Corrosione, muffa, danni da incendio, crepe nei muri, calcestruzzo che si sfalda lasciando scoperti i ferri d'armatura, infiltrazioni d'acqua, vernici al piombo, materiali contenenti amianto e collegamenti di comunicazione fuori uso. È l'elenco dei problemi che gli ispettori dell'ufficio dell'Ispettorato Generale del Dipartimento della Difesa hanno riscontrato a Camp Courtney e nelle basi aeree di Kadena e Yokota, in Giappone, durante un controllo sulle infrastrutture del comando americano per l'Indo-Pacifico. L'ispezione, condotta nel maggio 2025, ha interessato in tutto 11 basi.
Il rapporto è in gran parte secretato, ma le fotografie rese pubbliche documentano strutture in condizioni estremamente precarie. Due immagini mostrano alloggi di Kadena con i soffitti crollati e i mobili del soggiorno ricoperti di calcinacci. Nel quartiere residenziale di Stearley Heights i cedimenti dei controsoffitti hanno interessato 139 abitazioni. "Funzionari del Dipartimento della Difesa ci hanno detto che in alcune aree la caduta di detriti, dai piccoli frammenti alle lastre di grandi dimensioni, rappresenta un rischio costante per l'incolumità del personale", si legge nel documento.
Due contabilità che non tornano
Le basi americane in Giappone cadono a pezzi, i risparmi rivendicati dal DOGE non esistono
Gli ispettori del Pentagono hanno trovato muffa, amianto e soffitti crollati nelle basi americane in Giappone, durante un controllo che ha interessato 11 installazioni dell'Indo-Pacifico. Negli stessi mesi il DOGE contava miliardi di tagli su contratti che nessuno ha mai cancellato.
I due conti del Pentagono
137mld $
1,76mld $
La manutenzione che il Pentagono ha rinviato su tutte le sue strutture, secondo la GAO.
Il risparmio che il DOGE ha attribuito a un contratto mai cancellato.
Anche se fosse stato reale, quel taglio avrebbe coperto l'1,3% dell'arretrato di manutenzione della Difesa. Non è mai stato realizzato.
Il degrado, in cifre
A Okinawa gli alloggi si sfaldano sopra la testa di chi ci vive
Gli ispettori hanno fotografato soffitti crollati e mobili ricoperti di calcinacci. Questi sono gli alloggi colpiti nei singoli quartieri residenziali.
11 basiispezionate nel maggio 2025 dall'Ispettorato Generale della Difesa
50 annil'età del molo di Tengan, con parabordi corrosi e travi danneggiate
Quasi 4 metrila crepa in una condotta idrica di mezzo secolo a Kadena
20 centimetril'acqua stagnante accumulata sul tetto di un edificio di Kadena
Il risparmio fantasma
Il DOGE ha chiamato risparmio la parte del contratto che non era ancora stata impegnata
Il contratto con A1FedImpact copre reti, sicurezza dei dati e informatica clinica per le 736 strutture sanitarie della Defense Health Agency. Il DOGE ha sottratto dal valore massimo le somme già impegnate e ha registrato la differenza come taglio.
62 milionii fondi effettivamente impegnati sul contratto
1,76 miliardila parte non impegnata, che il DOGE ha registrato come risparmio
La GAO ha verificato che nessuna prestazione è stata eliminata, il valore del contratto non è stato ridotto e nessun fondo è stato disimpegnato. Il risparmio realizzato è pari a zero.
- 10 aprile 2025Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ordina la cancellazione di contratti per 5,1 miliardi di spesa e quasi 4 miliardi di risparmi stimati.
- 14 aprile 2025La voce da 1,76 miliardi compare sulla «Wall of Receipts», la pagina dei tagli rivendicati dal DOGE.
- 6 agosto 2026La GAO pubblica la verifica: nessun risparmio conseguito. La cifra è ancora online, ferma all'ultimo aggiornamento del 1° gennaio 2026.
Non è un caso isolato
Meno della metà dei 61 miliardi rivendicati corrisponde a un contratto davvero cancellato
Il DOGE ha dichiarato di aver cancellato 13.476 contratti. La GAO ha confrontato quell'elenco con gli archivi federali degli appalti. Seleziona una voce per isolarla.
Il DOGE ha pubblicato 3.751 voci, il 27,8% del totale, senza nemmeno il numero identificativo del contratto. E nella maggior parte dei casi esaminati non ha applicato il metodo di calcolo che dichiara di usare.
Fonte: Dipartimento della Difesa, Ufficio dell'Ispettorato Generale, ispezione di 11 basi dell'Indo-Pacifico, maggio 2025; GAO, «DOGE Wall of Receipts» (GAO-26-108615), 6 agosto 2026; GAO, «Defense Infrastructure» (GAO-22-104481), gennaio 2022. Dati sulla Wall of Receipts aggiornati al 7 luglio 2026.
Moli corrosi, hangar bucati e tubature vecchie
L'ispezione era stata avviata per valutare i sistemi essenziali alla missione, cioè soprattutto le infrastrutture operative e di comunicazione. Gli ispettori hanno però concluso che anche gli alloggi e la rete idrica sono indispensabili al funzionamento delle basi e li hanno quindi inclusi nella verifica. A Camp Courtney, il molo di Tengan, costruito circa mezzo secolo fa, presenta parabordi in acciaio corrosi e travi in calcestruzzo danneggiate. A Kadena, sul tetto di un edificio si erano accumulati venti centimetri d'acqua stagnante; nello stesso stabile sono stati inoltre rilevati amianto e crepe nei pilastri e nelle pareti. Un hangar destinato agli aerei presenta invece veri e propri buchi nei muri.
Sempre a Kadena, una condotta idrica vecchia di cinquant'anni ha una crepa lunga quasi 4 metri. Le rotture delle tubature, sia qui sia a Yokota, hanno provocato allagamenti e cedimenti dei marciapiedi. Negli alloggi della Kinser Tower il deterioramento del calcestruzzo riguarda 544 abitazioni, mentre nel quartiere di Sebille Manor sono state presentate un centinaio di segnalazioni per la presenza di muffa e decine di residenti hanno dovuto trasferirsi.
I responsabili militari attribuiscono il degrado all'età degli edifici, alle tecniche costruttive utilizzate e alle condizioni ambientali, particolarmente dure in Giappone per la frequenza di tifoni, terremoti e tsunami. Ma indicano anche due problemi strutturali: la scarsità dei fondi e l'elevato costo dei servizi locali. Il governo giapponese contribuisce alle spese attraverso i finanziamenti previsti dagli accordi con il Paese ospitante, che tuttavia spesso non possono essere impiegati per riparare infrastrutture già esistenti e devono invece essere destinati a nuove costruzioni o a obiettivi strategici più ampi, come la riduzione dell'impatto della presenza militare americana sulla popolazione di Okinawa.
La richieste dell'Ispettore Generale
Ai comandanti delle basi in Giappone e a Okinawa è stato chiesto di compilare un elenco degli interventi più urgenti. Ma anche questa semplice operazione è complicata dalla sovrapposizione delle competenze tra le diverse Forze Armate: Fort Buckner, per esempio, è utilizzato esclusivamente da unità dell'Esercito, ma appartiene al Corpo dei Marines e non si capiva bene chi avrebbe dovuto riportare cosa.
L'Ispettore Generale ha inoltre chiesto ai Segretari di Esercito, Marina e Aeronautica e ai comandanti dell'Indo-Pacifico e delle forze americane in Giappone di individuare le cause del degrado e reperire le risorse necessarie per intervenire. Il vice Assistente Segretario alla Guerra per la modernizzazione e la resilienza delle infrastrutture ha dichiarato di condividere le raccomandazioni.
Il problema, del resto, non riguarda soltanto il Pacifico. Già nel gennaio 2022 la GAO, l'Agenzia di Controllo del Congresso americano, aveva stimato in almeno 137 miliardi di dollari la manutenzione rinviata dal Pentagono nell'anno fiscale 2020. Negli Stati Uniti gli alloggi militari sono inoltre da anni al centro di denunce per problemi strutturali e per la presenza di muffe tossiche.
Miliardi di risparmi rivendicati su un contratto mai cancellato
Proprio la GAO ha messo di recente in discussione uno dei risparmi più consistenti rivendicati dal Department of Government Efficiency, il Dipartimento voluto da Trump per ridurre la spesa federale ed inizialmente guidato da Elon Musk. DOGE aveva attribuito alla cancellazione di un contratto informatico della Defense Health Agency, l'agenzia responsabile della sanità militare, un risparmio di 1,76 miliardi di dollari. Il contratto riguardava servizi destinati a più di settecento strutture sanitarie in tutto il mondo.
Secondo la verifica pubblicata il 6 agosto, però, quel contratto non è mai stato cancellato: nessuna prestazione è stata eliminata, il suo valore non è stato ridotto e nessun fondo è stato disimpegnato. La voce era comparsa il 14 aprile 2025 sulla cosiddetta "Wall of Receipts", la pagina in cui il DOGE ha elencato i tagli attribuiti alla propria attività, 4 giorni dopo un provvedimento con cui il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva ordinato la cancellazione di una serie di contratti del Pentagono per complessivi 5,1 miliardi di dollari di spesa e quasi 4 miliardi di risparmi stimati.
La scheda pubblicata sulla pagina indica come contraente A1FedImpact, un valore massimo di circa 1,83 miliardi di dollari e appena 62 milioni di fondi effettivamente impegnati. DOGE ha calcolato il risparmio sottraendo dal valore complessivo del contratto le somme già impegnate, ma la GAO non è riuscita a ricostruire nemmeno l'origine esatta di quei numeri.
Il contratto è uno dei sei assegnati nel 2023 dalla Defense Health Agency nell'ambito di un accordo quadro dal valore massimo di 2,4 miliardi di dollari e copre assistenza informatica, reti, sicurezza dei dati e informatica clinica per le 736 strutture sanitarie gestite dall'agenzia nell'anno fiscale 2023. Dopo che i funzionari dell'agenzia hanno spiegato a DOGE quali servizi venissero effettivamente forniti, il Dipartimento avrebbe convenuto che non dovesse essere cancellato nulla. La cifra del presunto risparmio, tuttavia, è rimasta online: la GAO non ha trovato traccia di una rimozione o di una correzione e, alla chiusura della verifica il 7 luglio, la pagina risultava ancora pubblicata, con l'ultimo aggiornamento fermo al 1° gennaio 2026.
Il caso non è isolato. DOGE ha rivendicato oltre 61 miliardi di dollari di risparmi collegati a 13.476 contratti che sostiene di aver cancellato, ma quasi 35 miliardi di controvalore non risultano effettivamente cancellati oppure non possono essere verificati sulla base dei dati pubblicati. Per 2.503 contratti, ai quali DOGE attribuisce 27,4 miliardi di risparmi, negli archivi federali degli appalti non compare alcuna cancellazione. Altre 3.751 voci, pari al 27,8% del totale, sono state pubblicate senza nemmeno il numero identificativo del contratto. La GAO ha inoltre accertato che, nella maggior parte dei casi esaminati, il DOGE non ha applicato il metodo di calcolo che dichiara di utilizzare. Interpellati da Military Times, la Defense Health Agency, la Casa Bianca e A1FedImpact non hanno risposto alla richiesta di un chiarimento.
