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La nuova portavoce di Trump si presenta come avvocata, ma non è iscritta a nessun albo
Katie Zacharia durante il suo primo briefing come portavoce della Casa Bianca, a Washington, il 13 ottobre 2026. Credito: The White House / Wikimedia Commons — fotogramma del video ufficiale, pubblico dominio.
Politica interna 4 min di lettura

La nuova portavoce di Trump si presenta come avvocata, ma non è iscritta a nessun albo

Il nome di Katie Zacharia non compare negli albi degli avvocati di nessuno Stato americano. Il suo primo briefing è durato 14 minuti e per un funzionario della Casa Bianca rischia di durare meno di Scaramucci.

Katie Zacharia, la nuova portavoce della Casa Bianca, si presenta da anni come avvocata, ma un’inchiesta di Judd Legum non ha trovato riscontri della sua abilitazione a esercitare negli Stati Uniti. Il giornalista, autore della newsletter Popular Information, ha cercato prove della sua ammissione alla professione in tutti i 50 Stati e nel District of Columbia, senza trovarne. L’inchiesta è stata pubblicata poche ore prima del primo briefing di Zacharia: 14 minuti, domande da tre giornalisti e critiche arrivate anche dall’interno dell’Amministrazione per la sua performance considerata deludente.

Zacharia si è definita come avvocata in diverse apparizioni televisive e nei podcast. Secondo Legum, Fox News l’ha presentata in sovrimpressione come avvocata in almeno 18 interventi dal marzo 2025. Anche Donald Trump, nel messaggio su Truth Social con cui ha annunciato la nomina, l’ha descritta come "un’avvocata", laureata alla Pepperdine Caruso School of Law.

Il titolo di studio è l'unica cosa che non è in discussione: l’università californiana la elenca tra i membri del Dean’s Council, un organismo che sostiene la facoltà di legge, indicando che ha conseguito il Juris Doctor nel 2011. Quel titolo, però, non basta per esercitare negli Stati Uniti: occorre, infatti, essere ammessi alla professione nella giurisdizione competente, rispettandone i requisiti, che generalmente comprendono un esame di abilitazione, il bar exam, e una valutazione dell’idoneità personale e professionale.

Secondo Mediaite, che ha ripreso e approfondito l’inchiesta, l’assenza dai registri è significativa perché questi riportano normalmente anche chi non esercita più o è stato radiato, indicandone lo stato professionale. In California, dove Zacharia ha studiato e vive, esercitare senza autorizzazione o presentarsi come autorizzati a farlo può costituire un reato, punito con fino a un anno di carcere, una multa fino a 1.000 dollari o entrambe le sanzioni. Alla richiesta di chiarimenti di Legum, l’ufficio stampa della Casa Bianca ha risposto soltanto rimandando al messaggio di Trump su Truth Social, senza fornire informazioni sull’eventuale abilitazione.

Il lavoro in Cina e le risposte sulle credenziali

Secondo il suo profilo LinkedIn, dopo la laurea Zacharia ha lavorato a Pechino nel gruppo di Zhong Lun dedicato agli affari internazionali. Zhong Lun è uno dei principali studi legali cinesi. Zacharia ha inoltre raccontato più volte di essere stata, nello stesso periodo, consulente legale esterna dell’International Finance Corporation (Ifc), un’istituzione del Gruppo Banca Mondiale, e della stessa Banca Mondiale.

Legum ritiene plausibile che una laureata senza abilitazione possa lavorare in uno studio legale cinese. Dubita però che quelle istituzioni abbiano affidato incarichi di consulenza legale a una neolaureata con poca o nessuna esperienza. Il giornalista segnala anche una differenza tra quanto raccontato da Zacharia e un comunicato del giugno 2026 relativo alla sua nomina in una società mineraria. Il comunicato parla genericamente di attività su questioni riguardanti organizzazioni associate al Gruppo Banca Mondiale e all’Ifc, senza indicare incarichi ricevuti direttamente dalle due istituzioni.

Martedì, prima della partenza di Trump per l’Alaska, i giornalisti hanno chiesto a Zacharia dove avesse superato l’esame di abilitazione. Lei ha risposto: “Quando mi sono trasferita in Cina”. La risposta indica un periodo della sua carriera, ma non chiarisce certo in quale Paese o Stato avrebbe ottenuto l’abilitazione. A Politico ha dichiarato di aver lavorato nel diritto commerciale internazionale “con tutte le credenziali necessarie”, senza specificare quali fossero.

Il fatto di aver lavorato in uno studio cinese non permette, da solo, di stabilire se Zacharia sia abilitata a esercitare negli Stati Uniti. Anche il requisito dei due anni di pratica professionale fuori dalla Cina, richiamato da Mediaite, va distinto dal suo caso: riguarda i rappresentanti degli studi legali stranieri che operano nel Paese e non può essere applicato automaticamente al lavoro svolto presso Zhong Lun, che è uno studio cinese. Resta quindi senza risposta la domanda centrale dell’inchiesta: dove e quando Zacharia abbia ottenuto l’abilitazione alla professione di avvocata.

Un esordio di 14 minuti e domande da tre giornalisti

Al suo debutto in sala stampa, martedì mattina, Zacharia ha letto per buona parte del tempo un testo preparato, apparendo a tratti affannata. Ha risposto alle domande di 3 giornalisti e poi ha chiuso il briefing dopo 14 minuti, spiegando di dover raggiungere il presidente, in partenza sull’elicottero Marine One per quello che ha definito uno "storico viaggio in Alaska".

La principale notizia è arrivata in risposta ad una domanda del corrispondente del Daily Mail: la Casa Bianca, ha annunciato Zacharia, aveva chiesto a Kimberly Guilfoyle, ambasciatrice statunitense in Grecia, di dimettersi. Parlando della propria famiglia e dei quattro figli, Zacharia è anche incappata in un lapsus, dicendo "il mio presidente" al posto di "mio marito", prima di correggersi.

Poco dopo, un funzionario della Casa Bianca, rimasto anonimo, ha detto a Jake Traylor di MS NOW che Zacharia "è partita con il piede sbagliato" e che "deve migliorare molto, e in fretta, altrimenti batterà il record di Scaramucci". Anthony Scaramucci rimase direttore della comunicazione della Casa Bianca per una decina di giorni nel luglio 2017, durante il primo mandato di Trump.

Sempre su MS NOW, l’ex deputato democratico Sean Patrick Maloney ha commentato: "Chi avrebbe mai detto che avremmo rimpianto Sean Spicer?". Il riferimento è al portavoce che nel 2017 sostenne che l’insediamento di Trump avesse avuto il pubblico più numeroso della storia. Il presidente, invece, ha difeso Zacharia prima di partire: "Penso che sia stata molto brava".

Zacharia, 41 anni, ha sostituito Karoline Leavitt, che ha lasciato l’incarico ad agosto dopo la nascita del secondo figlio, ed è la sesta persona a ricoprire il ruolo di portavoce della Casa Bianca nelle due Amministrazioni Trump. Secondo Politico, avrebbe attirato l’attenzione del presidente controllandone ogni giorno l’agenda pubblica e i messaggi su Truth Social, così da apparire in televisione negli orari in cui era più probabile che lui la guardasse.

Prima della sua nomina, annunciata venerdì, era consulente per la comunicazione di Trump Media & Technology Group, la società che controlla Truth Social. In passato ha rilanciato più volte sui social teorie del complotto e lavorato per un breve periodo al Dipartimento della Sicurezza interna, guidato da Kristi Noem.

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