Il democratico James Talarico è avanti sul repubblicano Ken Paxton nella corsa per il Senato in Texas, uno Stato che il presidente Donald Trump aveva vinto di quasi 14 punti nel 2024. Nel nuovo sondaggio di Fox News, Talarico ottiene il 51% contro il 48% di Paxton. Il vantaggio di 3 punti è compreso nel margine di errore della rilevazione, ma mostra una competizione molto più incerta di quanto suggerisca il recente risultato presidenziale del Texas.
Il maggiore entusiasmo democratico dà a Talarico una parte importante del vantaggio. Tra gli elettori che si dichiarano estremamente motivati a votare, il democratico è avanti per 53% a 47%. Lo stesso risultato si ripete tra quelli estremamente interessati alle elezioni di metà mandato. Nel complesso, i Democratici estremamente motivati superano i Repubblicani di 7 punti e quelli estremamente interessati alle elezioni li superano di 6. Un simile divario di partecipazione era stato rilevato anche nella corsa per il Senato in North Carolina.
In Texas Talarico è avanti di 3 punti su Paxton
23-27 luglio 2026 · 1.006 elettori registrati (±3%) · Beacon Research e Shaw & Company Research per Fox News
Il vantaggio è compreso nel margine di errore
Le colonne partono da zero. La scala verticale arriva al 60 per cento.
Paxton non ha ancora riunito tutto l'elettorato repubblicano dopo le primarie contro il senatore in carica John Cornyn, nonostante l'appoggio del presidente. Il 98% dei Democratici e il 68% degli indipendenti sostengono Talarico, mentre Paxton raccoglie l'89% dei Repubblicani. Tra i repubblicani che non si identificano con il movimento MAGA, il 24% sceglie il candidato democratico.
Le riserve personali su Paxton pesano più del timore che Talarico sia troppo radicale. Il 59% degli elettori è preoccupato che il repubblicano non abbia il carattere necessario per servire al Senato, mentre il 47% considera il democratico troppo estremo. Il divario è di 12 punti. Tra gli stessi Repubblicani, il 36% esprime dubbi sul carattere di Paxton. Soltanto il 17% dei Democratici è preoccupato per le posizioni di Talarico.
Circa otto sostenitori su dieci di entrambi i candidati dicono comunque di scegliere soprattutto in base alle posizioni politiche e non alla persona. Paxton è più forte tra i cristiani evangelici bianchi, gli uomini bianchi senza laurea, gli elettori rurali, chi frequenta regolarmente le funzioni religiose, gli uomini e gli ultrasessantacinquenni. Talarico ottiene invece i risultati migliori tra gli elettori neri, i moderati, gli under 30, gli ispanici, le donne e i laureati.
Anche i giudizi personali favoriscono Talarico. Il democratico ha un saldo positivo di 6 punti, con il 49% di opinioni favorevoli e il 43% di opinioni sfavorevoli. Paxton ha un saldo negativo di 6 punti, con il 45% di giudizi positivi e il 51% di giudizi negativi. Talarico è più popolare del Partito Democratico, mentre il Partito Repubblicano è valutato meglio di Paxton.
La popolarità del presidente in Texas si è rovesciata rispetto alle elezioni del 2024. Allora Trump aveva il 55% di giudizi favorevoli e il 44% di giudizi sfavorevoli. Oggi è al 45% contro il 54%, con un saldo negativo di 9 punti. Entrambi i partiti restano sotto la parità: i Repubblicani hanno il 48% di opinioni favorevoli e il 50% di opinioni sfavorevoli, mentre i Democratici sono al 45% contro il 54%.
L'inflazione è il tema più importante per quasi quattro elettori texani su dieci. L'immigrazione, nonostante il Texas sia uno Stato di confine, viene indicata da circa due su dieci. Sanità, divisioni politiche e disoccupazione raccolgono ciascuna circa un elettore su dieci. Il 35% dice di perdere terreno sul piano economico e soltanto il 16% ritiene di migliorare la propria condizione. La metà afferma di essere rimasta stabile.
Il vantaggio democratico è più ampio tra gli elettori ispanici, che preferiscono Talarico per 59% a 41%. Il 9% degli ispanici repubblicani passa al candidato democratico, mentre il 5% degli ispanici democratici sostiene Paxton. Anche in questo gruppo l'inflazione è la prima preoccupazione e circa quattro persone su dieci dicono di perdere terreno economicamente. Gli ispanici democratici sono inoltre più interessati e motivati a votare rispetto agli ispanici repubblicani.
Il cambiamento tra gli ispanici è particolarmente rilevante perché nel 2024 Trump aveva superato Kamala Harris in Texas di un punto in questo gruppo, 50% contro 49%. Nel nuovo sondaggio il 61% degli ispanici è preoccupato per il carattere di Paxton, contro il 41% che considera Talarico troppo estremo. Più della metà valuta positivamente sia Talarico, al 57%, sia il Partito Democratico, al 53%. Paxton, Trump e il Partito Repubblicano ricevono invece giudizi negativi rispettivamente dal 56%, dal 61% e dal 59%.
La corsa per il governatore è ancora più equilibrata. Il repubblicano Greg Abbott è avanti di un punto sulla democratica Gina Hinojosa. Il 12% degli elettori di Talarico sostiene Abbott, mentre il 9% degli elettori di Paxton sceglie Hinojosa. Tra gli elettori estremamente motivati la democratica è avanti di 6 punti e tra quelli estremamente interessati è avanti di 5. Gli ispanici preferiscono Hinojosa di 16 punti, un margine leggermente superiore ai 14 punti con cui avevano scelto Beto O'Rourke rispetto ad Abbott nel 2022.
I precedenti storici indicano quanto sarebbe significativo un successo democratico. Il Texas non elegge un governatore democratico dal 1990, quando vinse Ann Richards. L'ultimo senatore democratico eletto dallo Stato è stato Lloyd Bentsen nel 1988. L'ultimo candidato democratico alla presidenza ad aver vinto il Texas è stato Jimmy Carter nel 1976. Il sondaggio non dimostra che questa lunga serie stia per interrompersi, ma descrive due elezioni statali aperte e un elettorato repubblicano meno compatto.
La rilevazione è stata condotta tra il 23 e il 27 luglio su 1.006 elettori registrati in Texas e ha un margine di errore di 3 punti percentuali. Il campione comprende un sovracampionamento di 296 elettori ispanici, che porta questo sottogruppo a 556 persone con un margine di errore di 4 punti. Il vantaggio di Talarico su Paxton va quindi letto come una situazione di sostanziale parità, ma le motivazioni degli elettori mostrano problemi precisi per il repubblicano: la tenuta della sua coalizione, i dubbi sul carattere e un entusiasmo inferiore a quello democratico.
