Vi spieghiamo l’America di oggi con i numeri di domani.
Perché la benzina scende più lentamente del petrolio
I prezzi della benzina esposti in una stazione di servizio a Chula Vista, in California, il 17 settembre 2026. Credito: Bnuuy / Wikimedia Commons — CC0 1.0.
Economia 26 min di lettura

Perché la benzina scende più lentamente del petrolio

Un’analisi della Fed di St. Louis spiega l’asimmetria dei prezzi alla pompa di benzina. Negli Stati Uniti, la nuova risalita del greggio ha riportato la benzina vicino ai massimi dell’anno.

Quando il petrolio rincara, la benzina sale in fretta. Quando il greggio cala, il prezzo alla pompa scende molto più lentamente. La guerra tra Stati Uniti e Iran ne ha offerto un esempio, secondo un’analisi pubblicata ad agosto dalla Federal Reserve Bank di St. Louis. Gli autori, Michael T. Owyang e Brooke Hathhorn, stimano che, se il petrolio fosse tornato ai livelli precedenti al conflitto entro il 20 luglio e vi fosse rimasto, la benzina avrebbe impiegato circa 6 mesi per avvicinarsi a meno di 25 centesimi dal prezzo iniziale.

La guerra è cominciata il 28 febbraio. Il giorno prima, un barile di West Texas Intermediate, il greggio di riferimento quotato a Cushing, in Oklahoma, costava 66,96 dollari. Una settimana dopo, il 6 marzo, ne costava già 90,77. Anche la benzina ha cominciato a rincarare: il prezzo medio statunitense era di 2,94 dollari al gallone il 23 febbraio, era salito a 3,02 dollari una settimana dopo e aveva superato i 3,50 dollari la settimana successiva. Un gallone equivale a circa 3,8 litri.

Nei tre mesi successivi entrambi i prezzi hanno continuato a salire, anche se il greggio ha oscillato molto più della benzina. Il petrolio ha raggiunto 114,58 dollari al barile il 7 aprile, mentre la benzina ha toccato un massimo settimanale di 4,50 dollari al gallone l’11 maggio nella analisi condotta dai due.

Guerra e carburanti
Quando il petrolio scende, la benzina resta cara
Con la guerra tra Stati Uniti e Iran la benzina è rincarata in poche settimane. A luglio il greggio era tornato quasi al prezzo di febbraio, ma alla pompa si pagava ancora il 29% in più. Gli economisti lo chiamano effetto «razzo e piuma»: i prezzi salgono in fretta e scendono piano.
Prima della guerra: greggio a 66,96 dollari al barile (27 febbraio), benzina a 2,94 dollari al gallone (23 febbraio).
I picchi: il greggio tocca 114,58 dollari il 7 aprile, la benzina 4,50 dollari l’11 maggio.
6 luglio: il greggio torna a 69,60 dollari (+4%), la benzina costa ancora 3,78 dollari (+29%).
21 settembre: la benzina è a 4,48 dollari al gallone.
Trascina il cursore: il barile segue il greggio, la pompa segue la benzina
Greggio WTIdollari al barile
 
Benzinadollari al gallone
 
La linea tratteggiata indica il prezzo prima della guerra; i livelli sono in proporzione. Greggio: prezzo giornaliero. Benzina: media degli Stati Uniti, rilevata ogni lunedì.
Indice: prezzo prima della guerra = 100
A luglio il greggio era tornato quasi al punto di partenza, la benzina no
Tocca il grafico o passaci sopra con il mouse per leggere i prezzi giorno per giorno.
Greggio WTIBenzinaDistensione (3 giugno – 6 luglio)
Cosa si paga alla pompa
Il greggio vale circa metà del prezzo della benzina
Composizione del prezzo medio di un gallone di benzina normale nel 2025 (3,10 dollari). Raffinazione, distribuzione e tasse non seguono il petrolio passo per passo.
La regola dei 2,4 centesimi
La regola prevedeva 6 centesimi in più al gallone. Alla pompa erano 84
Per l’EIA ogni dollaro in più al barile aggiunge circa 2,4 centesimi al gallone, perché un barile contiene 42 galloni. Tra il 27 febbraio e il 6 luglio il greggio è salito di 2,64 dollari.
Confronto indicativo: la regola non tiene conto della stagione e della formulazione della benzina, che cambiano il rapporto. Benzina: variazione tra il 23 febbraio e il 6 luglio.
Sale come un razzo, scende come una piuma
Alla benzina sono bastate cinque settimane per salire. Per scendere ne servirebbero circa ventisei
Scenario ipotetico del modello di Michael T. Owyang e Brooke Hathhorn (Fed di St. Louis), stimato sui dati dal 21 gennaio 1991 al 7 luglio 2026. Gli autori precisano che non è una previsione.
Perché il prezzo scende piano
I distributori
Dopo un rincaro del petrolio alzano subito i prezzi per difendere i margini, poi li abbassano con calma. Uno studio del 1997 lo ha documentato.
Le raffinerie
Se l’offerta è a rischio, alzano i prezzi per frenare la domanda ed evitare carenze. È successo con l’uragano Katrina nel 2005.
Fonte: EIA (benzina, media degli Stati Uniti al 21 settembre 2026; greggio WTI al 15 settembre; composizione del prezzo nel 2025); Federal Reserve Bank of St. Louis, Owyang e Hathhorn, 11 agosto 2026.
Un gallone equivale a circa 3,8 litri; un barile contiene 42 galloni.

Perché il prezzo alla pompa scende più lentamente

Dopo l’annuncio del cessate il fuoco tra Libano e Israele, il 3 giugno, e l’accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto, il 17 giugno, il petrolio è sceso da 99,76 dollari al barile il 3 giugno a 69,60 dollari il 6 luglio: quasi al livello precedente alla guerra. Ma quel giorno la benzina costava ancora 3,78 dollari al gallone, ben più che a febbraio. Le ostilità sono poi riprese e il greggio è tornato a salire.

Perché questa differenza? Il prezzo alla pompa di benzina comprende 4 voci principali: greggio, raffinazione, tasse e trasporto. Secondo la Energy Information Administration, il petrolio incide per circa metà del prezzo della benzina, con differenze tra le varie zone del Paese. Anche le altre componenti possono cambiare: per questo benzina e greggio tendono a muoversi nella stessa direzione, ma non nella stessa misura.

Una regola empirica dell’agenzia stima una variazione di circa 2,4 centesimi al gallone per ogni dollaro di variazione del prezzo del barile. Il rapporto, però, cambia nel tempo, anche in base alla stagione e alla formulazione della benzina. Cambia soprattutto a seconda che il petrolio salga o scenda.

Per misurare questa differenza, Owyang e Hathhorn hanno applicato ai dati dal 21 gennaio 1991 al 7 luglio 2026 un modello che mette in relazione il prezzo del greggio con quello della benzina. Il risultato suggerisce che la benzina si adegua più rapidamente ai rincari del petrolio che ai ribassi.

Tra le possibili spiegazioni, gli autori indicano il potere di mercato dei distributori. Uno studio del 1997 ha rilevato che, dopo un rincaro del petrolio, i rivenditori alzano i prezzi per proteggere i margini, ma li riducono più lentamente quando il greggio scende. Possono incidere anche le interruzioni della filiera: se l’offerta è a rischio, le raffinerie possono aumentare i prezzi per contenere la domanda ed evitare carenze, come avvenne durante l’uragano Katrina nel 2005.

Dalla pubblicazione dell’analisi, l’instabilità nello Stretto di Hormuz ha riportato il greggio intorno ai 100 dollari al barile. Anche il gasolio ha raggiunto livelli record. Secondo i dati giornalieri dell’American Automobile Association, il 21 settembre la media nazionale del prezzo della benzina aveva raggiunto quota 4,48 dollari al gallone, vicina ai 4,56 dollari registrati il 21 maggio.

Condividi
Daniele John Angrisani
Autore

Daniele John Angrisani

Fondatore di Focus America, ex Elezioni USA. "First they ignore you. Then they laugh at you. Then they fight you. Then you win."

Seguici anche sui social

Le notizie più importanti dagli Stati Uniti, ogni giorno.