Ocasio-Cortez cerca consensi oltre la sinistra per il 2028

La deputata di New York, 36 anni, non ha ancora deciso se puntare alla Casa Bianca, al Senato o alla Camera, ma lavora per allargare il consenso e non restare soltanto una voce di protesta.

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Ocasio-Cortez cerca consensi oltre la sinistra per il 2028
Gage Skidmore

Alexandria Ocasio-Cortez, 36 anni, sta preparando il terreno per una possibile candidatura alla presidenza nel 2028, ma resta indecisa sul da farsi. A riportarlo è la CNN. La deputata di New York potrebbe puntare alla Casa Bianca, correre per il seggio al Senato oggi occupato da Chuck Schumer, il leader dei democratici al Senato, oppure semplicemente ricandidarsi alla Camera in un collegio dove la sua rielezione è scontata. Qualunque strada scelga, ha fatto capire in privato di non voler essere soltanto una candidata di protesta e di puntare a vincere.

Il suo obiettivo è allargare il consenso oltre le aree più solidamente democratiche e parlare anche agli indipendenti e a una parte degli elettori repubblicani. Secondo le persone a lei vicine si sta aprendo uno spazio tra gli elettori in bilico e perfino tra alcuni repubblicani, che non condividono tutto ciò che dice ma la considerano onesta. I suoi collaboratori stanno preparando un calendario di appuntamenti per l'autunno pensato per mettere alla prova la sua capacità di attrarre voti fuori dalla base che già la adora e in gran parte al di fuori dell'organizzazione del senatore Bernie Sanders, con cui ha condiviso diverse tappe della sua campagna itinerante contro l'oligarchia, chiamata Fighting Oligarchy. Quel giro servirà anche a capire se lei stessa ha voglia di affrontare ciò che una corsa presidenziale comporterebbe.

Negli ultimi mesi Ocasio-Cortez ha costruito un solido elenco di appoggi nelle primarie: tre candidati da lei sostenuti hanno vinto o sono avanzati in New Jersey, California e Montana solo la settimana scorsa. È anche attenta a non esporsi ovunque. Non ha appoggiato Graham Platner nella corsa al Senato in Maine, anche se per lui si erano spesi sia Sanders sia la senatrice Elizabeth Warren. Ha preso le distanze da Saikat Chakrabarti, un suo ex capo di gabinetto arrivato terzo nel collegio di San Francisco di Nancy Pelosi. Ha mantenuto le proprie posizioni anche a costo di attirarsi attacchi da sinistra, continuando a criticare l'ex deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene e una candidata democratica del Texas che aveva invocato "una prigione per i sionisti americani".

Il momento a cui lei stessa continua a tornare è la Conferenza sulla sicurezza di Monaco dello scorso febbraio, quello che doveva essere il suo debutto sulla scena internazionale. Invece di parlare di come i ricchi manipolano la classe lavoratrice nel mondo, si trovò spiazzata da una domanda sull'eventualità che gli Stati Uniti inviino le proprie truppe a difendere Taiwan in caso di una futura invasione da parte della Cina. È un nodo centrale dei rapporti tra Washington e Pechino, che i presidenti americani di entrambi i partiti hanno sempre gestito con la cosiddetta "ambiguità strategica", cioè rifiutando di dire in anticipo se interverrebbero. Ocasio-Cortez rispose in modo confuso e si limitò a definire la questione "una politica di lunghissima data degli Stati Uniti", aggiungendo di sperare che a quel punto non si arrivi mai.

Vedere i video rilanciati sui social e i commenti accumularsi è stato un brutto momento, hanno raccontato alla CNN persone vicine a lei. Diversi critici, pur non ostili nei suoi confronti, hanno detto alla rete di vedere un problema più profondo: non solo non si era preparata abbastanza, ma non sapeva come farlo. Questo l'ha lasciata impreparata davanti ai riflettori in un momento non costruito a tavolino, lontano dalle dirette su Instagram. Dopo giorni passati a limitare i danni, ha confidato ai più vicini di essersi convinta che non esiste un modello politico per la posizione in cui si trova e che tanto vale dire ciò che pensa e continuare a modo suo.

Anche tra i suoi sostenitori c'è chi si chiede se abbia la struttura per reggere una campagna nazionale. Dopo essersi appoggiata a lungo alla macchina di Sanders, Ocasio-Cortez si ritrova a ripartire quasi da sola pochi mesi prima dell'inizio ufficiale delle manovre per il 2028, con uno staff più piccolo di quello di molti altri possibili candidati. Resta comunque la favorita a sinistra: ogni volta che il gruppo Our Revolution, nato dall'esperienza di Sanders, chiede ai propri iscritti i nomi preferiti per il 2028, lei è in cima alla lista.

Sanders compirà 87 anni poche settimane prima del voto del 2028 e ha ammesso che non si candiderà di nuovo alla presidenza, pur volendo continuare a pesare. Ocasio-Cortez, con cui parla più volte alla settimana, è la sua erede naturale. Non a caso, quando Sanders ha cercato qualcuno che portasse alla Camera la sua proposta di legge per regolare i nuovi centri dati, convinto che l'intelligenza artificiale sia una minaccia, si è rivolto a lei. Il suo ex responsabile della campagna Faiz Shakir è entrato nella cerchia ristretta dei suoi consiglieri e il suo ex responsabile della comunicazione Mike Casca è oggi il suo capo di gabinetto. Nello stesso spazio politico l'unica vera concorrenza, per ora, è il deputato Ro Khanna, copresidente della campagna di Sanders nel 2020, molto meno noto ma più attivo nel coltivare le proprie ambizioni presidenziali.

Gli strateghi dei suoi potenziali avversari calcolano che in una corsa presidenziale Ocasio-Cortez bloccherebbe per sé il 25-30% dell'elettorato di sinistra. La sua maggiore notorietà le porta anche un giudizio negativo più diffuso rispetto a molti altri possibili candidati. Ma in un campo che si annuncia frammentato, con una decina o più di contendenti competitivi, quella quota la metterebbe comunque in una buona posizione per conquistare la candidatura del partito, soprattutto se sarà una delle poche donne e una delle poche persone non bianche in corsa.

Il leader della minoranza democratica alla Camera Hakeem Jeffries ha appena nominato Ocasio-Cortez co-responsabile del gruppo di lavoro sulla sanità per l'agenda del partito in vista delle elezioni di metà mandato del 2026. Poche settimane prima il gruppo dei deputati progressisti aveva messo al centro del proprio programma la sua proposta di legge per mettere un tetto ai costi dell'assistenza all'infanzia, su cui collabora con Warren dopo averla ereditata da Mikie Sherrill, deputata più moderata che si è dimessa per diventare governatrice del New Jersey. È il segno che a Washington la deputata sta costruendo consenso anche oltre l'ala sinistra. Un modo per capire quali colleghi le hanno davvero parlato, nota la CNN, è vedere chi la chiama "Alex" e chi "AOC".

A chi le chiede se nel 2028 correrà per la presidenza o per il Senato, lo scorso maggio Ocasio-Cortez ha risposto che molti "danno per scontato che la mia ambizione sia un titolo o un seggio". "La mia ambizione è cambiare questo Paese", ha detto, indicando come obiettivi un sistema sanitario pubblico a pagatore unico, in cui lo Stato copre le spese mediche di tutti, e un salario dignitoso. "I presidenti vanno e vengono. Il Senato, i seggi alla Camera, le cariche elettive vanno e vengono."

Durante un intenso giro di tre giorni in Georgia, Ocasio-Cortez ha mostrato la stessa strategia di rivolgersi anche a chi vive lontano dalle roccaforti democratiche. Saputo che si sarebbe trovata lì nei giorni successivi alla decisione con cui la Corte Suprema aveva svuotato il Voting Rights Act, la legge che dal 1965 protegge il diritto di voto delle minoranze, ha voluto aggiungere una tappa domenicale alla Ebenezer Baptist Church di Atlanta, la chiesa un tempo guidata da Martin Luther King e oggi dal senatore Raphael Warnock. Presentata da Warnock come "voce di coscienza nazionale", ha tenuto una breve predica di quattro minuti, microfono in mano, richiamando l'eredità di King e invitando i presenti a restare uniti.

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