Spacex si quota in borsa a 1.770 miliardi di dollari

Con un prezzo di 135 dollari per azione, l'azienda di Elon Musk raccoglie 75 miliardi in un'operazione che batte ogni record e allarga il divario tra Wall Street e le borse europee

Share
Spacex si quota in borsa a 1.770 miliardi di dollari
Photo by SpaceX / Unsplash

SpaceX ha fissato a 135 dollari il prezzo delle sue azioni in vista dell'introduzione in Borsa del 12 giugno sul Nasdaq, un'operazione che porterà la valutazione dell'azienda di Elon Musk 1.770 miliardi di dollari e la renderà la più grande IPO (Offerta pubblica iniziale) mai realizzata. L'azienda aerospaziale e di intelligenza artificiale raccoglierà circa 75 miliardi di dollari vendendo 555,6 milioni di azioni, più del doppio dei 29 miliardi raccolti da Saudi Aramco nel 2019, che deteneva il record con una valutazione di 1.700 miliardi. Matthew Kennedy, strategist di Renaissance Capital, ha calcolato per il New York Times che la somma equivale a “più di tutte le IPO americane messe insieme negli ultimi due anni”.

A questa valutazione corrisponde un potere quasi assoluto di Musk sull'azienda. Il fondatore di SpaceX manterrà oltre l'82% dei diritti di voto grazie a una classe di azioni a voto plurimo, una struttura che gli permetterà di essere allo stesso tempo presidente, amministratore delegato e direttore tecnico senza poter essere rimosso da nessuna di queste cariche se non per sua stessa decisione. I maggiori fondi pensione dello Stato di New York e della California hanno espresso “forti preoccupazioni per la struttura di governance radicale”. Anche il fondo pensioni danese Akademiker ha deciso di non partecipare all'operazione: il suo direttore, Anders Schelde, ha detto che “SpaceX è gravemente sopravvalutato”.

La valutazione di SpaceX non ha molto a che fare con i suoi fondamentali economici. L'azienda ha registrato ricavi per 18,7 miliardi di dollari nel 2025, in crescita del 33% rispetto all'anno precedente, ma ha perso 4,9 miliardi a causa delle forti spese in intelligenza artificiale, dopo un utile di 791 milioni nel 2024. Il rapporto tra valutazione e ricavi è di quasi cento volte, un multiplo senza precedenti a Wall Street. Per fare un confronto, Tesla, l'altra azienda di Musk, è valutata circa sedici volte il suo fatturato annuo. “A questo prezzo non comprate un'azienda, comprate un sogno”, ha detto Frank Curzio, che conduce uno dei podcast finanziari più ascoltati negli Stati Uniti.

L'operazione è un affare anche per le banche. SpaceX ne ha scelte una ventina per collocare le azioni presso gli investitori: la capofila è Goldman Sachs, seguita da Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup e JPMorgan Chase, come riportato dalla CNBC. Anche la francese Société Générale partecipa al consorzio. Le banche ricevono in genere tra il 4 e il 7% delle somme raccolte in un'IPO: in operazioni di queste dimensioni la percentuale è più bassa, ma secondo diversi operatori di mercato la commissione complessiva supererà comunque il miliardo di dollari.

SpaceX ha deciso di riservare agli investitori individuali una quota insolitamente alta delle azioni, fino al 25-30% del totale, molto più del 5-10% tipico delle grandi IPO. Secondo quanto riportato dal Guardian, nel Regno Unito alcune piattaforme come AJ Bell e Hargreaves Lansdown offrono già ai loro clienti la possibilità di prenotare i titoli. Negli Stati Uniti, Fidelity permette di partecipare con un minimo di 2.000 dollari sul conto, una soglia più bassa del solito proprio per l'ampia disponibilità di titoli. La domanda è attesa molto superiore all'offerta e le azioni saranno assegnate con ogni probabilità con un sistema a lotteria. Un vincolo importante: chi vende le azioni entro quindici giorni dal debutto in Borsa rischia di essere escluso dalle prossime IPO offerte da Fidelity per sei mesi e in caso di recidiva fino al blocco permanente.

L'IPO di SpaceX è solo la prima di una serie di debutti colossali. Anche OpenAI e Anthropic, le due aziende leader nell'intelligenza artificiale, stanno preparando la quotazione a Wall Street. Anthropic ha depositato lunedì la richiesta confidenziale di IPO presso la SEC, mentre OpenAI dovrebbe farlo nelle prossime settimane. Le tre società insieme potrebbero raccogliere 240 miliardi di dollari nel 2026, un volume che farebbe di quest'anno il migliore di sempre per la Borsa americana, superando il record di 156 miliardi del 2021. “Una capitalizzazione da mille miliardi di dollari per un'azienda che si quota in Borsa era inconcepibile fino a poco tempo fa: ora sembra normale”, ha detto Nicolas Owens, analista di Morningstar.

Questo concentrarsi di capitali su una manciata di colossi tecnologici americani è un problema per l'Europa. Wall Street raccoglie già la maggior parte delle nuove quotazioni mondiali: nel 2025 le aziende hanno raccolto 45 miliardi di dollari sulle Borse americane, quasi il triplo di quanto raccolto su tutte le piazze europee messe insieme. Il 60% delle società che si sono quotate di recente a Wall Street sono straniere. Le francesi Pasqal, attiva nel calcolo quantistico, e Newcleo, nel nucleare, hanno già annunciato l'intenzione di quotarsi sul Nasdaq nei prossimi mesi. Una quotazione a New York può garantire una valutazione fino al doppio rispetto a quella che si otterrebbe in Europa. Senza un'unione dei mercati dei capitali, il Vecchio Continente continua a esportare i propri risparmi per finanziare l'egemonia tecnologica americana, rafforzando le proprie dipendenze.

Focus America non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.