Negli Stati Uniti i prezzi della benzina allargano il divario tra ricchi e poveri

Per le famiglie con redditi sotto i 40.000 dollari il costo del carburante per andare al lavoro pesa il 4% del reddito, contro meno dell'1% per chi guadagna oltre 100.000.

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Negli Stati Uniti i prezzi della benzina allargano il divario tra ricchi e poveri
Photo by Daniel / Unsplash

Negli Stati Uniti l'aumento dei prezzi della benzina pesa molto più sui redditi bassi che su quelli alti. Il divario fra le due fasce si è ampliato da marzo, quando è cominciata la guerra americana contro l'Iran e si sono bloccate le spedizioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Per il quarto più povero delle famiglie americane, quelle con un reddito intorno o sotto i 40.000 dollari l'anno, il costo del carburante per andare al lavoro assorbe in media circa il 4% del reddito. Per il quarto più ricco, con redditi sopra i 100.000 dollari, lo stesso costo è inferiore all'1%.

Il calcolo è del Washington Post, che ha incrociato i prezzi mensili della benzina diffusi dall'AAA, l'associazione automobilistica americana, con i dati del censimento sui redditi e quelli federali sulle distanze medie percorse per recarsi al lavoro dalle diverse fasce di reddito.

I lavoratori a basso reddito vivono in media più lontano dai luoghi di lavoro, in zone con poco o nessun trasporto pubblico, guidano auto più vecchie e meno efficienti nei consumi e raramente possono lavorare da casa. Quando il prezzo del carburante sale, i loro margini di adattamento sono minimi: ridurre l'uso dell'auto significa rinunciare a raggiungere il posto di lavoro, il medico o i parenti, non risparmiare su spese accessorie.

Costo del pendolarismo per quartile di reddito
Economia
Il prezzo della benzina colpisce gli americani più poveri
Costo del carburante per il pendolarismo come quota del reddito familiare, per il 25% più povero e il 25% più ricco degli americani
Elaborazione di Focus America su dati del Washington Post

I prezzi alla pompa sono saliti di oltre il 40% rispetto a un anno fa per effetto della guerra, raggiungendo a maggio una media nazionale di 4,50 dollari al gallone, contro i 3,18 di maggio 2025. Il presidente Donald Trump ha messo sul tavolo varie opzioni per contenere il rincaro, fra cui la sospensione dell'accisa federale sui carburanti. Allo stesso tempo ha minimizzato l'impatto economico della guerra sugli americani, sostenendo che la priorità è impedire all'Iran l'accesso ad armi nucleari. Sui prezzi alla pompa, martedì scorso, ha detto che sono "noccioline", espressione inglese per indicare un costo irrisorio.

Gli esperti di finanza personale raccomandano di non spendere più del 10% del reddito netto per gli spostamenti pendolari, includendo rate dell'auto, assicurazione, pedaggi e parcheggi. Il solo carburante che arriva al 4% del reddito basta a far saltare il bilancio domestico, perché lascia margini molto stretti per coprire tutte le altre voci.

Il peso del rincaro è più alto nelle contee rurali del Sud profondo, dell'Appalachia e delle Grandi Pianure. In quelle aree i prezzi alla pompa tendono a essere sotto la media nazionale, ma redditi bassi e tragitti lunghi si sommano. Nella contea di Owsley in Kentucky, la più povera fra quelle analizzate dal Washington Post, il reddito mediano è di circa 22.000 dollari l'anno e il solo carburante ne assorbe quasi il 19%. Nella contea di Suffolk, nello Stato di New York, il reddito mediano è di 130.000 dollari, ma nelle sacche di povertà di comunità come Brentwood e Central Islip i redditi tipici scendono a 47.000 dollari e il carburante si mangia quasi il 10% di quel reddito.

Una ricerca degli economisti della Federal Reserve di New York mostra come le famiglie reagiscono al rincaro. Quando i prezzi dell'energia sono saliti dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran in marzo, le famiglie con redditi sotto i 40.000 dollari hanno ridotto il consumo di benzina di circa il 7%. Le famiglie con redditi più alti non hanno praticamente cambiato comportamento, segno che il costo del carburante ridisegna la mobilità soprattutto in fondo alla scala dei redditi.

Focus America non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.