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La Corte Suprema autorizza i controlli sulla cittadinanza degli elettori, ma per le midterm cambierà poco
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Giustizia 4 min di lettura

La Corte Suprema autorizza i controlli sulla cittadinanza degli elettori, ma per le midterm cambierà poco

Gli Stati potranno usare il database federale SAVE, ma la legge vieta le cancellazioni di massa nei 90 giorni prima del voto. In Texas il sistema aveva scambiato per stranieri almeno 578 cittadini.

La Corte Suprema ha autorizzato l'amministrazione Trump a usare un database federale ampliato, chiamato SAVE, per verificare la cittadinanza degli iscritti alle liste elettorali. Con la decisione di venerdì 25 settembre gli Stati potranno servirsene per cancellare dalle liste chi non ha diritto di voto. È una vittoria per la Casa Bianca, che da tempo sostiene senza prove che il voto illegale dei non cittadini sia molto diffuso. Secondo gli esperti di diritto elettorale, però, l'effetto sulle elezioni di metà mandato del 3 novembre sarà limitato.

I sei giudici conservatori hanno votato a favore, i tre progressisti contro. La maggioranza ha stabilito che una legge federale del 1996 autorizza espressamente il dipartimento per la Sicurezza interna, il ministero americano che si occupa anche di immigrazione, a richiedere e ricevere informazioni sulla cittadinanza delle persone. La decisione è però provvisoria: è un'ordinanza d'urgenza, non firmata da un singolo giudice, che non chiude in via definitiva la questione della legalità del sistema. Arriva meno di due settimane dopo che la stessa Corte aveva respinto un'altra richiesta del governo, che puntava a regole più rigide sul voto per posta alle midterm.

SAVE, acronimo di Systematic Alien Verification for Entitlements, è un sistema online usato per anni soprattutto per verificare lo status migratorio di chi chiedeva alcuni sussidi pubblici o alcune licenze. Con un ordine esecutivo firmato nel marzo 2025, il presidente Donald Trump ha chiesto a diverse agenzie federali di far confluire i propri dati nel sistema e ha invitato i funzionari statali e locali a usarlo per controllare la cittadinanza e lo status migratorio degli elettori iscritti. L'uso di SAVE resta comunque facoltativo per gli Stati.

Diversi Stati governati dai repubblicani hanno già usato SAVE per confrontare questi dati con le proprie liste elettorali e hanno rimosso i possibili "non cittadini". Secondo chi si oppone a questi controlli, i repubblicani sono meno interessati alla regolarità del voto che a colpire gruppi di elettori più propensi a votare per i democratici. I casi documentati di voto da parte di non cittadini, che è illegale, sono rarissimi. Il presidente e i suoi alleati lo descrivono invece come un fenomeno diffuso, all'interno di un più ampio tentativo di seminare dubbi sulle elezioni.

Una legge federale vieta agli Stati di fare modifiche su larga scala alle liste elettorali nei 90 giorni che precedono le elezioni, il cosiddetto quiet period. La norma serve a evitare il caos dell'ultimo minuto e, con il voto fissato per il 3 novembre, è già in vigore. "Penso che avrà un impatto molto limitato sulle midterm", ha detto al New York Times Derek T. Muller, professore di diritto all'Università di Notre Dame ed esperto di legge elettorale. "Gli Stati hanno pochissimo margine per fare granché prima delle elezioni". Sulla stessa linea è David Becker, direttore del Center for Election Innovation & Research, un'organizzazione apartitica di Washington che si occupa di sicurezza elettorale: "Questa decisione non avrà alcun impatto significativo sulle elezioni del 2026".

Nelle prossime settimane, secondo Muller, alcuni Stati potrebbero comunque usare il database per controllare singoli elettori su cui hanno sospetti specifici, anche se non potranno servirsene per cancellazioni di massa. "Lo useranno per valutare caso per caso se alcune persone non sono cittadine", ha spiegato. Anche Richard Hasen, professore di diritto all'Università della California a Los Angeles, ha scritto sul suo blog che la maggioranza e i giudici contrari concordano sul fatto che la decisione avrà un "impatto limitato" sulle midterm. Hasen ha però aggiunto che alcuni "Stati audaci" potrebbero tentare "cancellazioni di massa di presunti non cittadini", per vedere se la Corte Suprema lo consentirebbe.

La giudice Ketanji Brown Jackson, autrice del parere contrario sottoscritto anche da Sonia Sotomayor ed Elena Kagan, ha riconosciuto che "se c'è un lato positivo" nella decisione è che "probabilmente avrà un impatto minimo nel breve periodo". Jackson ha però avvertito che alcuni Stati potrebbero cancellare dalle liste elettori diventati cittadini americani da poco o chiedere loro di dimostrare la cittadinanza prima di votare. "Il danno causato dall'ostacolare o dal privare del diritto di voto anche solo pochi elettori legittimi supera il danno inesistente che il governo subisce quando gli si impedisce di compiere un'azione che probabilmente non ha l'autorità di compiere", ha scritto.

Le organizzazioni per il diritto di voto che hanno fatto ricorso sostengono che il sistema può scambiare per non cittadini alcuni elettori americani, soprattutto chi ha ottenuto la cittadinanza da poco. Alla Corte hanno segnalato errori riscontrati in diverse amministrazioni locali, ma il tasso di errore del nuovo sistema a livello nazionale non è noto. In Texas, nell'ottobre del 2025, l'ufficio del segretario di Stato, la carica che in molti Stati americani si occupa delle elezioni, aveva annunciato di aver individuato 2.724 possibili non cittadini iscritti alle liste, dopo aver controllato con SAVE tutti gli oltre 18 milioni di elettori dello Stato. I funzionari delle contee hanno presto scoperto che molte delle persone segnalate erano cittadini americani. Quasi un anno dopo lo stesso ufficio ha riconosciuto che almeno 578 di loro (circa il 20 per cento) avevano la cittadinanza. L'ufficio ha trasmesso 117 nomi al procuratore generale dello Stato per ulteriori indagini su possibili casi di voto illegale.

In Missouri, nel dicembre del 2025, 70 funzionari di contea responsabili delle elezioni hanno firmato una lettera ai vertici della Camera e del Senato statali in cui definivano il sistema difettoso. Secondo la lettera, SAVE segnalava regolarmente "persone che sappiamo essere cittadini americani: i nostri vicini, i nostri colleghi e perfino elettori che abbiamo iscritto di persona alle cerimonie di naturalizzazione", quelle in cui gli immigrati diventano cittadini. Nella contea di St. Louis, su circa 690 persone segnalate dal sistema, intorno al 35 per cento si era iscritto alle liste proprio durante una di queste cerimonie. Lo ha detto nei mesi scorsi Rick Stream, il responsabile delle elezioni della contea, che è repubblicano.

Iowa, Minnesota e Michigan non cambieranno il loro approccio dopo la decisione. L'Iowa usa già SAVE e non è toccato dall'ordinanza perché aveva partecipato con altri Stati a una causa precedente, ha fatto sapere una portavoce del segretario di Stato Paul Pate. In Minnesota il segretario di Stato Steve Simon ha detto in un comunicato che la decisione non avrà effetti sulle elezioni, anche perché la legge statale non consente di usare il programma: "Gli abitanti del Minnesota possono stare tranquilli sapendo che il loro diritto di voto non sarà ostacolato da questo progetto difettoso". Il Michigan usava già SAVE in modo limitato e continuerà a farlo. Come la Georgia, lo impiega come uno dei passaggi di una verifica in più fasi, senza affidarsi soltanto al sistema. "Non cancelleremmo l'iscrizione di un elettore solo perché SAVE indica che non è cittadino", ha detto al New York Times Angela Benander, portavoce della segretaria di Stato Jocelyn Benson. "È un indizio, ma non è la fine dell'indagine".

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