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Il Senato conferma Todd Blanche come Procuratore Generale per un solo voto
Screenshot del risultato del voto in aula.
Politica interna 21 min di lettura

Il Senato conferma Todd Blanche come Procuratore Generale per un solo voto

La nomina dell'ex avvocato difensore di Donald Trump come nuovo Procuratore Generale passa con 50 voti contro 49. Contrarie le senatrici repubblicane Collins e Murkowski, decisivo il sostegno di Bill Cassidy.

Il Senato degli Stati Uniti ha confermato Todd Blanche alla guida del Dipartimento di Giustizia. Il voto si è concluso con 50 favorevoli e 49 contrari nelle prime ore di sabato a Washington, quando in Italia era già mattina, al termine di uno scontro che ha diviso la maggioranza repubblicana. Blanche, che in passato ha difeso Donald Trump nei processi penali a suo carico, guidava già il Dipartimento di Giustizia ad interim da aprile, dopo il licenziamento della ex Procuratrice Generale Pam Bondi.

Contro la sua nomina hanno votato tutti i senatori democratici e due senatrici repubblicane, Susan Collins del Maine (in gioco per la rielezione a novembre in una delle sfide più difficili) e Lisa Murkowski dell'Alaska. Entrambe ritengono che il Dipartimento di Giustizia sia diventato sempre più politicizzato e temono che Blanche non faccia abbastanza per arrestarne la crescente subordinazione alla Casa Bianca.

La loro opposizione ha messo in bilico la conferma. I repubblicani dispongono ad oggi di 53 seggi al Senato, ma, con Mitch McConnell assente, Blanche poteva permettersi soltanto due defezioni. A salvarne la nomina è stato il senatore Bill Cassidy della Louisiana, il terzo repubblicano inizialmente scettico, che venerdì ha annunciato il proprio sostegno insieme a John Curtis dello Utah. "La scelta non è fra la perfezione e Blanche", ha spiegato Cassidy in aula. "È fra Blanche e un altro Procuratore Generale ad interim, che potrebbe non riuscire a guidare efficacemente il dipartimento sotto il presidente Trump."

Blanche, in quel momento, non si trovava nemmeno negli Stati Uniti: era in Colombia alla guida della delegazione americana inviata per l'insediamento del nuovo presidente di destra Abelardo de la Espriella. "Il Paese ha bisogno di un Procuratore Generale che freni gli impulsi peggiori di questa Amministrazione", ha replicato Murkowski. "Spero che Blanche ci riesca, ora che è stato confermato, ma non ho fiducia che accada."

Stati Uniti · Dipartimento di Giustizia

Un voto di margine

Il Senato ha confermato Todd Blanche procuratore generale con 50 voti favorevoli e 49 contrari. Due senatrici repubblicane hanno votato contro e Mitch McConnell era assente: un terzo no avrebbe fatto cadere la nomina.

Grafica di FocusAmerica8 agosto 2026

Il voto finale in aula

L'aula

Cento seggi, tre eccezioni

Ogni cerchio è un seggio del Senato. I democratici a sinistra, i repubblicani a destra. Al vertice dell'emiciclo, dove passa il confine fra i due schieramenti, stanno i tre seggi repubblicani che non hanno sostenuto Blanche.

Le tre eccezioni repubblicane

Due contrarie, un banco vuoto

L'aritmetica

Servivano 50 sì repubblicani

Tutti i 47 democratici hanno votato contro: per arrivare alla maggioranza Blanche doveva raccogliere 50 voti fra i repubblicani. Ogni tacca qui sotto è un seggio repubblicano.

I protagonisti

I sei repubblicani che hanno deciso

Tocca un nome per leggere la motivazione del voto.

Il nodo

L'accordo che aveva bloccato tutto

Per chiudere la causa di Trump contro il fisco, Blanche aveva negoziato un'intesa che proteggeva la famiglia del presidente dai controlli fiscali e creava un fondo di risarcimento.

L'accordo con il fisco che aveva bloccato la nomina

A complicare il percorso di Blanche è stato soprattutto un accordo che lui stesso aveva negoziato. A gennaio Trump, i suoi figli e la Trump Organization avevano intentato una causa da 10 miliardi di dollari contro l'Internal Revenue Service, l'Agenzia delle Entrate statunitense, e il Dipartimento del Tesoro per la fuga di notizie riguardante le dichiarazioni fiscali del presidente. L'intesa raggiunta per chiudere il contenzioso proteggeva dai controlli fiscali Trump, i suoi due figli maggiori e la Trump Organization.

Prevedeva, inoltre, anche l'istituzione di un fondo federale da 1,8 miliardi di dollari, voluto dal presidente, per risarcire chi sosteneva di essere stato perseguitato dal governo. Fra i possibili beneficiari avrebbero potuto esserci anche le persone incriminate per l'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. A suscitare le maggiori resistenze fra i senatori repubblicani è stato proprio il fondo, ma anche l'immunità dai controlli fiscali per la famiglia presidenziale ha avuto un peso rilevante.

"Blanche ha approvato un ordine che protegge il presidente, i suoi figli e l'azienda di famiglia dai controlli dell'agenzia delle entrate: tutele di cui non gode nessun altro contribuente americano", ha dichiarato Collins. Il presidente aveva chiesto ai repubblicani del Senato di confermare rapidamente Blanche, ma aveva anche lasciato intendere che avrebbe preferito mantenerlo a tempo indeterminato alla guida ad interim del Dipartimento, anziché rinunciare alle protezioni fiscali o impegnarsi a cancellare il fondo.

Trump lo definisce un fondo contro la "weaponization", cioè contro l'uso politico della giustizia, e proprio questa settimana aveva annunciato di voler rilanciare il progetto. La Commissione Giustizia del Senato aveva rinviato il voto sulla nomina dopo le obiezioni sollevate da altri due senatori repubblicani, John Cornyn del Texas e Thom Tillis della North Carolina, sia sul fondo sia sull'immunità fiscale. Domenica sera Blanche ha assicurato per iscritto che il fondo non sarebbe stato istituito e che le protezioni fiscali sarebbero state ridimensionate. Cornyn e Tillis hanno quindi ritirato le proprie riserve e martedì la Commissione ha così approvato la nomina con 12 voti contro 10 per mandarla al voto finale in aula.

I dubbi di Collins e Murkowski

Collins e Murkowski hanno però spostato la contestazione su un piano più ampio: il problema, secondo loro, non erano soltanto le clausole dell'accordo, ma il fatto stesso che Blanche lo avesse concepito e negoziato. Murkowski teme inoltre che gli impegni assunti possano essere abbandonati dopo la conferma. L'ordine con cui Blanche ha cancellato il fondo revoca infatti un atto interno del Dipartimento, ma non modifica l'accordo transattivo, non reca la firma dei ricorrenti e non impedisce loro di rivolgersi a un giudice per ottenerne l'applicazione.

"So bene che il fondo opaco da quasi 2 miliardi di dollari del Dipartimento, che con ogni probabilità avrebbe premiato coloro che hanno partecipato al 6 gennaio, è stato accantonato soltanto perché la nomina è ancora in sospeso e il Senato dispone di un margine di pressione", ha detto Murkowski. "Una volta espresso il voto, quel margine scomparirà e non sappiamo che cosa ci riservi il futuro."

Sulla posizione della senatrice dell'Alaska ha pesato anche la gestione della pubblicazione dei documenti riguardanti Jeffrey Epstein, affidata proprio a Blanche. Sia Murkowski sia Collins, entrambe favorevoli al diritto all'aborto, hanno inoltre ricordato che il nuovo Procuratore Generale aveva promesso ai gruppi antiabortisti una linea dura nell'applicazione della sentenza con cui la Corte Suprema ha cancellato la protezione federale garantita da Roe v. Wade.

Perché Cassidy ha votato a favore

Da parte sua, Cassidy ha riconosciuto che Blanche aveva mostrato "scarso discernimento" nell'approvare il fondo e nell'esentare il presidente dai controlli fiscali. Ha però spiegato che i colloqui avuti con lui lo avevano convinto che lo stesso Blanche considerasse ormai quelle decisioni degli errori. Il senatore si è detto preoccupato anche per le cause promosse dal Dipartimento di Giustizia contro avversari politici, una pratica che, a suo giudizio, ha coinvolto esponenti di entrambi i partiti e deve essere interrotta.

Sulla sua scelta ha però pesato soprattutto la minaccia di Trump di mantenere Blanche a tempo indeterminato alla guida ad interim del Dipartimento, ignorando le resistenze del Congresso. Secondo Cassidy, la conferma del Senato conferisce a Blanche maggiore autorità e quindi più forza per opporsi al presidente di quanta ne avrebbe conservando il ruolo di facente funzioni.

Il senatore ha richiamato anche il sostegno di William Barr, Procuratore Generale durante il primo mandato di Trump, che si dimise dopo essersi rifiutato di avallare le false accuse del presidente sui brogli nelle elezioni del 2020 o di aprire un'indagine per sostenerle. Barr, oggi consigliere informale di Blanche, ha affermato durante alcuni incontri riservati con i senatori che il nuovo Procuratore Generale possiede il temperamento e l'accesso necessari per contenere, lontano dai riflettori, le richieste di Trump.

Cassidy, medico e presidente della Commissione Sanità, si era già esposto l'anno scorso sostenendo la nomina di Robert F. Kennedy Jr. a Segretario alla Salute, dopo aver ottenuto da lui promesse successivamente disattese. Quella decisione gli è probabilmente costata consensi fra gli elettori moderati nelle primarie di maggio, nelle quali è arrivato terzo dietro la deputata Julia Letlow, sostenuta da Trump, e il tesoriere statale John Fleming.

"Sarò criticato per questo voto. Che c'è di nuovo?", ha detto venerdì annunciando la propria decisione. Dopo una pausa per ricomporsi, ha aggiunto con la voce incrinata che i suoi elettori potevano essere certi che avesse lavorato duramente per comprendere la questione e prendere la decisione giusta. Murkowski ha detto di rispettare la scelta del collega, riconoscendo quanto tempo e quanta riflessione gli avesse dedicato. "Dobbiamo entrambi convivere con le nostre decisioni e con i nostri voti, confidando di aver svolto il nostro compito nel miglior modo possibile", ha concluso.

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