Vi spieghiamo l’America di oggi con i numeri di domani.
Un giudice condanna l'ICE per le celle di Manhattan: condizioni "disumane e incostituzionali"
U.S. Immigration and Customs Enforcement, 2020, Flickr, Public Domain Mark 1.0
Giustizia 2 min di lettura

Un giudice condanna l'ICE per le celle di Manhattan: condizioni "disumane e incostituzionali"

Il giudice federale Lewis Kaplan ha emesso un'ingiunzione permanente che fissa condizioni minime di spazi, temperatura, pasti e cure mediche nelle celle di 26 Federal Plaza. Secondo la sentenza l'agenzia federale ha ignorato gli ordini precedenti e ha anche ingannato la corte.

Il giudice federale Lewis A. Kaplan ha definito "disumane e incostituzionali" le condizioni in cui l'agenzia per l'immigrazione ICE ha trattenuto le persone nelle celle di 26 Federal Plaza, a Manhattan. Con una sentenza del 24 settembre ha imposto regole permanenti per la struttura. La causa, Barco Mercado v. Mullin, è stata promossa da Sergio Alberto Barco Mercado, che è stato detenuto lì nell'agosto 2025, con il sostegno dell'ACLU, della sua sezione di New York e di Make the Road New York. La decisione si applica a tutte le persone attualmente trattenute dall'ICE nell'edificio e a quelle che vi saranno trattenute in futuro.

Le celle erano progettate per soste di non più di 12 ore. L'ICE vi ha invece detenuto persone per giorni o settimane: durante il processo è emerso che alcune sono rimaste oltre 20 giorni e una persino più di 30. Secondo Kaplan, il sovraffollamento e la durata delle detenzioni hanno privato le persone del sonno, di condizioni igieniche dignitose, di cibo e acqua sufficienti e persino di cure mediche adeguate. Anche l'accesso a un avvocato era fortemente limitato: le telefonate duravano pochi minuti e spesso avvenivano a portata d'orecchio del personale. Il giudice ha inoltre accusato l'ICE di aver violato ripetutamente i precedenti limiti di capienza e di aver fornito alla corte informazioni fuorvianti sul loro rispetto.

Le nuove regole e la risposta dell'Amministrazione Trump

L'ingiunzione impone almeno 4,6 metri quadrati di superficie utile per detenuto, escludendo lo spazio entro circa 2,4 metri dai servizi igienici. Prescrive inoltre una temperatura tra 20 e 23 °C, tre pasti al giorno accompagnati da acqua in bottiglia, prodotti per l'igiene e, per chi trascorre la notte in cella, un materassino o materasso pulito, un cuscino e una coperta. Un operatore sanitario abilitato dovrà essere sempre presente; i detenuti dovranno ricevere un primo controllo medico e poter telefonare gratuitamente e in riservatezza a un avvocato.

Il Dipartimento della Sicurezza interna ha dichiarato ad Axios che le persone restano a 26 Federal Plaza solo per il tempo necessario alla registrazione e al trasferimento in altre strutture. Ha assicurato che la loro sicurezza e il loro benessere sono una priorità, aggiungendo che l'ICE sta cercando di ridurre il sovraffollamento trasferendo i detenuti dove ci sono altri posti disponibili. Un portavoce ha poi sostenuto che "stare in detenzione è una scelta", richiamando la possibilità di lasciare volontariamente gli Stati Uniti tramite l'app CBP Home. Per Harold Solis, codirettore legale di Make the Road New York, la sentenza ricorda invece che "la Costituzione esige di meglio che questo".

Kaplan ha osservato che 26 Federal Plaza non è un caso isolato: altre strutture dell'ICE sono al centro di cause analoghe. La decisione arriva mentre l'Amministrazione Trump sostiene la detenzione di quasi tutte le persone arrestate perché prive di uno status migratorio regolare, anche durante procedimenti di espulsione che possono durare a lungo. Più di 300 giudici hanno finora respinto questa politica di detenzione obbligatoria, molti dei quali ritenendola illegale o incostituzionale.

Condividi
Redazione
Autore

Redazione

Seguici anche sui social

Le notizie più importanti dagli Stati Uniti, ogni giorno.