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Ocasio-Cortez ammorbidisce i toni per allargare la sua base, ma rischia di perdere la sinistra
Ocasio-Cortez, X, 2026
Politica interna 8 min di lettura

Ocasio-Cortez ammorbidisce i toni per allargare la sua base, ma rischia di perdere la sinistra

La deputata socialista-democratica di New York ha smesso di sfidare i colleghi di partito e cerca voti tra elettori neri e attivisti MAHA, ma una parte della sinistra radicale non la segue più.

Alexandria Ocasio-Cortez, la deputata socialista-democratica di New York che nel 2018 era diventata la donna più giovane mai eletta al Congresso, ha cambiato metodo. Ha ammorbidito lo stile combattivo degli esordi, si è avvicinata ai vertici del Partito Democratico e ha preso le distanze da alcune delle posizioni più radicali dei Democratic Socialists of America (DSA), l'organizzazione dei socialisti-democratici americani, come l'abolizione delle carceri e della polizia. Lo ricostruisce un lungo articolo del Wall Street Journal: la svolta nasce da lezioni concrete su come si vince a Washington e potrebbe preparare una candidatura alla presidenza nel 2028, una possibilità che lei stessa dice di prendere in considerazione. La stessa strategia però rischia di allontanarla dagli elettori progressisti e della sinistra radicale di cui avrebbe bisogno per qualsiasi corsa a una carica più alta, che sia il Senato o la Casa Bianca.

Pochi giorni dopo la sua prima elezione, Ocasio-Cortez era a Washington a lodare centinaia di attivisti per il clima che occupavano l'ufficio di Nancy Pelosi, allora la potente leader dei democratici alla Camera, e chiedeva al partito di spostarsi più a sinistra sull'ambiente. Otto anni dopo, a 37 anni, è lei ad aver cambiato tattica. Anche Pelosi, che sta concludendo il suo ultimo mandato, ha cambiato tono: quest'estate, a un evento organizzato da Politico, ha negato che tra le due ci siano mai state tensioni e l'ha definita "una gioia con cui lavorare".

L'obiettivo di Ocasio-Cortez è allargare la base progressista a elettori che di solito non votano per la sinistra, tra cui gli elettori neri e una parte del movimento MAHA (Make America Healthy Again), il movimento su salute e alimentazione vicino a Robert F. Kennedy Jr. "Personalmente non penso che dobbiamo annacquare le nostre politiche, la nostra agenda e i nostri principi", ha detto al Wall Street Journal. "Ma penso che possiamo ampliare e cambiare il modo in cui parliamo alle persone, il modo in cui le includiamo e abbandonare una cultura dell'esclusione." Il suo approccio arriva mentre tra gli americani di entrambi i partiti cresce il consenso per un'agenda economica populista, come ha mostrato a settembre un sondaggio dello stesso giornale.

Il cambiamento più evidente riguarda il rapporto con il partito. In passato Ocasio-Cortez sosteneva gli sfidanti che cercavano di battere alle primarie i deputati democratici in carica. Oggi invece versa contributi al comitato che finanzia le campagne dei deputati democratici più a rischio, compresi alcuni che in passato avevano criticato le sue idee. In vista delle midterm del 3 novembre ha raccolto più di 37 milioni di dollari, secondo i documenti depositati alla Federal Election Commission, l'agenzia federale che vigila sui finanziamenti elettorali: è tra i democratici che raccolgono più fondi.

Nel 2018, a 28 anni, Ocasio-Cortez aveva vinto le primarie democratiche contro Joe Crowley, deputato al decimo mandato e uno dei collaboratori più stretti di Pelosi. A 29 anni era entrata al Congresso insieme ad altre deputate progressiste, Ayanna Pressley del Massachusetts, Ilhan Omar del Minnesota e Rashida Tlaib del Michigan, in un gruppo diventato noto come la "Squad". Insieme cercavano di spostare a sinistra il gruppo democratico: Ocasio-Cortez si rifiutava di pagare le quote dovute al comitato elettorale dei democratici della Camera e appoggiava i progressisti che sfidavano i deputati uscenti del suo stesso partito.

La svolta è arrivata dopo le elezioni del 2024. Durante la campagna aveva sostenuto prima Joe Biden e poi Kamala Harris, scontentando una parte della sinistra che avrebbe voluto da lei critiche più dure sulla risposta dell'amministrazione alle azioni di Israele a Gaza. Dopo il voto è stata messa sotto accusa dal suo stesso partito. Davanti al comitato democratico che assegna gli incarichi alla Camera è stata rimproverata da Henry Cuellar, deputato centrista del Texas che lei aveva provato due volte a far battere alle primarie: secondo Cuellar, chi fa parte della leadership del partito non dovrebbe fare campagna contro i colleghi. Ocasio-Cortez voleva diventare la democratica più alta in grado nella commissione di vigilanza della Camera e aveva promesso di smettere di fare campagna contro altri deputati. Non ha ottenuto il posto, anche perché Pelosi aveva raccolto i voti per un altro candidato. Lo stesso giorno ha chiamato Suzan DelBene, la deputata dello stato di Washington a capo del comitato elettorale dei democratici della Camera, e si è impegnata a versare 280 mila dollari, più di quanto le fosse richiesto. Da allora non ha più sostenuto nessuno sfidante contro un deputato democratico in carica.

"C'è un modo di essere costruttivi e progressisti e un modo di essere divisivi e apparire ai colleghi come qualcuno che pensa solo a sé", ha detto al Wall Street Journal Drew Hammill, ex stretto collaboratore di Pelosi. Secondo Hammill, Ocasio-Cortez ha imparato in fretta come funzionano le cose al Congresso e quanto conta costruire alleanze.

Ocasio-Cortez continua comunque a sostenere i candidati progressisti esterni all'apparato nelle primarie per i seggi lasciati liberi. Tra questi c'è Abdul El-Sayed, ex funzionario della sanità pubblica e oggi candidato democratico in Michigan in una delle sfide per il Senato più combattute: secondo il suo staff, Ocasio-Cortez gli ha trasferito un milione di dollari. A settembre ha appoggiato anche Angie Nixon, deputata statale progressista che ha battuto alle primarie per il Senato in Florida una candidata sostenuta dal partito e ricca di fondi. Nixon, che quest'anno si è iscritta ai DSA, ora sfida la senatrice repubblicana Ashley Moody in uno Stato che vota repubblicano. El-Sayed in Michigan e l'ex presidente del Senato statale Troy Jackson in Maine sono due candidati progressisti in sfide competitive: i loro risultati diranno se è ancora vero che nelle corse difficili vincono solo i moderati. Almeno cinque socialisti-democratici dovrebbero entrare al Congresso il prossimo anno, aggiungendosi a Ocasio-Cortez e a Tlaib.

Una parte della sinistra radicale non ha apprezzato la svolta. Alcuni nei DSA vorrebbero smantellare del tutto il Partito Democratico, che considerano ostaggio dei grandi donatori contrari al cambiamento. Criticano Ocasio-Cortez perché sostiene leader come Hakeem Jeffries, il capo dei democratici alla Camera, che ha detto di non condividere l'agenda dei DSA. Quest'anno molti a sinistra avrebbero voluto che si alleasse con il sindaco di New York Zohran Mamdani, anche lui socialista-democratico, che ha sostenuto con successo una lista di candidati dei DSA e progressisti alle primarie dello Stato di New York. Ocasio-Cortez invece si è rifiutata di appoggiare chi sfidava deputati democratici in carica. "Mi piaceva quando è arrivata ed era un po' più aggressiva", ha detto Megan Romer, co-presidente nazionale dei DSA, che però ha riconosciuto quanto sia difficile accontentare tutti mentre si cerca di far approvare delle leggi. Quest'estate un gruppo interno ai DSA che si definisce marxista-leninista-maoista l'ha accusata di non essere una socialista ma "una dilettante opportunista, priva di qualsiasi principio". Cara Tobe, portavoce nazionale dell'organizzazione, ha ridimensionato la critica spiegando che si tratta di un gruppo minuscolo, senza alcun potere decisionale.

Ocasio-Cortez dice di non sostenere molti dei punti del programma nazionale dei DSA, che chiede di abolire la polizia, le carceri e il Senato, togliere i fondi al dipartimento della Difesa, concedere un'amnistia agli immigrati irregolari e mettere in mano pubblica le grandi aziende e i settori essenziali. Ha anche cercato di lasciarsi alle spalle la retorica più respingente del movimento progressista. In un'intervista alla televisione ABC ha detto che i candidati progressisti alle midterm vanno giudicati per quello su cui fanno campagna oggi, non per quello che dicevano durante i lockdown e le proteste del 2020. "Il woke 1.0 era una follia", ha detto ridendo, citando un consigliere comunale di New York della sinistra radicale.

Sui temi di fondo la sua linea non è cambiata. Ocasio-Cortez continua a battersi per Medicare for All, la proposta di un'assicurazione sanitaria nazionale pubblica e unica per tutti, che durante i suoi anni al Congresso è diventata più popolare tra gli americani. "Se vogliamo approvare Medicare for All dobbiamo allargare la coalizione", ha detto. "Se vogliamo garantire l'assistenza sanitaria in America dobbiamo allargare il nostro campo. Punto." Allo stesso tempo ha lavorato con i repubblicani su proposte di legge populiste che piacciono a entrambi gli schieramenti, come quella che vieta ai parlamentari di comprare e vendere azioni. Ha stretto amicizia con Tim Burchett, deputato repubblicano del Tennessee e convinto sostenitore del presidente, che la chiama "la marxista simpatica del quartiere". Con la repubblicana di New York Nicole Malliotakis ha trovato un accordo sulla sanità per le madri. "Mia madre è fuggita da un paese comunista, quindi alcune delle cose che dice le trovo un po' offensive", ha detto Malliotakis, che però ha ricordato come le due siano riuscite a far approvare all'unanimità in commissione una proposta di legge comune.

Non tutti i repubblicani sono così disponibili. Il senatore del South Carolina Tim Scott, che guida il comitato elettorale dei repubblicani al Senato, ha paragonato il suo tentativo di risultare più simpatica all'America di mezzo ai "lupi travestiti da agnelli", di cui "non ci si può fidare". Proposte come Medicare for All, secondo Scott, sono proprio il tipo di politica "radicale e pericolosa" che porterebbe alla fine dell'America così come la conosciamo.

Ad agosto Ocasio-Cortez ha annunciato ai suoi quasi 10 milioni di follower su Instagram di aver deciso di congelare i propri ovuli, un annuncio che ha alimentato le voci su una sua candidatura alle primarie democratiche per le presidenziali del 2028. È considerata tra i principali possibili candidati insieme a Kamala Harris, al governatore della California Gavin Newsom, all'ex segretario ai Trasporti Pete Buttigieg e al governatore della Pennsylvania Josh Shapiro. Sta valutando anche di sfidare alle primarie Chuck Schumer, capo dei democratici al Senato, per il suo seggio di New York. Secondo una persona a conoscenza delle sue riflessioni, i sondaggi che la danno in vantaggio la lusingano ma non la convincono del tutto. A novembre si ricandida alla Camera in un collegio di New York che due anni fa aveva vinto con quasi 40 punti di distacco, un seggio che potrebbe tenere a lungo.

Per ora è la favorita per guidare l'ala progressista del partito. Il suo mentore, il senatore Bernie Sanders, che ha 85 anni, ha fatto capire che non si candiderà più alla presidenza. Dopo il ritorno al potere del presidente, Ocasio-Cortez lo ha accompagnato in diverse tappe del suo tour "Fighting Oligarchy", alimentando l'idea che possa ereditare il movimento di base che aveva sostenuto le due campagne presidenziali di Sanders. La campagna del 2020 le ha lasciato però anche una lezione: Sanders non riuscì a conquistare una parte abbastanza ampia dell'elettorato prima che i candidati moderati si ritirassero e si unissero dietro a Biden.

Per questo Ocasio-Cortez ha passato del tempo a incontrare gli elettori neri del Sud, una componente decisiva dell'elettorato democratico che i progressisti, Sanders compreso, hanno sempre faticato a conquistare. A settembre ha parlato alla National Baptist Convention, uno dei più grandi raduni religiosi afroamericani del paese. A luglio ha chiesto una videochiamata con Zen Honeycutt, che guida l'associazione Moms Across America e nel 2024 aveva sostenuto il presidente per la sua vicinanza a Kennedy, salvo poi restare delusa dalla scelta dell'amministrazione di proteggere l'azienda che produce il glifosato, il principale ingrediente del diserbante Roundup. Le due hanno trovato punti in comune sulle restrizioni al glifosato e ai nuovi data center e sull'accesso a cibo sano. "Soprattutto quando si parla del movimento MAHA, molto si riduce a chi sta in alto contro chi sta in basso e la corruzione è qualcosa che va oltre i partiti", ha detto Ocasio-Cortez.

I numeri spiegano perché ha bisogno di allargare il suo pubblico. Secondo il sondaggio del Wall Street Journal di settembre, il 72 per cento degli elettori democratici ha un'opinione favorevole di lei, contro appena il 26 per cento degli indipendenti e il 3 per cento dei repubblicani. Lo stesso sondaggio mostra però che gli elettori di tutti i partiti sostengono con forza alcune idee progressiste che lei difende da anni, come i tetti al prezzo dei farmaci, al costo degli asili e ai tassi di interesse delle carte di credito.

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