Sono passati quasi quattro mesi da quando Gavin Newsom, governatore democratico della California, ha dichiarato che l'Amministrazione Trump aveva avviato un'indagine federale su di lui e sulla moglie, Jennifer Siebel Newsom. Allora disse che gli agenti federali avevano "bussato alla porta" di amici di famiglia ed ex collaboratori. Da quel momento ha incaricato Abbe Lowell, uno dei più noti penalisti di Washington, di difenderlo, ha chiesto al Dipartimento di Giustizia i documenti sull'inchiesta a suo carico e ha attaccato pubblicamente l'Amministrazione Trump.
Donald Trump e i membri del suo governo, invece, non hanno rilasciato dichiarazioni sul caso. Si è così creata, come ha raccontato The Hill, una situazione insolita: il governatore si sta difendendo da un'indagine di cui le autorità federali non hanno mai chiarito pubblicamente oggetto e portata. "Non so niente di più di quello che sapete voi. Punto", ha detto Newsom ai giornalisti alla fine di settembre. "Nessuno mi ha mai contattato".
Newsom è considerato un possibile candidato democratico alla presidenza nel 2028 ed è tra gli avversari più acerrimi di Trump. Tra i democratici, compresi i suoi alleati, il silenzio del governo suscita molti interrogativi.
I documenti richiesti alla Fondazione che finanzia i viaggi
Gli elementi più concreti emersi finora sono gli ordini di consegnare documenti e rendere testimonianza ottenuti a settembre dal San Francisco Standard. Emessi dalla procura federale del distretto orientale della California, con sede a Sacramento, si inseriscono nell'ambito dell'indagine penale in corso. Il materiale raccolto sarà sottoposto a un gran giurì, l'organo che valuterà se esistano elementi sufficienti per procedere con un'incriminazione.
Le richieste riguardano sei anni di documenti sulla California State Protocol Foundation, una Fondazione finanziata soprattutto da donazioni aziendali, con un consiglio di amministrazione nominato dal governatore, che contribuisce a coprire le sue spese di viaggio. Gli inquirenti hanno chiesto anche documentazione sui fondi utilizzati per la residenza e le spese personali di Newsom, senza però indicare uno specifico reato ipotizzato.
La Fondazione è nata durante il mandato dell'allora governatore repubblicano Arnold Schwarzenegger per finanziare le trasferte dei funzionari statali e dei loro collaboratori senza gravare sui contribuenti. Da allora ne hanno fatto uso tutte le amministrazioni statali. Di recente ha sostenuto i costi dei viaggi all'estero di Newsom e di alcune trasferte negli Stati Uniti: secondo il Los Angeles Times, nel 2020 ha pagato anche quella a Miami per il Super Bowl, al quale il governatore partecipò in rappresentanza della California in occasione della partita dei San Francisco 49ers.
Gli inquirenti hanno chiesto inoltre di ottenere le comunicazioni con Steve Kawa, capo di gabinetto di Newsom quando era sindaco di San Francisco e successivamente alla guida della Fondazione, e con Becca Prowda, responsabile del protocollo del governatore e moglie dell'attuale sindaco di San Francisco, Daniel Lurie. Essere citati nelle richieste di documentazioni, comunque, non significa necessariamente essere oggetto dell'indagine.
"Se si tratta di qualcosa di illecito nella Fondazione, bisognerebbe davvero dimostrare uno scambio di favori", ha detto a The Hill un consulente democratico californiano, ricordando che diverse amministrazioni hanno utilizzato quei fondi. "È tutto strano fin dall'inizio. Chi è indagato ha diffuso la notizia e chi indaga sta zitto".
Il caso Williamson e lo scontro con Trump
Alcuni democratici sospettano che l'Amministrazione Trump voglia invece collegare Newsom a Dana Williamson, sua ex capo di gabinetto. A maggio Williamson si è dichiarata colpevole, nell'ambito di un accordo con la procura, di concorso in frode bancaria e telematica, presentazione di una falsa dichiarazione dei redditi e false dichiarazioni a un agente federale. La sentenza è attesa per dicembre.
Già a giugno una fonte del Dipartimento di Giustizia aveva detto a Politico che Newsom e alcune persone a lui vicine erano sotto indagine da oltre un anno. Al di là dei documenti emersi e delle indiscrezioni, però, i contorni dell'inchiesta restano decisamente poco chiari. Non è stato chiarito, soprattutto, se i procuratori stiano indagando su presunti illeciti commessi dal governatore in prima persona.
Lo scontro politico con Trump, intanto, prosegue imperterrito. Newsom attacca regolarmente il presidente sui social, nelle interviste e nei discorsi. L'anno scorso ha guidato la battaglia per ridisegnare i collegi elettorali della California in risposta alla revisione promossa dai repubblicani in Texas: una mossa che potrebbe far guadagnare ai democratici alcuni seggi alla Camera.
Il 5 ottobre, durante un comizio in Nebraska, Trump ha difeso i costi della guerra con l'Iran dicendo che Teheran avrebbe potuto "far fuori" Los Angeles e San Diego. Newsom ha risposto a The Hill definendo il presidente "malato di mente" e, in un comunicato, ha invocato il 25° Emendamento, che prevede il trasferimento dei poteri al vicepresidente in caso di incapacità del presidente di esercitare le proprie funzioni. La Casa Bianca ha replicato che Trump intendeva descrivere la minaccia alle città americane qualora l'Iran non fosse stato fermato. Il presidente, da parte sua, ha definito Newsom il peggior governatore del Paese e ha sostenuto che non potrebbe ricoprire la presidenza a causa della dislessia, da lui descritta come "un disturbo dell'apprendimento".
La possibile inchiesta contro Newsom torna al centro dell'attenzione politica nella stessa settimana in cui gli agenti federali hanno perquisito l'abitazione di Washington della deputata democratica Ilhan Omar. "Anche se non sono un sostenitore di Newsom, è difficile non vedere in tutto questo una strumentalizzazione del Dipartimento di Giustizia di Trump", ha detto a The Hill Gil Duran, già consigliere dell'ex governatore Jerry Brown e della senatrice Dianne Feinstein. Garry South, che in passato ha lavorato per Newsom, condivide questa lettura: "Prendere di mira persone come Newsom le trasforma in eroi tra i democratici".
