dichiarato morto alle 18:16 (l'una e sedici del mattino in Italia).
Dall'inizio del 2026 negli Stati Uniti sono state eseguite 22 condanne a morte e ne sono in programma quasi altre dieci. Nel 2025 gli Stati che hanno applicato la pena capitale sono stati undici, per un totale di 47 esecuzioni, il livello più alto dal 2009. L'anno prima erano state 25 e nel 2021 poco più di un quarto di quelle del 2025.
Dodici delle 22 esecuzioni di quest'anno sono state fatte in Florida, più di tutti gli altri Stati messi insieme. A luglio la Florida ha giustiziato due uomini nello stesso giorno e dall'inizio del 2025 ha messo a morte 31 detenuti. Le 19 esecuzioni del 2025 sono un record per un governatore della Florida da quando la pena di morte è stata reintrodotta negli Stati Uniti, nel 1976.
Il governatore repubblicano Ron DeSantis, che lascia l'incarico a gennaio, è per gli esperti la ragione principale di questi numeri. "È lui il motivo per cui vediamo un numero record di esecuzioni. È lui il motivo per cui la Florida è un'anomalia rispetto al resto degli Stati Uniti", ha detto alla BBC Robin Maher, a capo del Death Penalty Information Center, il centro americano che raccoglie dati e ricerche sulla pena capitale senza prendere posizione sul merito. DeSantis ha difeso la pena di morte definendola un "forte deterrente" contro il crimine e "una punizione appropriata per i peggiori criminali".
Nel 2023 la Florida ha abbassato la soglia necessaria per mandare a morte un imputato. Prima serviva il voto di tutti e dodici i giurati, adesso ne bastano otto. Il reato di violenza sessuale su un minore di dodici anni è diventato punibile con la pena capitale. Il governatore della Florida ha inoltre un potere che quasi nessun altro ha, cioè firmare da solo l'ordine di esecuzione per i detenuti che hanno esaurito i ricorsi, senza il via libera di un giudice. Un meccanismo simile esiste in Pennsylvania, dove però non si esegue una condanna a morte dal 1999.
Il presidente Donald Trump è da tempo un sostenitore della pena capitale, che ha definito uno "strumento essenziale per dissuadere e punire chi commette i crimini più efferati e atti di violenza letale contro i cittadini americani". Nel 2020, durante il primo mandato, ha interrotto una moratoria sulle esecuzioni federali che durava da quasi vent'anni e ha ordinato tredici esecuzioni in sei mesi. Joe Biden ha poi ripristinato la moratoria e Trump l'ha cancellata di nuovo con un ordine esecutivo firmato il primo giorno del secondo mandato, nel gennaio 2025. Da allora nessuna esecuzione federale è stata portata a termine.
Negli Stati Uniti possono mandare a morte un condannato sia il governo federale sia i singoli Stati, davanti ai cui tribunali si celebra la gran parte dei processi per omicidio. Il Dipartimento di Giustizia ha ampliato i metodi ammessi, aggiungendo la fucilazione e reintroducendo l'iniezione letale. Ad aprile ha detto di aver accelerato anche le procedure interne per i casi di pena capitale. L'ordine esecutivo di Trump invita gli Stati a chiedere la pena di morte per i reati federali in cui viene ucciso un agente delle forze dell'ordine e incarica il ministro della Giustizia di assicurare loro una fornitura sufficiente dei farmaci per le iniezioni.
Gli effetti di queste scelte si vedranno solo tra diversi anni, ha detto alla BBC Justin Mazzola, vice responsabile della ricerca di Amnesty International USA, che è contraria alla pena di morte. I processi durano a lungo e alla condanna seguono i ricorsi previsti dalla legge.
Le case farmaceutiche si oppongono all'uso dei loro prodotti per le esecuzioni e questo ha creato una carenza dei farmaci necessari alle iniezioni letali. Nel 2025 la South Carolina ha cominciato per questo a giustiziare i detenuti con la fucilazione.
Circa il 3% delle esecuzioni statunitensi tra il 1890 e il 2010 non è andato come previsto, secondo le stime del Death Penalty Information Center. L'iniezione letale è il metodo con la percentuale più alta di fallimenti. Nel 2022 più di un terzo delle esecuzioni è andato male o è stato molto problematico.
A maggio le autorità del Tennessee hanno provato per più di un'ora a iniettare i farmaci a Tony Von Carruthers, nel braccio della morte da decenni, senza riuscirci. Secondo le testimonianze raccolte il sangue gli colava sul petto e lui ha ripetuto al personale del carcere di provare dolore. Il governatore Bill Lee gli ha concesso un rinvio di un anno, ma ha negato che l'esecuzione fosse fallita. Il medico, ha detto, semplicemente non è riuscito ad accedere a una vena.
Hines aveva fatto ricorso al governatore e ai tribunali proprio contro quel medico, sostenendo che non fosse qualificato e che avrebbe probabilmente sbagliato anche con lui, ma il ricorso è stato respinto. Era stato condannato per l'omicidio di Catherine Jean Jenkins, 54 anni, uccisa a coltellate nel 1985 mentre lavorava come cameriera in un motel di Kingston Springs. Quando gli è stato chiesto se avesse qualcosa da dire ha risposto "non adesso, grazie", poi ha aggiunto "salutate mio figlio". Il figlio ha assistito all'esecuzione: aveva ritrovato il padre quattro giorni prima, dopo non averlo più visto da quando aveva tre anni. Pochi minuti dopo l'apertura della tenda della camera della morte Hines ha chiesto alla sua assistente spirituale "quanto tempo ho?" e poco dopo i testimoni hanno sentito lamenti e respiro pesante.
Cuesta-Rodriguez è stato il terzo detenuto giustiziato quest'anno in Oklahoma. Nel 2003 aveva ucciso a colpi di pistola la sua compagna, Olimpia Fisher, 43 anni, nella casa in cui vivevano a Oklahoma City: la donna voleva lasciarlo, lui le ha sparato in un occhio e ha aspettato circa otto minuti mentre lei urlava chiedendo aiuto, prima di spararle il colpo mortale nell'altro occhio. Aveva detto di essersi pentito e aveva comunicato alla commissione competente di non volere la grazia. I suoi avvocati sostenevano che avesse avuto un'infanzia difficile a Cuba e che soffrisse di danni cerebrali e di disturbo da stress post-traumatico. Prima di morire ha girato la testa verso i due parenti presenti e ha mosso le labbra per dire che li amava, senza pronunciare ultime parole. Il respiro è stato affannoso per diversi minuti.
Williams si era dichiarato colpevole dello stupro e dell'omicidio di Kamarie Holland, una bambina di cinque anni della Georgia, nel 2021. Aveva rinunciato ai ricorsi e aveva chiesto per lettera alla procura generale dell'Alabama una data ravvicinata, perché la famiglia della vittima potesse avere "una qualche forma di chiusura". Secondo l'accusa aveva offerto 2.500 dollari alla madre della bambina per abusare di lei, l'aveva violentata e strangolata e aveva filmato l'aggressione. La madre sta scontando vent'anni di carcere per traffico sessuale. Williams era anche sospettato della morte della figlia neonata in Alaska nel 2005, ma è stato incriminato solo nel 2022.
Sulla lettiga Williams ha detto "voglio ringraziare Dio per avermi perdonato i miei peccati, così da poterlo incontrare in pace". "La natura indicibile di questo crimine è esattamente il motivo per cui abbiamo una legge sulla pena di morte", ha commentato in una nota Kay Ivey, che governa l'Alabama e aveva già escluso la grazia. Il procuratore distrettuale della contea di Russell, Richard Chancey, ha ricordato in conferenza stampa le ultime parole del condannato e ha detto che "quella bambina non è morta in pace". Per lo sceriffo della contea, Heath Taylor, Williams ha chiesto un'esecuzione rapida perché temeva il trattamento che avrebbe subito in carcere: "Secondo me non voleva doversi guardare le spalle per trent'anni".
Era la prima esecuzione dell'anno in Alabama. Un'altra, con il gas azoto, era stata bloccata a giugno da un giudice federale che ha dichiarato incostituzionale quel metodo.
Solo il 52% degli americani considera la pena di morte moralmente accettabile, il dato più basso dagli anni Settanta secondo un sondaggio Gallup. La maggioranza resta favorevole, ma il consenso si sta assottigliando.
Negli anni Novanta le giurie americane emettevano più di 300 condanne a morte all'anno, nel 2025 ne hanno emesse 23. "Sono cittadini comuni che giudicano persone accusate dei crimini peggiori e decidono quale pena sia adeguata", ha detto alla BBC Maher. "Dicono sempre più spesso che la condanna a morte non è la risposta giusta".
La pena di morte è stata abolita in 23 dei 50 Stati americani e in altri tre è in vigore una moratoria. "È l'opposto di una soluzione politica facile ed economica", ha detto alla BBC Maya Foa, a capo di Reprieve US, un'organizzazione legale internazionale contraria alla pena capitale.
