Tra luglio e settembre il democratico James Talarico, il candidato al Senato in Texas, ha raccolto 64 milioni di dollari: la cifra più alta mai raggiunta da un candidato al Senato in un terzo trimestre. Lo ha comunicato la sua campagna in anteprima a Politico. Dal lancio della candidatura, nel settembre 2025, Talarico ha incassato oltre 134,3 milioni da più di 1,3 milioni di donatori. Secondo i dati diffusi dalla campagna e riportati da Politico, circa il 97% delle donazioni è stato pari o inferiore a 100 dollari.
Il precedente primato apparteneva al democratico Jaime Harrison, che nel 2020, in South Carolina, aveva raccolto 57 milioni nel terzo trimestre. Nello stesso periodo del 2018 Beto O'Rourke, candidato in Texas, ne aveva raccolti 38,1 milioni. Il suo avversario repubblicano, Ken Paxton, ha annunciato una raccolta di 18 milioni nello stesso trimestre. La cifra comprende i fondi del suo comitato elettorale principale e di due comitati per la raccolta congiunta di fondi, come conferma il Texas Tribune.
"I piccoli donatori di tutto il Texas si stanno unendo per mettere fine al controllo dei miliardari sulla nostra politica e ridurre il costo della vita per le famiglie che lavorano", ha dichiarato Talarico. Il record arriva dopo giorni difficili per il democratico, appena tornato in campagna elettorale dopo oltre una settimana di assenza per l'influenza. Durante lo stop, Elon Musk aveva rilanciato alcune bufale su un suo presunto ricovero in una clinica psichiatrica. I sondaggi più recenti danno Talarico in lieve vantaggio sul suo rivale repubblicano, ma quasi sempre entro il margine di errore.
Musk finanzia il soccorso a Paxton
Il Texas è però uno Stato in cui fare campagna elettorale costa moltissimo, e i repubblicani hanno preso sul serio la sfida. Secondo Politico, sono già stati spesi circa 235 milioni di dollari contro Talarico. Dopo la vittoria di Paxton alle primarie sul senatore uscente John Cornyn, preferito dai vertici del partito, difendere il seggio è diventato un impegno particolarmente oneroso per i repubblicani.
"Talarico combatte questa battaglia praticamente da solo, mentre Elon Musk e l'intera macchina di raccolta fondi del Partito Repubblicano spendono il doppio di lui. La strada resta in salita", ha detto a Politico uno stratega democratico che lavora in Texas, rimasto anonimo per poter discutere liberamente degli svantaggi del candidato. Il dato dei 235 milioni e la citazione compaiono anche nella riproduzione dell'articolo pubblicata da Quorum Report.
A rendere possibile l'intervento repubblicano hanno contribuito in misura decisiva i finanziamenti di Musk. Axios ha ricostruito come è nata l'operazione. A fine agosto Talarico stava dominando gli spazi pubblicitari televisivi del Texas con spot che dipingevano Paxton, il procuratore generale dello Stato, come uno dei politici più corrotti del Paese. Il repubblicano, tradizionalmente poco efficace nella raccolta fondi, non stava trasmettendo spot. Intanto, i sondaggi esaminati dallo staff di Musk e dal Senate Leadership Fund, il principale super PAC a sostegno dei candidati repubblicani al Senato, indicavano un peggioramento delle sue prospettive.
Chris Young, il principale consigliere politico di Musk, ha quindi contattato Alex Latcham, presidente del Senate Leadership Fund, con una proposta: Musk avrebbe donato 5 milioni di dollari a un super PAC favorevole a Paxton, a condizione che il comitato ne raccogliesse altrettanti. Latcham ha rilanciato: 10 milioni da Musk, 5 raccolti dal super PAC e altri 5 dal Senate Leadership Fund. Young ha accettato e, nel giro di pochi giorni, i repubblicani hanno messo insieme 20 milioni per avviare una campagna televisiva a sostegno di Paxton.
Ma questo era solo l'inizio. L'11 settembre, il giorno dopo la convention di metà mandato del partito a Dallas, il Senate Leadership Fund ha lanciato Texas PAC, un nuovo super PAC dedicato proprio a supportare la candidatura di Paxton. Durante un pranzo con i donatori alla Convention, il leader della maggioranza repubblicana al Senato, John Thune, aveva spiegato quanto fosse importante conservare il seggio del Texas per mantenere il controllo del Senato.
Così a settembre Musk ha versato al Senate Leadership Fund ben 158 milioni di dollari: 75 milioni il 9 settembre e altri 83 il 23. Le sue donazioni hanno rappresentato quasi il 58% dei 273 milioni raccolti dal gruppo nel trimestre. Secondo il New York Times, da luglio il miliardario ha destinato complessivamente 276 milioni ai gruppi repubblicani impegnati nelle elezioni di metà mandato.
Senza questi fondi, il partito avrebbe dovuto sottrarre risorse ad altre sfide in bilico per sostenere Paxton. I finanziamenti di Musk, destinati anche ad altre campagne repubblicane, hanno invece consentito al partito di acquistare ampi spazi pubblicitari nei costosi mercati televisivi del Texas e, al tempo stesso, di finanziare sfide rivelatesi più combattute del previsto, come quelle in Kansas e in South Carolina.
Il costo della candidatura di Paxton
Il Senate Leadership Fund aveva avvertito con largo anticipo che scegliere Paxton al posto di Cornyn sarebbe costato caro. In un documento inviato ai donatori nella primavera del 2025, il gruppo stimava che per far eleggere Paxton sarebbero serviti tra 150 e 200 milioni di dollari, una somma ben superiore a quella necessaria per sostenere Cornyn. Thune aveva appoggiato il senatore uscente proprio perché temeva che i guai giudiziari e gli scandali personali di Paxton lo esponessero maggiormente agli attacchi dei democratici. Paxton, fedelissimo di Donald Trump, ha però ottenuto il sostegno del presidente e vinto le primarie.
Per Musk, questi finanziamenti segnano anche il ritorno al sostegno dei repubblicani dopo la rottura con Trump nel 2025. I due si sono poi riconciliati e, a dicembre dello stesso anno, il miliardario ha ripreso a finanziare il partito. Il confronto con Talarico dà la misura del peso di un singolo grande donatore: come già riportato, il candidato democratico ha raccolto 64 milioni di dollari in tre mesi da piccoli donatori, mentre Musk ne ha versati da solo 158 in appena due settimane al principale super PAC che sostiene i candidati repubblicani al Senato.
