Trump elimina i limiti su quattro sostanze tossiche nell'acqua potabile americana
L'Epa di Lee Zeldin revoca le regole introdotte da Biden su quattro Pfas, sostanze legate a cancro e altre malattie gravi. Per altre due, i limiti restano ma le scadenze slittano di due anni.
L'Amministrazione Trump ha cancellato una parte centrale delle regole introdotte da Joe Biden per limitare la presenza dei Pfas nell'acqua potabile. Si tratta dei cosiddetti "forever chemicals", composti chimici molto persistenti nell'ambiente e associati a tumori e ad altre gravi conseguenze per la salute.
In particolare, l'Environmental Protection Agency, l'agenzia federale per la protezione ambientale guidata da Lee Zeldin, ha revocato i limiti su 4 sostanze: il perfluorononanoato, indicato con la sigla PFNA, l'acido perfluoroesansolfonico, PFHxS, l'acido perfluorobutansolfonico, PFBS, e l'acido esafluoropropilenossido dimero, HFPO-DA, noto anche come GenX. Sono state eliminate anche le restrizioni sulle miscele di Pfas, considerate dagli esperti particolarmente rischiose perché l'esposizione combinata può aumentare gli effetti sulla salute.
Restano invece in vigore i limiti sui due Pfas più studiati e diffusi, PFOA e PFOS. Anche in questo caso, però, l'amministrazione ha allentato i tempi: i gestori dei sistemi idrici potranno chiedere una proroga di due anni per adeguarsi. Per chi otterrà l'estensione, la scadenza passerà dal 2029 al 2031.
La retromarcia silenziosa sui Pfas:
cosa cambia nell'acqua potabile americana
L'Epa guidata da Lee Zeldin cancella i limiti introdotti da Biden su quattro "forever chemicals" e concede ai gestori idrici due anni in più per adeguarsi alle regole rimaste in vigore su Pfoa e Pfos. Una svolta che divide ambientalisti e industria.
Sei sostanze, due trattamenti diversi
La norma varata da Biden nel 2024 fissava limiti federali nell'acqua potabile per sei composti della famiglia Pfas. L'Epa di Trump ne ha revocati 4, mantenendo le soglie solo per Pfoa e Pfos, le 2 sostanze più studiate.
Restano regolati solo i due Pfas storicamente più studiati e diffusi. Ma anche per loro i tempi di adeguamento ai nuovi limiti si allungano: i gestori idrici potranno chiedere 2 anni in più.
La scadenza per adeguarsi slitta di 2 anni
La regola imposta da Biden del 2024 imponeva ai gestori idrici di rispettare i limiti su PFOA e PFOS entro il 2029. Chi otterrà la proroga avrà tempo fino al 2031.
Per milioni di americani, i sistemi idrici comunali avranno 2 anni in più per adeguarsi ai limiti federali sui Pfas rimasti in vigore. Le associazioni ambientaliste denunciano il rischio di "acqua contaminata per anni"; industria chimica e gestori idrici rivendicano invece la necessità di tempi più lunghi e costi sostenibili.
8 patologie associate all'esposizione a queste sostanze
La stessa Environmental Protection Agency riconosce un'associazione tra l'esposizione ai Pfas e 8 diverse categorie di patologie. Sono le evidenze sanitarie su cui l'Amministrazione Biden aveva fondato la stretta del 2024.
4 voci diverse, 2 fronti opposti
L'Amministrazione Trump difende la scelta sul piano procedurale. Le associazioni ambientaliste denunciano una resa alle lobby. Tocca una voce per leggerne la posizione.
La regola imposta da Biden era "estremamente vulnerabile sul piano legale": non ha rispettato correttamente le procedure previste dal Safe Drinking Water Act ed è già al centro di diversi contenziosi.
Biden ha approvato la regola "in modo molto frettoloso", senza rispettare pienamente l'obbligo di consultazione pubblica. Senza un intervento, sarebbe stata bocciata in tribunale.
L'Epa ha ceduto alle pressioni delle lobby dell'industria chimica e dei gestori idrici. Una scelta che condanna milioni di americani a bere acqua contaminata per anni.
Le nuove proposte violano lettera e spirito della legge, in particolare la clausola di "non regressione" del Safe Drinking Water Act, che impone di mantenere un livello di protezione pari o superiore a quello esistente.
Il nodo legale e le pressioni dell'industria
I Pfas sono prodotti dagli anni Quaranta e sono stati usati per rendere materiali e oggetti antiaderenti, impermeabili o resistenti alle macchie. Secondo l'Epa, l'esposizione a queste sostanze è associata a cancro, obesità, malattie della tiroide, colesterolo alto, infertilità, danni al fegato, alterazioni ormonali e indebolimento del sistema immunitario. Vengono chiamati "forever chemicals" perché si degradano con estrema lentezza e possono restare nell'ambiente per decenni.
Zeldin ha giustificato la decisione sostenendo che l'Amministrazione Biden non avrebbe rispettato correttamente le procedure previste dal Safe Drinking Water Act, la legge federale sulla qualità dell'acqua potabile. Secondo il direttore dell'Epa, la norma era "estremamente vulnerabile sul piano legale" ed è già al centro di diversi contenziosi. La stessa linea è stata sostenuta da Robert F. Kennedy Jr., Segretario alla Salute, secondo cui Biden avrebbe approvato la regola "in modo molto frettoloso", senza rispettare pienamente l'obbligo di consultazione pubblica. Senza un intervento, ha detto Kennedy, la norma avrebbe rischiato di essere bocciata in tribunale.
Sul provvedimento varato nel 2024 pendono infatti due cause. L'American Chemistry Council, che rappresenta l'industria chimica statunitense, e la National Association of Manufacturers hanno contestato i limiti davanti alla Corte d'Appello federale per il distretto di Columbia, definendoli "arbitrari, capricciosi e un abuso di discrezionalità". Una seconda causa, promossa dalle principali associazioni dei gestori idrici, non contesta solo la protezione sanitaria, ma chiede che i costi di adeguamento ricadano sugli inquinatori e non sui comuni o sugli utenti.
Ambientalisti all'attacco, fondi ancora da chiarire
Le associazioni ambientaliste respingono la ricostruzione dell'Amministrazione. Ken Cook, presidente e cofondatore dell'Environmental Working Group, ha accusato l'Epa di "cedere alle pressioni delle lobby dell'industria chimica e dei gestori idrici", con una scelta che, a suo giudizio, "condanna milioni di americani a bere acqua contaminata per anni". Eric Olson, responsabile per la salute del Natural Resources Defense Council, ha sostenuto che le nuove proposte dell'Epa violano sia la lettera che lo spirito della legge, richiamando la clausola di "non regressione" del Safe Drinking Water Act, che impone di mantenere un livello di protezione della salute pari o superiore a quello esistente.
Il tema non è nuovo per Trump. Nel 2019, durante il suo primo mandato, l'Epa aveva annunciato l'intenzione di regolamentare PFOA e PFOS e di valutare l'inserimento di altri sei Pfas nella lista delle sostanze tossiche. Nell'aprile 2024, Biden aveva poi fissato limiti massimi di concentrazione: 4 parti per mille miliardi per PFOA e PFOS, 10 parti per mille miliardi per PFNA, PFHxS e GenX. Insieme ai limiti, l'amministrazione aveva stanziato un miliardo di dollari per aiutare proprietari di pozzi privati, Stati e territori a finanziare test e trattamenti, all'interno di un piano complessivo da 9 miliardi per la gestione dell'acqua contaminata.
Zeldin e Kennedy hanno annunciato nuovi finanziamenti per affrontare la contaminazione da Pfas, ma resta un punto non chiarito: non è ancora evidente se si tratti di risorse aggiuntive o di fondi già stanziati nel 2024 dall'Amministrazione Biden.