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Midterm, gli alleati MAGA di Trump evocano la legge marziale
Tina Peters, al centro del tavolo, durante il Cyber Symposium organizzato da Mike Lindell, il 10 agosto 2021. Foto d'archivio. Credito: Douglas W. Jones / Wikimedia Commons — CC0 1.0, foto ritagliata.
Elezioni 16 min di lettura

Midterm, gli alleati MAGA di Trump evocano la legge marziale

Tina Peters, condannata per aver violato i sistemi elettorali in Colorado, ha incontrato il presidente questo mese. Il suo legale propone il sequestro delle schede e delle macchine per il voto.

Alcuni attivisti del movimento MAGA che denunciano presunte frodi elettorali stanno chiedendo al presidente Donald Trump di ricorrere a misure straordinarie, inclusa la legge marziale, se riterranno "truccate" le elezioni di metà mandato del 3 novembre. Lo riferisce Axios, sottolineando che diverse proposte superano ampiamente i poteri del presidente e che non ci sono prove a sostegno delle accuse di future manipolazioni del voto. A preoccupare è però l'accesso diretto alla Casa Bianca di alcune delle persone che avanzano queste richieste.

Tra loro c'è in particolare Tina Peters, ex responsabile elettorale della contea di Mesa, in Colorado, che ha incontrato Trump questo mese. Condannata nel 2024 per reati legati all'accesso non autorizzato alle apparecchiature elettorali, Peters è uscita dal carcere quest'anno dopo che il governatore democratico Jared Polis le ha commutato la pena. Già a fine giugno era stata ricevuta alla Casa Bianca insieme al suo legale Peter Ticktin, amico d'infanzia del presidente.

Il 30 settembre, durante una videochiamata tra attivisti trasmessa sulla piattaforma Rumble, diversi partecipanti hanno sostenuto che a novembre si verificheranno gravi violazioni della sicurezza elettorale e hanno chiesto interventi urgenti. Ticktin ha dichiarato che "sarebbe necessaria la legge marziale in caso di un'altra elezione truccata". Interpellato da Axios, ha poi aggiunto che "probabilmente sarà necessario requisire le schede e le apparecchiature elettorali per fare chiarezza prima che accada altro".

Gregory Stenstrom, che nel 2020 aveva testimoniato su presunte irregolarità in Pennsylvania, ha detto di auspicare soprattutto una sospensione delle elezioni per ragioni di sicurezza nazionale. In alternativa, ha proposto che Trump invochi il National Emergencies Act, la legge sulle emergenze nazionali, per costringere gli Stati a modificare le proprie procedure elettorali.

Alla videochiamata partecipava anche Peters, che da agosto promuove online un piano per passare alle schede cartacee compilate a mano e ricontare manualmente tutti i voti, dove possibile. "Il suo piano è mettere al sicuro le schede cartacee e ricontarle a mano", ha spiegato Ticktin. Secondo quanto riportato da Colorado Public Radio, l'avvocato ha sostenuto, in un colloquio con l'attivista e conduttore di podcast Joe Oltmann, che questo "eliminerebbe qualunque effetto abbiano le macchine per il voto".

Queste videochiamate sono un appuntamento ricorrente per la comunità di attivisti. Il conduttore, Steve Stern, invita gli spettatori a candidarsi, attraverso il Partito Repubblicano, per lavorare ai seggi o svolgere il ruolo di osservatori elettorali.

Midterm 2026
Legge marziale, voto rinviato, schede sequestrate: nessuna di queste scelte spetta al presidente
Alcuni attivisti chiedono a Trump misure straordinarie se giudicheranno «truccato» il voto del 3 novembre. La Costituzione e le leggi federali affidano però le elezioni al Congresso e agli Stati.
Chi decide davvero
Sei richieste degli attivisti: nessuna è nelle mani del presidente
Ogni linea collega una richiesta a chi ha davvero il potere di decidere. Tocca una richiesta per leggere il perché.
Rinviare o sospendere il voto: decide il Congresso.
Usare la legge sulle emergenze nazionali contro gli Stati: decide il Congresso.
Dichiarare la legge marziale: lo impediscono la Costituzione e i giudici.
Requisire schede e macchine per il voto: decidono gli Stati.
Ricontare a mano tutti i voti del Paese: decidono gli Stati.
Sostituire le macchine con schede compilate a mano: decidono gli Stati.
La richiesta
Chi decide
I poteri reali
Cosa può fare il presidente, e dove si ferma
Il calendario
Dal voto al nuovo Congresso, nessuna tappa passa dalla Casa Bianca
Alle midterm non c'è il Collegio elettorale: il presidente non ha alcun ruolo nel conteggio né nella certificazione dei risultati.
Il punto
Anche i poteri d'emergenza hanno confini: il presidente resta vincolato dalla Costituzione e dalle leggi del Congresso. Le misure invocate dagli attivisti non hanno base legale, ma alcune di queste persone sono state ricevute alla Casa Bianca.
Fonte Costituzione degli Stati Uniti (art. I, sez. 4 e 5; XX emendamento); U.S. Code (2 U.S.C. § 7; 18 U.S.C. §§ 592-593; 52 U.S.C. § 20701); National Emergencies Act; Brennan Center for Justice; sentenze federali di giugno e settembre 2026; Axios.

I limiti dei poteri presidenziali

"I poteri d'emergenza non sono un assegno in bianco che consente al presidente di fare ciò che vuole. Deve comunque rispettare la Costituzione e le leggi approvate dal Congresso", ha spiegato ad Axios Derek Tisler, consulente legale del programma elettorale del Brennan Center for Justice, un centro studi della New York University.

Tisler ricorda che è il Congresso a fissare la data delle elezioni federali: Trump, quindi, non può rinviare in autonomia le midterm. Spetta invece chiaramente agli Stati scegliere i sistemi di voto e stabilire le modalità del loro conteggio, nel rispetto della legge federale. Il presidente non può dunque imporre un riconteggio manuale in tutto il Paese né ordinare la sostituzione delle macchine per il voto.

Neppure i poteri d'emergenza gli consentono di scavalcare le leggi elettorali statali o i vincoli costituzionali. Questo significa che nemmeno la legge marziale gli darebbe l'autorità di prendere il controllo del materiale elettorale o di ignorare le norme federali e statali.

Le contestazioni del voto del 2020

Le contestazioni dei risultati del 2020 trovano spazio anche all'interno dell'Amministrazione Trump, dove alcune delle persone che le hanno sostenute ricoprono oggi importanti incarichi legati alla sicurezza delle elezioni.

Heather Honey, nota per aver contestato i risultati di quell'anno in Pennsylvania e in Arizona, è ora vice Segretaria aggiunta per l'Integrità Elettorale al Dipartimento per la Sicurezza Interna e consigliera del direttore dell'ICE, l'agenzia federale incaricata dell'applicazione delle leggi sull'immigrazione. Il consigliere della Casa Bianca Peter Navarro continua invece a promuovere un proprio rapporto su presunte frodi e irregolarità di massa nel voto del 2020.

"Queste elezioni non hanno colto di sorpresa l'Amministrazione. Sono in carica da 21 mesi, mancano 20 giorni al voto e non hanno fatto nulla di tutto questo", ha osservato David Becker, direttore esecutivo del Center for Election Innovation & Research, a proposito degli interventi invocati dagli attivisti. La portavoce della Casa Bianca Lauren Bis ha invece dichiarato ad Axios che gli americani "meritano elezioni sicure e trasparenti". Ha aggiunto che Trump ritiene che "ogni voto legale debba contare, ogni elezione debba essere protetta e gli americani debbano avere piena fiducia nell'integrità delle proprie elezioni".

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