Il Senato approva 70 miliardi di dollari per la polizia dell'immigrazione

Dopo una maratona di 18 ore, il Senato supera le divisioni interne sul fondo da 1,8 miliardi voluto da Trump per risarcire gli alleati perseguitati politicamente. Il testo passa ora alla Camera.

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Il Senato approva 70 miliardi di dollari per la polizia dell'immigrazione

Il Senato ha approvato nella notte tra giovedì e venerdì un pacchetto da 70 miliardi di dollari per finanziare le agenzie federali dell'immigrazione, superando le divisioni nella maggioranza repubblicana dopo una maratona di votazioni durata 18 ore. Il voto finale, 52 a 47, ha visto schierati i repubblicani contro i democratici, con l'unica eccezione di Lisa Murkowski dell'Alaska, unica repubblicana a votare contro. Il testo passa ora alla Camera, che dovrebbe esaminarlo la prossima settimana.

La legge finanzia l'ICE, la polizia dell'immigrazione, e la polizia di frontiera per i prossimi tre anni, fino alla fine del mandato del presidente Trump, proteggendo le due agenzie da futuri blocchi di bilancio.

A tenere il voto in ostaggio per settimane non sono stati però i democratici, ma la resistenza interna allo stesso partito repubblicano contro il cosiddetto fondo "anti-weaponization" da 1,8 miliardi di dollari. Si tratta di un meccanismo voluto dalla Casa Bianca per risarcire le persone che si ritengono perseguitate politicamente dal governo federale. I critici, repubblicani inclusi, lo considerano un fondo utilizzabile a discrezione dell'amministrazione per premiare gli alleati del presidente, compresi coloro che hanno preso parte all'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021.

Durante la seduta, iniziata giovedì pomeriggio e conclusa alle 5 del mattino (le 11 in Italia), i repubblicani hanno respinto a fatica diversi tentativi di eliminare il fondo. Il primo voto, su una proposta del leader democratico Chuck Schumer per sopprimerlo, è rimasto aperto per ore: tre senatori repubblicani, tra cui Bill Cassidy della Louisiana, non riuscivano a decidere come votare. Cassidy, che il mese scorso ha perso le primarie del suo partito dopo lo scontro con Trump, alla fine ha votato contro l'emendamento democratico. Insieme al senatore democratico Cory Booker ha però presentato un parere legale in cui definisce il fondo "una minaccia per la nostra democrazia costituzionale" e "un piano deliberatamente concepito per trasformare degli insurrezionalisti in vittime".

Anche il senatore Thom Tillis della North Carolina, che lascerà il Congresso a fine mandato, ha provato a far vietare il fondo per legge con un emendamento che trasferiva i fondi a un programma anti-frode del Dipartimento della Giustizia. La proposta ha raccolto il sostegno di oltre dieci colleghi repubblicani. "Se il Dipartimento della Giustizia dice che il fondo non verrà usato, perché non approfittarne per metterlo nero su bianco?", ha dichiarato Tillis. Alla fine Cassidy e Tillis hanno comunque votato a favore del testo finale, rassicurati dal procuratore generale facente funzione Todd Blanche, che aveva garantito ai senatori: "non andremo avanti con il fondo, punto". Il presidente Trump, però, mercoledì si era rifiutato di confermare che l'abbandono fosse definitivo. "Per quanto mi riguarda, era una cosa bellissima", ha detto alla CNN. Tutti gli emendamenti per eliminare il fondo sono stati respinti: il meccanismo resta quindi in vigore e la sua sorte dipende ora dalla volontà del presidente, non dalle rassicurazioni del suo procuratore generale.

I democratici avevano bloccato i fondi già a gennaio, dopo che a Minneapolis due manifestanti, Renee Good e Alex Pretti, erano stati uccisi da agenti federali durante le proteste contro le operazioni dell'ICE. L'opposizione chiedeva una serie di riforme vincolanti, tra cui l'obbligo di identificazione per gli agenti e un maggiore ricorso ai mandati giudiziari. Il blocco aveva portato il Dipartimento per la Sicurezza Interna a una paralisi di bilancio record, rimasto senza fondi per oltre settanta giorni tra febbraio e aprile. L'ICE e la polizia di frontiera restano tuttora senza finanziamenti regolari.

La maggioranza repubblicana ha usato una manovra procedurale complessa per aggirare l'ostruzionismo democratico e approvare il testo senza alcun voto dell'opposizione. "Avremmo chiuso ore fa se non avessimo dovuto gestire le questioni legate al fondo", ha ammesso il leader della maggioranza John Thune poco prima di mezzanotte.

La seduta è stata anche l'occasione per votare altri emendamenti che hanno rivelato le fratture interne al partito. Sei senatori repubblicani hanno votato con i democratici per impedire l'uso di fondi pubblici per costruire una sala da ballo alla Casa Bianca, un progetto voluto dal presidente: l'emendamento è stato respinto, ma ha mostrato il disagio di una parte della maggioranza. È stato invece bocciato un emendamento repubblicano per inserire nel testo il "Save America Act", la legge sull'obbligo di documento d'identità per votare fortemente voluta da Trump, con quattro repubblicani, tra cui Mitch McConnell e Susan Collins, che hanno votato contro insieme a tutti i democratici.

Con l'approvazione del Senato, la palla passa ora alla Camera. Se il testo verrà confermato senza modifiche, diventerà probabilmente l'ultima grande vittoria legislativa del presidente prima delle elezioni di metà mandato di novembre.

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