Massie sconfitto nelle primarie del Kentucky grazie a Trump
Il deputato libertario perde contro lo sfidante voluto dal presidente nella primaria più costosa della storia per un seggio alla Camera. Risultati anche in Georgia, Alabama, Oregon e Pennsylvania.
Thomas Massie, il deputato repubblicano del Kentucky considerato il principale oppositore interno di Donald Trump alla Camera, ha perso le primarie del suo partito contro Ed Gallrein, candidato scelto personalmente dal presidente. Con oltre il 95% dei voti scrutinati, Gallrein ha prevalso con il 55% contro il 45% di Massie nel quarto distretto del Kentucky. La vittoria nella primaria rende Gallrein il favorito assoluto per le elezioni di novembre in un collegio fortemente repubblicano, dove quasi due terzi degli elettori avevano votato per Trump nel 2024.
La sfida è entrata nella storia come la primaria più costosa di sempre per un seggio alla Camera dei rappresentanti. Secondo i dati di AdImpact, società che monitora la spesa pubblicitaria politica, sono stati spesi 25,6 milioni di dollari in pubblicità televisiva, radiofonica e digitale, mentre i dati della Federal Election Commission portano la spesa complessiva tra candidati e gruppi esterni a circa 35 milioni di dollari. Il Washington Post riporta una cifra ancora superiore, oltre 32 milioni solo in spot pubblicitari. La campagna di Massie ha speso 5,8 milioni di dollari contro i 2,6 milioni di Gallrein, ma i super PAC hanno favorito pesantemente lo sfidante, con oltre 16,4 milioni a suo sostegno contro i 10,1 milioni a favore dell'incumbent.
Gallrein, ex militare dei Navy SEAL e allevatore di bestiame da latte, era praticamente sconosciuto in politica prima della candidatura, avendo affrontato una sola corsa elettorale senza successo. Trump lo ha reclutato personalmente per sfidare Massie e lo ha definito "un patriota" e "fantastico" in un videomessaggio diffuso il giorno prima del voto, nello stesso filmato in cui ha bollato Massie come "il peggior deputato nella storia del nostro paese". Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha fatto campagna con Gallrein in Kentucky il giorno prima del voto, in una visita che il Pentagono ha precisato essere stata effettuata a titolo personale.
Massie, deputato libertario in carica da sette mandati, si era inimicato il presidente su tre questioni cruciali. Ha votato contro la legge fiscale e di spesa simbolo dell'amministrazione, la One Big Beautiful Bill Act, citando preoccupazioni per l'aumento del deficit. Ha guidato uno sforzo bipartisan per forzare la pubblicazione dei documenti governativi sul caso Jeffrey Epstein, contro la volontà esplicita del presidente. Ha criticato apertamente l'intervento militare americano in Iran. Si è inoltre opposto agli aiuti militari a Israele ed è stato l'unico repubblicano alla Camera a votare contro una risoluzione di condanna dell'antisemitismo, sostenendo che violava il primo emendamento.
I gruppi pro-Israele hanno investito massicciamente per sconfiggerlo. I super PAC collegati alla Republican Jewish Coalition e all'American Israel Public Affairs Committee, noto come AIPAC, hanno speso ciascuno oltre 4 milioni di dollari in spot contro Massie. Anche tre miliardari pro-Israele esterni al distretto, Miriam Adelson, Paul Singer e John Paulson, hanno contribuito al finanziamento. Nel suo discorso di concessione, Massie ha ironizzato dicendo che aveva impiegato del tempo a contattare lo sfidante "perché ho dovuto trovare Ed Gallrein a Tel Aviv".
La campagna è stata segnata da spot televisivi particolarmente aggressivi, alcuni dei quali utilizzavano deepfake generati dall'intelligenza artificiale. Un super PAC pro-Gallrein ha diffuso un annuncio che accusava falsamente Massie di essere "in un trio" con le deputate democratiche Alexandria Ocasio-Cortez e Ilhan Omar, mostrandolo tenere loro la mano grazie all'IA. Un gruppo pro-Massie ha risposto con uno spot generato dall'IA che mostrava Gallrein abbandonare Trump in un campo di battaglia.
Davanti ai suoi sostenitori riuniti in un hotel vicino all'aeroporto, Massie ha pronunciato un discorso di sconfitta combattivo. Ha dichiarato di voler dedicare i sette mesi rimasti del suo mandato a contrastare il presidente, paragonando il piano di Trump di costruire una nuova sala da ballo alla Casa Bianca a qualcosa "uscito dall'impero romano". Il pubblico ha intonato cori contro la guerra e ha gridato "2028", suggerendo una sua candidatura presidenziale, ipotesi che Massie non ha smentito.
La sconfitta di Massie si inserisce in una serie di vittorie del presidente contro deputati e senatori repubblicani considerati sleali. Sabato scorso, il senatore Bill Cassidy della Louisiana, che aveva votato per la condanna di Trump nel processo di impeachment del 2021, ha perso la sua primaria. Alcuni senatori statali dell'Indiana che si erano opposti alla pressione del presidente per ridisegnare i collegi elettorali a favore del partito repubblicano sono stati a loro volta sconfitti. Trump ha già lasciato intendere che la prossima nel mirino potrebbe essere Lauren Boebert, deputata del Colorado che aveva fatto campagna con Massie.
In Kentucky si è votato anche per le primarie del Senato. Il deputato Andy Barr, sostenuto da Trump, ha sconfitto facilmente l'ex procuratore generale Daniel Cameron nella corsa per succedere al senatore Mitch McConnell, in uscita dopo essere stato spesso critico nei confronti del presidente. Trump aveva convinto un terzo candidato, l'imprenditore Nate Morris sostenuto da Elon Musk, a ritirarsi in cambio della promessa di un incarico diplomatico. Barr è favorito nelle elezioni di novembre contro il democratico Charles Booker.
In Georgia, la primaria repubblicana per il Senato si è chiusa senza un vincitore. Il deputato Mike Collins è arrivato primo ma non ha raggiunto il 50% necessario per evitare il ballottaggio, che si terrà il 16 giugno contro Derek Dooley, ex allenatore di football universitario sostenuto dal governatore uscente Brian Kemp. Il deputato Buddy Carter è uscito al terzo posto. Il vincitore sfiderà a novembre il senatore democratico Jon Ossoff, che ha 32,5 milioni di dollari di fondi nella sua cassa elettorale secondo i dati della Federal Election Commission di fine aprile e non ha avuto sfidanti nella primaria democratica. Trump non ha preso posizione tra i candidati repubblicani.
Per la carica di governatore della Georgia, i democratici hanno scelto come candidata l'ex sindaca di Atlanta Keisha Lance Bottoms, che ha ottenuto oltre il 50% dei voti in un campo affollato. Bottoms aveva acquisito notorietà nazionale durante il 2020 sfidando la spinta del governatore Kemp a riaprire le attività durante la pandemia di Covid-19 e era stata considerata possibile candidata vicepresidente di Joe Biden. Tra i repubblicani serve invece un ballottaggio: il vicegovernatore Burt Jones, sostenuto da Trump, affronterà l'imprenditore sanitario Rick Jackson, che ha investito decine di milioni di dollari di tasche proprie nella corsa. Brad Raffensperger, il segretario di Stato che nel 2020 rifiutò di "trovare" a Trump gli 11.000 voti che avrebbero ribaltato il risultato presidenziale in Georgia, è arrivato terzo distanziato e non andrà al ballottaggio. I democratici non vincono la carica di governatore in Georgia dal 2002.
In Alabama, il senatore Tommy Tuberville, ex allenatore di football a Auburn University, ha vinto facilmente la primaria repubblicana per la carica di governatore. A novembre sfiderà l'ex senatore democratico Doug Jones, che aveva battuto nel 2020 per il seggio al Senato e che è noto per aver guidato l'accusa contro i membri del Ku Klux Klan responsabili dell'attentato a una chiesa di Birmingham nel 1963. La primaria repubblicana per il seggio al Senato lasciato libero da Tuberville andrà al ballottaggio il 16 giugno. Il deputato Barry Moore, sostenuto da Trump, è arrivato primo e affronterà uno tra l'ex militare dei Navy SEAL Jared Hudson e il procuratore generale dello Stato Steve Marshall. Nella primaria sono confluiti oltre 11 milioni di dollari di fondi dei super PAC, di cui oltre 5 milioni da un super PAC legato all'industria delle criptovalute a sostegno di Moore.
In Oregon, la senatrice statale Christine Drazan ha vinto la primaria repubblicana per la carica di governatore, sconfiggendo l'ex giocatore della NBA Chris Dudley e il legislatore statale Ed Diehl. A novembre affronterà la governatrice democratica in carica Tina Kotek, che l'aveva battuta di tre punti percentuali nel 2022. I sondaggi mostrano Kotek tra i governatori meno popolari del paese, alle prese con la crisi dei senzatetto, il costo degli alloggi e i risultati delle scuole pubbliche. Il principale sindacato degli insegnanti dello Stato, tradizionalmente schierato con i democratici, non l'ha sostenuta, così come il Working Families Party. Un repubblicano non vince una carica statale in Oregon dal 2002 e non viene eletto governatore dal 1982.
In Pennsylvania, nel settimo distretto della Lehigh Valley, i democratici hanno scelto come candidato Bob Brooks, vigile del fuoco in pensione e leader sindacale. Brooks ha ottenuto endorsement trasversali, dal senatore progressista Bernie Sanders al governatore Josh Shapiro fino al Democratic Congressional Campaign Committee. A novembre sfiderà il deputato repubblicano in carica Ryan Mackenzie, che aveva vinto per pochi voti nel 2024 in un distretto considerato tra i più contendibili del paese. Se eletto, Brooks diventerebbe uno dei pochi deputati democratici senza laurea, in un anno in cui il partito cerca di riconquistare l'elettorato della classe operaia.