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La Casa Bianca sposta i fondi per la ricerca dalle università all'intelligenza artificiale
Molly Riley, White House, 2025, Flickr, Opera del governo USA
Tecnologia 2 min di lettura

La Casa Bianca sposta i fondi per la ricerca dalle università all'intelligenza artificiale

La nuova strategia riorganizza 200 miliardi di dollari l'anno: fondi direttamente ai singoli scienziati e IA al centro della ricerca per battere la Cina. Le università rischiano nuovi tagli

L'amministrazione Trump vuole spostare una parte consistente dei fondi federali per la ricerca dalle università ai singoli scienziati e ai progetti basati sull'intelligenza artificiale. La nuova strategia è contenuta in un rapporto e in un memorandum pubblicati martedì dall'Ufficio per la politica scientifica e tecnologica della Casa Bianca e orienterà per il resto del secondo mandato del presidente Trump un bilancio federale per la ricerca e lo sviluppo di circa 200 miliardi di dollari all'anno. Lo ha rivelato il Wall Street Journal. L'obiettivo dichiarato è accelerare le scoperte tecnologiche per battere la Cina.

Le nuove linee guida rischiano di danneggiare ulteriormente le grandi università, che dipendono dai finanziamenti federali per la ricerca. L'amministrazione vuole dare priorità a borse di studio e premi destinati alle singole persone invece che agli atenei. Tra i programmi indicati come modello ci sono una borsa della National Science Foundation, l'agenzia federale che finanzia la ricerca di base, riservata agli studenti di dottorato, e un premio dei National Institutes of Health, i principali istituti pubblici di ricerca biomedica, per gli scienziati più creativi. Le università potrebbero essere penalizzate anche da una regola proposta dall'Office of Management and Budget, l'ufficio che prepara il bilancio federale: darebbe ai funzionari di nomina politica più potere sui finanziamenti e allineerebbe la ricerca alle priorità dell'amministrazione.

"Negli ultimi 20 o 30 anni siamo diventati molto statici nel credere di dover continuare a finanziare la stessa ricerca, nello stesso modo, nelle stesse istituzioni", ha detto al Wall Street Journal Michael Kratsios, direttore dell'Ufficio per la politica scientifica e tecnologica. Kratsios ha raccontato di aver incontrato martedì il rettore di una università della Ivy League, il gruppo degli otto atenei privati più prestigiosi del paese, e di aver ricevuto una risposta positiva sul nuovo approccio. Per l'amministrazione anche il tempo eccessivo speso in burocrazia, nelle agenzie pubbliche e negli atenei, frena gli Stati Uniti: con il nuovo piano i ricercatori universitari riceverebbero i fondi direttamente, riducendo il ruolo delle università, che oggi in molti casi incassano i finanziamenti.

L'altro pilastro della strategia è mettere l'intelligenza artificiale al centro della ricerca scientifica, insieme a obiettivi nazionali più aggressivi: la Casa Bianca ha promesso di rendere operativo un potente computer quantistico entro il 2028 e di avere dieci nuovi grandi reattori nucleari in costruzione entro il 2030 per aumentare la produzione di elettricità. L'amministrazione ha anche avviato la Genesis Mission, un programma che unisce le competenze scientifiche e i supercomputer del Dipartimento dell'Energia con il settore privato e i ricercatori per affrontare le sfide della ricerca con l'intelligenza artificiale. "Le agenzie dovrebbero finanziare la ricerca che usa l'IA come un nuovo strumento di scoperta scientifica, non semplicemente come uno strumento per potenziare le capacità esistenti", hanno scritto Kratsios e il direttore del bilancio Russ Vought nel memorandum sulle priorità di spesa.

La strategia è l'ultimo tassello della competizione tecnologica con Pechino: nei giorni scorsi Washington ha valutato anche una stretta sui modelli di intelligenza artificiale cinesi diffusi negli Stati Uniti. I critici del nuovo piano avvertono però che i modelli di IA commettono errori e che puntare troppo su questa tecnologia potrebbe restringere i tipi di studi che i ricercatori scelgono di portare avanti.

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