I candidati progressisti hanno vinto una serie di primarie democratiche quest'estate, battendo parlamentari in carica e lanciando nuove figure della sinistra in territori sicuri come New York e il Colorado. Nelle prossime settimane si sposteranno su un terreno più difficile: le primarie in Michigan, Wisconsin e Minnesota diranno se gli elettori democratici degli stati più contesi vogliono mandare candidati di sinistra a elezioni generali dall'esito incerto.
La sinistra del partito ritiene che, con la frustrazione diffusa per le disuguaglianze e il costo della vita, i candidati anti-establishment possano vincere le primarie, portare gli elettori alle urne in autunno e segnalare al partito che deve tornare alle sue radici populiste. "Dobbiamo essere disposti a riconoscere gli errori che ci hanno portato in questa situazione, perché non è solo che Donald Trump ha vinto, è che i democratici hanno perso", ha detto domenica la deputata Alexandria Ocasio-Cortez a un comizio per Abdul El-Sayed, il candidato progressista che sostiene alle primarie per il Senato in Michigan.
L'ascesa di questi candidati preoccupa i democratici moderati, convinti che la base militante del partito rischi di nominare figure destinate a perdere elezioni vincibili. "Rischiamo di perdere corse che potremmo altrimenti vincere se andiamo troppo a sinistra in stati come il Michigan, che ha votato per Donald Trump un anno e mezzo fa", ha detto al New York Times Matt Bennett, cofondatore di Third Way, un think tank democratico centrista.
In Michigan la primaria per il Senato del 4 agosto oppone El-Sayed, ex responsabile della sanità della contea di Wayne sostenuto anche dal senatore Bernie Sanders, alla deputata Haley Stevens, eletta nei sobborghi a nord di Detroit. El-Sayed critica duramente il governo israeliano, propone il "Medicare for all", un sistema di sanità pubblica universale, e sembra avere un leggero vantaggio nei sondaggi. Nella corsa stanno girando decine di milioni di dollari.
Stevens, una moderata filoisraeliana appoggiata dal leader della minoranza al Senato Chuck Schumer, può però contare su un netto vantaggio pubblicitario: la sua campagna ha ricevuto quasi 30 milioni di dollari legati all'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), la più influente lobby filoisraeliana americana, più altri 20 milioni da super PAC, comitati elettorali che possono raccogliere fondi senza limiti, con donatori non dichiarati. I sondaggi indicano che gli elettori neri preferiscono Stevens, mentre El-Sayed punta sui giovani e sull'elettorato più progressista dello stato: l'esito dipenderà da quanto quella massa di denaro sposterà voti e da chi andrà davvero a votare.
In Wisconsin la deputata statale Francesca Hong, 37 anni, socialista-democratica, sta salendo nel campo affollato della primaria per il governatore dell'11 agosto e sostiene che le sue posizioni possano attrarre operai e agricoltori in uno degli stati più contesi del paese. La sua ascesa preoccupa i democratici convinti che un candidato associato al socialismo non possa vincere un governatorato nel cuore del paese, che il partito considera un presidio per le sue ambizioni nazionali.
La vicegovernatrice Sara Rodriguez, considerata da una parte del partito l'alternativa moderata più credibile, si è ritirata dopo le rivelazioni sulla cattiva gestione dei fondi della sua campagna. Il suo ritiro ha spinto David Crowley, capo dell'esecutivo della contea di Milwaukee che aveva già abbandonato la corsa, a rientrare e a incassare subito l'appoggio del governatore uscente Tony Evers. Tutto questo caos potrebbe favorire Hong.
Il Minnesota non è uno stato in bilico: ha due senatori democratici, un governatore democratico e non vota un repubblicano per la presidenza dai tempi di Nixon. La primaria dell'11 agosto per il seggio della senatrice uscente Tina Smith è comunque interessante: la deputata Angie Craig, che dal 2018 difende un distretto del sud dello stato strappato ai repubblicani, sfida la vicegovernatrice Peggy Flanagan, sostenuta da Sanders e dalla senatrice Elizabeth Warren. Craig si presenta come una scelta pragmatica, pronta a sfidare il suo stesso partito; Flanagan l'ha definita una "corporate Democrat", una democratica vicina alle aziende, e dice di essere lei quella disposta alle battaglie più dure. Il governatore Tim Walz resta neutrale.
Le sfide progressiste non riguardano solo le corse statali. A St. Louis l'ex deputata Cori Bush, membro della "Squad", il gruppo delle parlamentari più a sinistra del partito, ci riprova contro il deputato Wesley Bell, che l'aveva battuta nel 2024 con l'aiuto delle forti spese dei gruppi filoisraeliani. In Michigan il deputato Shri Thanedar deve difendersi dalla sfida del deputato statale Donavan McKinney, 34 anni, sostenuto da Sanders e dalla deputata Rashida Tlaib.
