Il presidente della Corte Suprema, John Roberts, ha stabilito oggi che i lavori per la sala da ballo voluta da Donald Trump alla Casa Bianca possono proseguire, almeno per ora, nonostante il blocco imposto da un tribunale federale di livello inferiore. Con un ordine di poche righe, Roberts ha sospeso l'ingiunzione in attesa che la Corte nel suo insieme possa esaminare nel merito la richiesta dell'Amministrazione, che presenta la demolizione dell'East Wing e la costruzione della nuova sala come necessarie per ragioni di sicurezza. Sulla legittimità dell'opera, tuttavia, la Corte non si è ancora pronunciata.
All'inizio del mese, un collegio d'appello federale aveva confermato con due voti contro uno l'ingiunzione che fermava il cantiere, sostenendo che per un intervento di questa portata Trump avesse bisogno dell'approvazione del Congresso. A portare il progetto in tribunale è stato il National Trust for Historic Preservation, l'organizzazione che tutela il patrimonio storico statunitense. La decisione è stata sostenuta dai giudici Patricia Millett e Bradley Garcia, mentre Neomi Rao ha firmato l'opinione dissenziente. Lo stesso collegio aveva però sospeso per due settimane gli effetti della propria pronuncia, concedendo ai legali del presidente il tempo necessario per rivolgersi alla Corte Suprema.
La sicurezza nazionale invocata dalla Casa Bianca
Nel ricorso, il solicitor general D. John Sauer, che rappresenta il governo federale davanti alla Corte Suprema, ha definito il blocco come "un'ingiunzione straordinaria e illegittima", destinata a fermare la costruzione di un "complesso militare integrato" nell'East Wing, a suo giudizio "indispensabile per la sicurezza nazionale". In questa ricostruzione, la sala da ballo costituirebbe soltanto uno spazio "completamente sicuro" all'interno del complesso. La sospensione dell'ingiunzione, ha insistito Sauer, sarebbe necessaria "per la sicurezza del presidente, la continuità del governo e la separazione dei poteri".
Il giudice Richard Leon, autore dell'ingiunzione, aveva però chiarito già ad aprile che il divieto aveva una portata più limitata. Pur impedendo al governo di compiere qualsiasi atto diretto alla realizzazione della sala da ballo, l'ordine consentiva infatti i lavori sotterranei destinati alle strutture di sicurezza nazionale e gli interventi necessari a proteggere il sito e il presidente.
Per sostenere l'urgenza del progetto, la Casa Bianca ha indicato un quadro di minacce crescenti, citando il presunto complotto contro l'evento UFC ospitato a giugno alla Casa Bianca e la sparatoria avvenuta davanti alla Cena dei Corrispondenti della Casa Bianca. Trump, tuttavia, parla da tempo della costruzione di una sala da ballo, ben prima che fossero sollevati questi allarmi. Dopo il ritorno alla Casa Bianca aveva assicurato che il progetto non avrebbe interessato l'edificio esistente: in seguito, però, l'East Wing è stato demolito e i lavori sono cominciati con una procedura accelerata.
In un documento depositato presso la Corte Suprema, il funzionario della Casa Bianca Joshua Fisher ha scritto che il progetto è completato al 65% e che le strutture sotterranee sono ormai quasi ultimate. La consegna è prevista per agosto 2028. La sala occuperà circa 8.400 metri quadrati e dovrebbe costare intorno ai 600 milioni di dollari, metà dei quali a carico dei contribuenti. Al momento dell'annuncio, il costo stimato era invece di 200 milioni e la Casa Bianca aveva assicurato che l'intera somma sarebbe stata finanziata da donatori privati.
