Elon Musk ha rilanciato più volte su X una falsa teoria del complotto secondo cui James Talarico, candidato democratico al Senato in Texas, sarebbe stato ricoverato in una clinica psichiatrica. "La campagna di Talarico nasconde qualcosa di grosso che gli elettori dovrebbero sapere", ha scritto domenica pomeriggio, rispondendo a un post che sosteneva che il candidato fosse stato ricoverato al Lindner Center of Hope, un centro per la salute mentale a Mason, vicino a Cincinnati, in Ohio. La risposta di Musk ha superato le 870.000 visualizzazioni, più del doppio del post originale, secondo la ricostruzione del Washington Post.
Cinque ore dopo i primi interventi di Musk, la clinica ha smentito la notizia su X: "Il deputato James Talarico non è mai stato in cura al Lindner Center of Hope". Lunedì Talarico, attualmente membro della Camera dei Rappresentanti del Texas e candidato democratico al Senato, ha risposto al messaggio scrivendo di "non essere mai stato nemmeno in Ohio", accompagnando la frase con un'emoji che ride. Il giorno prima, in un'intervista a MS NOW, aveva definito la voce "la cosa più folle che abbia mai sentito". Il suo portavoce, JT Ennis, l'ha bollata come "una bugia pensata per alimentare una patetica teoria del complotto".
La voce circolava da giorni, alimentata dall'assenza di Talarico dagli appuntamenti della campagna elettorale, che il suo staff ha sempre attribuito all'influenza. Il suo avversario repubblicano, il procuratore generale del Texas Ken Paxton, ha promosso un canale per raccogliere segnalazioni chiamato "Tala-Freak-Out Tip Line", ancora attivo lunedì sera. Anche il presidente Donald Trump ha insinuato dubbi, sostenendo che la convalescenza fosse troppo lunga per trattarsi di "un'influenza".
L'audio e l'amplificazione su X
Nata negli ambienti dell'estrema destra, la teoria si è diffusa ulteriormente quando l'influencer Nick Sortor ha pubblicato un estratto audio di una telefonata, che ha totalizzato 7,3 milioni di visualizzazioni. Nella registrazione, una presunta dipendente della clinica affermava che Talarico era stato appena dimesso.
La telefonata risale però a sabato sera, secondo i registri pubblicati dall'autore della chiamata, mentre Talarico era già ricomparso in pubblico venerdì a un festival musicale ad Austin. The Bulwark ha poi ottenuto la registrazione completa: secondo la ricostruzione della testata, la presunta dipendente ripete più volte che Talarico non risulta tra i pazienti e solo dopo ripetute insistenze ipotizza che possa essere stato "appena dimesso questa sera".
Prima della settimana scorsa, Musk aveva scritto di Talarico soltanto due volte nell'arco di un anno. Da mercoledì, invece, lo ha fatto almeno una decina di volte. In un altro messaggio condiviso con i suoi oltre 240 milioni di follower, ha chiesto al candidato di dimostrare che la voce fosse falsa: "Se non fosse vero, la campagna di Talarico autorizzerebbe subito la pubblicazione delle cartelle cliniche per scagionarlo".
Secondo un'analisi del Washington Post, la diffusione della teoria del complotto ha fatto salire le menzioni di Talarico da parte di politici e influencer di destra al livello più alto mai registrato. Jared Holt, ricercatore di Open Measures, una piattaforma che monitora la diffusione dell'estremismo e della disinformazione online, ha spiegato al quotidiano che gli interventi di Musk hanno fatto arrivare la voce a un pubblico più ampio e "probabilmente l'hanno resa credibile agli occhi degli utenti ideologicamente affini". Holt ha inoltre avvertito che l'ambiente online in cui circolano queste voci ha "regolarmente provocato minacce a scuole, strutture sanitarie, uffici elettorali, tribunali e aziende private".
Fuori dai riflettori, ma non da X
Dopo lo scontro pubblico con Trump nel 2025, Musk ha scelto un profilo politico meno visibile, continuando però a finanziare i candidati repubblicani. Secondo il New York Times, dall’inizio di luglio ha destinato almeno 276 milioni di dollari alle elezioni di metà mandato, diventando il principale donatore individuale del partito.
Su X, la piattaforma acquistata nel 2022 e successivamente fatta confluire in SpaceX, il miliardario continua invece a intervenire apertamente nel dibattito politico. Il suo enorme seguito gli consente di dare visibilità anche a voci non verificate, fino a trasformarle in un tema di discussione nazionale. Danielle Citron, docente di diritto all’Università della Virginia, ha paragonato questa influenza a una pressione sul piatto della bilancia: “Qualcosa che non avevamo mai visto prima”, ha detto al Washington Post. Citron studia gli abusi online da oltre dieci anni e ha svolto attività di consulenza per diverse campagne elettorali.
Musk aveva già rilanciato teorie del complotto infondate sull’aggressione del 2022 a Paul Pelosi, marito di Nancy Pelosi, ex Speaker della Camera, e sugli incendi in California. Ha inoltre amplificato false accuse di frodi su larga scala rivolte a membri della comunità somalo-americana. Secondo Citron, chi diffonde falsità poco prima del voto spesso sfrutta lo scarto tra i tempi della politica e quelli della giustizia: le elezioni possono concludersi prima che una causa per diffamazione produca effetti. “Quando mancano meno di 30 giorni al voto, una causa non ti è di alcun aiuto”, ha detto. “Sanno di trovarsi in quella breve finestra in cui possono cambiare l’esito di un’elezione. Il tempismo è perfetto”.
