La Corte Suprema dà più potere a Trump, ma salva Fed e voto postale

In tre decisioni arrivate nella stessa giornata, i giudici della Corte ampliano il controllo del presidente sulle agenzie indipendenti, proteggono per ora l'autonomia della Federal Reserve e confermano la possibilità di conteggiare le schede per il voto arrivate l'Election Day.

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La Corte Suprema dà più potere a Trump, ma salva Fed e voto postale

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso oggi tre sentenze destinate a ridisegnare gli equilibri tra Casa Bianca, Congresso e apparato federale. Nella prima, i giudici hanno ampliato in modo significativo il potere del presidente di rimuovere i vertici delle agenzie indipendenti, consegnando a Donald Trump un controllo molto più diretto su una parte rilevante dell'Amministrazione finora fuori il suo diretto controllo. Nella seconda, però, hanno posto un limite all'intervento della Casa Bianca sulla Federal Reserve, impedendo per ora la rimozione della governatrice Lisa Cook. Con una terza sentenza, la Corte ha invece confermato la legge del Mississippi che consente di contare le schede postali timbrate entro l'Election Day ma arrivate nei giorni successivi.

Sul caso delle agenzie indipendenti, la decisione è arrivata con 6 voti contro 3, con i giudici liberal contrari. La sentenza sposta ulteriore potere dal Congresso al presidente e potrebbe modificare profondamente l'architettura del governo federale. Il caso nasceva dalla decisione di Trump di licenziare Rebecca Kelly Slaughter, commissaria democratica della Federal Trade Commission, rimossa perché non allineata all'agenda del presidente, nonostante la legge consentisse sinora al presidente la destituzione dei commissari solo per "inefficienza, negligenza nei doveri o cattiva condotta in carica".

Gli effetti di questa sentenza potrebbero ora farsi sentire in oltre una decina di agenzie federali precedentemente indipendenti, comprese quelle che vigilano su consumatori, lavoratori, ambiente, sicurezza nucleare e servizi postali. I vertici di enti come la Consumer Product Safety Commission, la Equal Employment Opportunity Commission, il National Labor Relations Board, la Nuclear Regulatory Commission e lo stesso servizio postale potranno ora essere licenziati con maggiore discrezionalità dalla Casa Bianca. I giudici hanno così cancellato quasi novant'anni di tutele legali, rovesciando il precedente del 1935, la sentenza Humphrey's Executor v. United States, che aveva limitato il potere del presidente di rimuovere direttori di agenzie indipendenti per semplici divergenze politiche.

Corte Suprema degli Stati Uniti
Tre sentenze in un giorno ridisegnano il potere esecutivo
In una sola giornata la Corte Suprema ha ampliato il controllo di Trump sulle agenzie federali, ma lo ha fermato sul controllo del Federal Reserve e sul voto per posta.
3
Sentenze nello stesso giorno
L'equilibrio tra Casa Bianca, Congresso e apparato governativo federale rimesso in gioco in poche ore.
Per Trump, una sola vittoria e due battute d'arresto: la Corte gli concede potere sulle agenzie indipendenti cancellando un precedente di quasi 90 anni fa, ma alza un muro su Fed e schede postali.
1
A favore di Trump
2
Contro Trump
89
Anni di precedente rovesciati
I tre verdetti, uno per uno
Vittoria per Trump
Il presidente può ora rimuovere liberamente i vertici delle agenzie indipendenti
Cade la tutela che dal 1935 proteggeva i direttori da licenziamenti per semplici divergenze politiche con il presidente in carica. Il caso nasce dalla rimozione di Rebecca Kelly Slaughter, commissaria democratica della FTC.
6Maggioranza
3Giudici liberal contrari
La sentenza rovescia il precedente Humphrey's Executor del 1935 e sposta ulteriore potere dal Congresso al presidente.
10+
Agenzie federali esposte alla nuova discrezionalità
1935
Precedente cancellato dopo quasi 90 anni
Tra gli enti ora più esposti
CPSCSicurezza dei prodotti di consumo
EEOCPari opportunità nel lavoro
NLRBRelazioni sindacali
NRCSicurezza nucleare
FTCCommercio e tutela dei consumatori
USPSServizio postale federale
Battuta d'arresto per Trump
La Federal Reserve resta ancora protetta, almeno per ora
La Corte ha impedito la rimozione della governatrice Lisa Cook licenziata da Trump: non le era stata data la possibilità di rispondere alle accuse, mai dimostrate, di frode sui mutui usate come pretesto per il licenziamento.
5Maggioranza
4Contrari
Margine sottile su un nodo delicato: l'indipendenza della Banca Centrale, su cui Trump preme da tempo per ottenere un taglio dei tassi.
Lisa Cook resta in carica
La rimozione, avvertivano ex funzionari della Fed e del Dipartimento del Tesoro, avrebbe rischiato di causare turbolenze sui mercati e erodere la credibilità della Banca Centrale come istituto indipendente.
La sentenza odierna non stabilisce se il presidente possa rimuovere Cook per giusta causa: la decisione sul merito sull'indipendenza della Fed verrà presa in seguito.
Opinione concorrente del giudice Brett Kavanaugh
Sconfitta per Trump e i Repubblicani
Confermata la legge del Mississippi sul voto via posta
Gli uffici elettorali potranno contare le schede inviate entro l'Election Day e ricevute fino a 5 giorni lavorativi dopo. La norma resterà in vigore almeno fino alle elezioni di midterm.
5Maggioranza
4Contrari
Sentenza scritta dalla giudice Amy Coney Barrett, sostenuta dal presidente John Roberts e dai 3 giudici liberal.
5giorni
Tempo utile in termini di giorni lavorativi per conteggiare le schede spedite entro l'Election Day
2020
L'anno dal quale Trump sostiene, senza mai presentare prove, brogli legati al voto postale
L'effetto a catena
18+
Leggi statali e di territori con norme simili sul voto per posta restano in vigore.
Includono collegi chiave per la maggioranza alla Camera nel novembre 2026 come in Nevada e California. La legge del Mississippi, approvata in piena pandemia da una legislatura a maggioranza repubblicana, era stata poi contestata dallo stesso partito.
Il bilancio della giornata
La Corte allarga il potere di Trump sull'apparato federale, ma traccia due confini netti sull'indipendenza della Federal Reserve e le regole del voto via posta.
Fonte: sentenze della Corte Suprema degli Stati Uniti, ricostruzione FocusAmerica.

La Fed resta protetta, almeno per ora

Diverso è stato però l'esito sulla Federal Reserve. Con una decisione separata, adottata con 5 voti contro 4, la Corte Suprema ha invece impedito a Trump di rimuovere Lisa Cook, sostenendo che alla governatrice non era stata data la possibilità di rispondere alle accuse, non dimostrate, di frode sui mutui usate dal presidente come giustificazione per il licenziamento. La pronuncia, tuttavia, resta circoscritta. In un'opinione concorrente, il giudice Brett Kavanaugh ha chiarito che la sentenza attuale non stabilisce se il presidente possa rimuovere o meno Cook legittimamente per giusta causa.

Il caso resta quindi aperto, ma la Corte Suprema ha evitato per ora di decidere nel merito dell'indipendenza della Banca Centrale. Ex alti funzionari della Fed e del Tesoro, insieme ai legali di Cook, avevano avvertito che una sua rimozione durante il procedimento avrebbe potuto provocare turbolenze sui mercati e indebolire la credibilità storica della Federal Reserve come agenzia indipendente. La questione è particolarmente sensibile perché Trump preme da tempo sulla Banca Centrale per ottenere un taglio dei tassi d'interesse.

Il voto per posta è stato tutelato

Per quanto riguarda le regole elettorali, la Corte ha confermato con 5 voti contro 4 la legge approvata dal Mississippi sul voto per posta. La decisione, scritta dalla giudice Amy Coney Barrett, è stata sostenuta dal presidente John Roberts e dai 3 giudici liberal della Corte. La legge confermata dalla Corte consente agli uffici elettorali di contare le schede inviate entro l'Election Day e ricevute fino a cinque giorni lavorativi dopo. Tale limite resterà quindi in vigore almeno fino alle elezioni di midterm.

La sentenza, in questo caso, rappresenta una chiara sconfitta per Trump e per il Partito Repubblicano, che da anni cerca di restringere il voto per posta. La decisione lascia inoltre in piedi normative simili in almeno altri 18 Stati e territori, compresi in collegi chiave per il 2026 in Nevada e California. È anche una battuta d'arresto personale per il presidente, che continua a sostenere, senza prove, che il voto postale favorisca brogli e abbia contribuito alla sua sconfitta nel 2020.

La legge del Mississippi era stata approvata durante la pandemia da una legislatura statale a guida repubblicana, ma era poi stata contestata dal Comitato Nazionale Repubblicano e dal partito repubblicano locale, secondo cui la legge federale fissa l'Election Day come termine ultimo per considerare valide le schede inviate via posta.

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